Bersani: un moderato rabbioso

Bersani: un moderato rabbioso

 

L’Italia ha bisogno di Movimenti e Partiti, mi auguro che i Cinque Stelle diventino questo

così Pierluigi Bersani esordisce nella puntata di ieri di Dimartedì su La7, intervistato da Giovanni Floris

E ha continuato:

Mi auguro che i Cinque Stelle  si carichino di responsabilità e di condividere queste responsabilità, che non pensino di far tutto da soli, di occhieggiare un po’ di qui un po’ di lì. Bisogna essere partiti di governo per fare i partiti oggi

La risposta è anche diretta a Di Battista che ha preceduto l’intervista di Bersani ed ha accusato il neo ArticoloUnoMdP – di cui Bersani è tra i leaders costitutori – di aver votato e continuare a votare le proposte del Pd renziano, anche dopo la scissione dal Pd

Per Bersani sarebbe distruttivo andare a votare prima del termine della legislatura ma non considera la cosa impossibile purchè la legge elettorale sia chiara anche se solleva qualche perplessità sul fatto che si dovrebbero fare le liste il 19 agosto in una situazione strabiliante che non ha precedenti

Leader…ship …

Per  Travaglio, intervenuto ad intervistare anch’egli Bersani, tutte queste formazioni politiche  che stanno nascendo non hanno alcun peso se non fosse per la presenza dei leader che stanno in piedi da soli

 Ma che alla fine per poter arrivare al governo devono scendere a compromessi e questa sarebbe l’unica alternativa credibile a Berlusconi e alla destra.

Per Bersani questa è fantapolitica ” Se vogliamo parlare di politica la mia proposta è un centrosinistra discontinuo che abbia  a cuore i temi del lavoro e dei diritti, sulla base di tre o quattro punti programmatici “ ha risposto mettendo in evidenza sanità, fisco e art.18, assicurando che non è vendicativo e non chiamerebbe mai i  5 Stelle in streaming.

Bersani è stato poi intervistato da Giannini che gli ha chiesto se per discontinuità intendesse ‘senza Renzi’

Per Bersani Renzi è il Segretario del Pd e basta ma gli parrebbe singolare che gli si potesse parlare di centrosinistra e  di Imu che venga pagata da chi ha soldi

BERSANI

Io da lontano vedo il popolo del Pd, che non è convinto delle politiche di Renzi, che non gli piace di stare nella palude, dopodiché credo che ci sia bisogno di una destra ma che sia civile. Sono un moderato rabbioso

La puntata integrale al link sottostante

Dimartedì del 6 giugno 2017

 

 

 

 

 

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Bersani dell’ esperienza

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Bersani su La7 – dimartedì – puntata del 15 marzo 2016 -← link al VIDEO intervista completa

F. Intanto come sta?

B. Salute bene, famiglia bene ed il resto così …

F. Il partito?

B. Così così

Comincia con l’affondo sul partito Bersani, tutto va bene, per fortuna, ma il partito non tanto …

F. Renzi è stato duro con voi. Renzi ha detto ‘chi chiede oggi più rispetto per la storia dell’ulivo è chi ha consegnato l’Ulivo nelle mani di Berlusconi

B. La cosa più grave, che mi ha fatto reagire è che queste cose sono state dette ad un corso di formazione politica (calcando il tono su formazione politica) per i giovani. Ed è per questo che ho voluto chiarire. Siccome io non ho accesso a quel corso …

F. Non l’hanno invitata

B: No assolutamente, io via media, diciamo così, ho cercato di arrivare a quei giovani per dire ‘ma guardate che è a rovescio, eh’. Noi, minoranza, Pd, sinistra, attorno a Prodi l’abbiamo fatto l’Ulivo e con quell’Ulivo, con il centrosinistra abbiamo battuto, abbiamo ‘smacchiato’ Berlusconi tre volte. Compresa l’ultima, ho aggiunto certo non alla grande, con molti voti ma abbastanza per far governare Renzi tranquillamente. A me non piace litigare, eh, credo che si sarà visto in questi anni, però se ci son dei maghi che riescono a tirarmi per i capelli, e allora a questo punto ..

