Bersani, il chiaro e lo scuro

Alla fine l’intesa non c’è stata ma un po’ più di chiarezza, questo sì.

C’è voluto Corrado Formigli, giovedì scorso 11 gennaio 2018,  a far Piazza Pulita   (←link) per fugare ogni dubbio : Bersani ed il M5S non si sono mai capiti pur volendo le stesse cose.

Anche quando si tratta dei 5 Stelle cerco di non essere fazioso, cerco di ragionare – ha detto Pier Luigi Bersani nel corso della trasmissione

… L’apertura maggiore viene da Bersani, però, bisogna dirlo.

Facciamo un sunto degli apparenti contrasti:

  • le lenzuolate di Bersani, non sono altro che l’esasperato ‘oltre il mercato’ dei pentastellati
  • l’esasperato e disperato ‘norme correttive di fiscalità progressiva’ di Bersani non è altro che la lotta ai privilegi dei 5 Stelle.

Potremmo continuare all’infinito. Tutta una questione di chiaro scuri. Ma andiamo alla trasmissione

 

BERSANI RISPONDE A GORI    (← link)

Bersani poi riguardo la situazione  politica  risponde :

Voglio bene a tutti ma riguardo gli appelli che provengono da più parti non riesco a convincerli di una cosa, cioè, che l’unità sia una gran cosa è come dire ‘viva la mamma’, chi può essere contrario… ma bisogna che mi si spieghi come mai si è creata una frattura così profonda nell’elettorato del centrosinistra, al punto che, prova provata dai fatti, da tre cicli elettorali, abbiamo visto tutti che se ci ammucchiamo e diciamo insieme ‘c’è la destra’ … non basta ! perché altrimenti mi spiegate come abbiamo fatto a perdere Genova? … abbiam fatto perdere La Spezia, abbiam fatto perdere Monfalcone, abbiam fatto perdere Pistoia… amministratori sempre stati di sinistra … , non si son convinti i portuali !  anche se arrivava la destra ! …. è lo stesso equivoco che fa dire che Liberi e Uguali fa perdere voti al Pd. NO! …

Anche qui, chiaro scuri …

E’ il problema delle relazioni politiche: le sottigliezze che fanno apparire il contrario della realtà

In basso, invece un esempio di netta frattura tra le idee politiche dei pentastellati con Bersani, ad esempio, ma non solo con lui: abolire il finanziamento pubblico vuol dire aprire la porta ai privati e quindi la creazione di ulteriori diseguaglianze.

Su questo punto, lo fanno di proposito o sono totalmente inconsapevoli ? ↓

 

 

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Grasso, Bersani, Speranza, Civati per riprendere ‘gli imboscati’


“La sinistra ci dev’essere. Per combattere la destra regressiva bisogna rimettere nel campo le forze di sinistra e del centrosinistra che sono nel bosco e vogliono impegnarsi”. Dal Pd “è stata sottovalutata questa destra regressiva che si sta levando”. Lo dice Pier Luigi Bersani, arrivando all’assemblea della sinistra, commentando le parole di Walter Veltroni oggi in un’intervista a Repubblica.

 

 

Bersani a Renzi : “Le chiacchiere stanno a zero”

 

 

 

h. 17.35

“Maggiore sintonia con Mdp? Non lo so, bisogna vedere cosa dice sul resto”, ma “si sappia che le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono i fatti“.

Bersani, a Catanzaro, commenta le parole di Renzi alla direzione del Pd.

E dopo aver auspicato stamane un’ammissione degli “errori” fatti da parte del Pd dice:

“Non voglio dare giudizi senza aver ascoltato ma quando uno rivendica…”.

“E proprio non riesco a sentire che il Jobs act è stato un successo”, “non lo pensano milioni di italiani”, sostiene il leader Mdp.

 

Bersani : “il treno MdP è partito”

 

E’ arrivata l’estate, il caldo ormai si avverte in tutta pienezza, la siccità comincia a gettare le sue fosche ombre, molti i problemi che assillano gli italiani oltre l’afa incalzante.

Nel fine settimana lavorativa Pierluigi Bersani prova a gettare un po’ d’acqua, ma poi mica tanta, sul clima della politica, anch’esso piuttosto arroventato.

“Il treno è partito, è un’operazione importante, l’ultima chiamata per il centrosinistra per evitare la vittoria del centrodestra”.

 

Così Pier Luigi Bersani, parlando con i giornalisti alla Camera, parlando del neonato Mdp Articolo Uno che per la prima volta ha votato ‘No’ compatto alla Camera e al Senato, al cambiamento dei voucher, operazione che rilancia “un centrosinistra alternativo”.

“E’ ovvio che si necessita di parlare con il Pd e con il suo segretario – aggiunge l’ex leader dem – ma vorrei un patto  su un programma di netta discontinuità rispetto all’immediato trascorso e mi sia consentito dire che è difficile pensare che il testimonial del Pd  sia chi ha sostenuto in questi anni certe politiche”.

(fonte Ansa)

Bersani: un moderato rabbioso

Bersani: un moderato rabbioso

 

L’Italia ha bisogno di Movimenti e Partiti, mi auguro che i Cinque Stelle diventino questo

così Pierluigi Bersani esordisce nella puntata di ieri di Dimartedì su La7, intervistato da Giovanni Floris

E ha continuato:

Mi auguro che i Cinque Stelle  si carichino di responsabilità e di condividere queste responsabilità, che non pensino di far tutto da soli, di occhieggiare un po’ di qui un po’ di lì. Bisogna essere partiti di governo per fare i partiti oggi

La risposta è anche diretta a Di Battista che ha preceduto l’intervista di Bersani ed ha accusato il neo ArticoloUnoMdP – di cui Bersani è tra i leaders costitutori – di aver votato e continuare a votare le proposte del Pd renziano, anche dopo la scissione dal Pd

Per Bersani sarebbe distruttivo andare a votare prima del termine della legislatura ma non considera la cosa impossibile purchè la legge elettorale sia chiara anche se solleva qualche perplessità sul fatto che si dovrebbero fare le liste il 19 agosto in una situazione strabiliante che non ha precedenti

Leader…ship …

Per  Travaglio, intervenuto ad intervistare anch’egli Bersani, tutte queste formazioni politiche  che stanno nascendo non hanno alcun peso se non fosse per la presenza dei leader che stanno in piedi da soli

 Ma che alla fine per poter arrivare al governo devono scendere a compromessi e questa sarebbe l’unica alternativa credibile a Berlusconi e alla destra.

Per Bersani questa è fantapolitica ” Se vogliamo parlare di politica la mia proposta è un centrosinistra discontinuo che abbia  a cuore i temi del lavoro e dei diritti, sulla base di tre o quattro punti programmatici “ ha risposto mettendo in evidenza sanità, fisco e art.18, assicurando che non è vendicativo e non chiamerebbe mai i  5 Stelle in streaming.

Bersani è stato poi intervistato da Giannini che gli ha chiesto se per discontinuità intendesse ‘senza Renzi’

Per Bersani Renzi è il Segretario del Pd e basta ma gli parrebbe singolare che gli si potesse parlare di centrosinistra e  di Imu che venga pagata da chi ha soldi

BERSANI

Io da lontano vedo il popolo del Pd, che non è convinto delle politiche di Renzi, che non gli piace di stare nella palude, dopodiché credo che ci sia bisogno di una destra ma che sia civile. Sono un moderato rabbioso

La puntata integrale al link sottostante

Dimartedì del 6 giugno 2017

 

 

 

 

 

La questione del metodo

La questione del metodo

 

Ci piace che le cose vengano affrontate con serietà, perché di slogan e demagogia ci muore il paese  – così Pierluigi Bersani intervistato da Giannini e Pierluigi Ciocca durante la manifestazione di Fondamenta, in svolgimento a Milano

 

E a margine dell’incontro, intgerrogato dai media ha aggiunto :
“Il governo ha preso una decisione “sbagliata” sui voucher e su questo “deve stare molto attento. La cosa è seria sul piano del metodo democratico. Non mi piace fare minacce. Penso che ragioneranno. Ma avranno capito che su questo ci mettiamo di traverso”.

 

“Ho ritenuto sbagliata la decisione presa sui voucher, nel senso che non c’era bisogno di impedire i referendum – ha detto Bersani – si poteva benissimo marginalizzare all’estremo i voucher, riconducendoli alla cosa originaria e andare dagli italiani e dire: per noi va bene così, abbiamo riformato, abbiamo cambiato, diteci voi italiani se vi piace o no. Invece – ha osservato l’ex ministro dello sviluppo economico,  ministro dell’industria e commercio e ministro dei trasporti – si è sbaraccato tutto per paura del referendum. Adesso pare che si vuole intervenire con il decreto sui lavori occasionali senza neanche discutere con le forze sociali, ripristinando quello che il referendum ha cancellato. E ingannando chi ha raccolto le firme. Queste cose sono inaccettabili, prima che per il merito, per il metodo”.
La discussione in corso al Senato sulla manovra correttiva di bilancio – sostiene inoltre  la Cgil Sardegna – prevede l’introduzione di norme sul lavoro peggiorative in materia di voucher che stravolgerebbero il recente provvedimento legislativo approvato dal Parlamento ed il pronunciamento della Corte di Cassazione

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Acque agitate

Acque agitate

 

 

‘Basta con le invenzioni ad usum delphini, serve un sistema che funzioni, e non l’ennesima e pasticciata invenzione dell’ultima ora’.

Pierluigi Bersani stronca così il ‘Rosatellum’, la proposta di legge elettorale metà proporzionale e metà maggioritaria arrivata ieri dal Pd.

Gli risponde Ettore Rosato:

“La nostra proposta di legge ripercorre quello che abbiamo sempre detto ma la valutazione di Bersani è condizionata da una sorta di rancore verso Matteo Renzi e nulla ha a che fare con il merito”.

Ma Speranza (Mdp) chiude:

‘il Rosatellum non lo votiamo’.

E anche M5s è contrario:

“il Rosatellum e’ una truffa, inganna gli elettori”, dice Roberto Fico.

E slitta dal 29 maggio al 5 giugno l’approdo in aula della legge elettorale: lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo della Camera.

Con il Rosatellum “non si garantisce la governabilità, si lede la rappresentanza e si abbonda nei nominati. Insomma, siamo di nuovo all’eccezionalismo italico, siamo all’ennesima e pasticciata invenzione dell’ultima ora”.

Così Pier Luigi Bersani su fb stronca la proposta del Pd.

“Se ci fosse senso di responsabilità – scrive Bersani – si sentirebbe l’esigenza di presentare agli italiani ormai insofferenti un sistema che avesse già dimostrato di funzionare. Il Mattarellum davvero, oppure il tedesco, oppure il francese, oppure lo spagnolo o il portoghese o l’inglese. Qualcosa che esista insomma. Basta con le invenzioni ad usum delphini”.

“Sulla legge elettorale – evidenzia – ecco la mia personalissima opinione. Adesso che c’è il testo, nero su bianco, della proposta Pd temo che Prodi e Pisapia dovranno riconsiderare le loro pur cautissime aperture. Questa proposta non c’entra un bel nulla con il Mattarellum. Qui c’è una scheda sola, non due. Qui si allude non certo alla coalizione ma piuttosto a confuse accozzaglie a fini elettorali fra forze che il giorno dopo riprendono la loro strada”.