F. La domanda non è superficiale, perché non la invitano alla Scuola di Formazione, perché penso non invitano solo lei, non inviteranno la ‘vecchia guardia’ penso, si sente parte di una storia che si cerca di ‘rimuovere’ in un certo senso? ‘Non rimaniamo ancorati ai vecchi schemi andiamo avanti’

B: Ma questa è una cosa che fa male perché è una cosa che non riesco a capire. quando uno arriva ad un certo punto della sua esperienza, non c’è bisogno che qualcuno lo rottami, se sei in una comunità ti rottami da te

E qui Bersani ha sottolineato ancora una volta che è stato proprio lui a lasciare lo spazio a Renzi, al nuovo che avanza.

B. Dico solo alla generazione nuova, l’ho detto anche l’altro giorno, chiedimi chi erano i Beatles

Insomma Bersani intende  che il nuovo dovrebbe chiedere consigli all’esperienza che ne sa di più

1 In copertina della puntata Crozza sornione, nei panni di Berlusconi, ha apostrofato Bersani

‘O’ Bersani quando c’era il mio governo eri all’opposizione, ora con il governo Renzi sei all’opposizione lo stesso … Bersani non cambi mai” …

 

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Chiaramente il focus è stato sull’economia e  le riforme,  e Bersani ha ammesso:

“Certo abbiamo votato 40 fiducie, ma ad esmpio l’art. sul contante io non l’ho votato, ad essere onesti

(disciplina di partito sì ma con alcuni principi doverosi n.d.a.)

Noi – ha proseguito Bersani, sottointendendo la passata esperienza del governo Prodi che l’ha visto Ministro dello sviluppo economico ed anche il precedente governo D’Alema – siamo stati innovatori !

 

I conti non tornano …

bersani la7 cinque

 

La relazione dell’Agenzia europea per l’Ambiente (EEA), uscita in apertura di COP 21 diffonde dati che non lasciano scampo ad interpretazioni: l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa. L’esposizione al particolato fine (pm 2,5), il biossido di azoto (NO2), l’ozono troposferico (O3) e agli altri composti organici volatili riduce l’aspettativa di vita delle persone, esponendole a malattie cardiache, problemi respiratori e cancro. Le micro polveri sottili (pm 2,5) rappresentano il primo killer, con 403 mila vittime nell’Ue,  e tra i 28 e le 432 mila nel complesso dei 40 Paesi del continente considerati dall’AEA.

Il biossido di azoto, invece, miete 72mila vittime precoci nei 28 Paesi dell’Ue e 75mila in tutti i 40 Paesi europei. L’ozono, rispettivamente, 16 e 17 mila vittime.

Secondo lo studio, inoltre, la maggior parte degli abitanti delle città continua ad essere esposta a livelli di inquinanti che l’Organizzazione mondiale della Sanità (WHO) non ritiene sicuri.

Nei prossimi 20 anni, scrive un rapporto di marzo del watchdog europeo, il fenomeno potrebbe crescere ancora.

«Nonostante i miglioramenti continui degli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita – ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA – Inoltre, ha un impatto economico notevole, poiché aumenta i costi sanitari e riduce la produttività con la perdita di giorni lavorativi in tutti i settori dell’economia».

ITALIA PRIMA PER MORTI DA INQUINAMENTO

L’Agenzia ha stilato anche una classifica nazionale delle morti premature per inquinamento atmosferico: l’Italia occupa il primo posto per tutti i principali inquinanti: 59.500 decessi sono dovuti alle pm 2,5, 21.600 al biossido di azoto e 3.300 all’ozono troposferico. In tutto, si tratta di 84.400 vittime premature causate nel solo 2012. Cifre da pulizia etnica. Nel nostro Paese, l’area più colpita è la Pianura padana: Brescia, Milano, Monza e Torino superano il limite Ue di 25 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria l’anno.

Ma il tetto europeo è due volte e mezza più alto di quello considerato sicuro dall’OMS, 10 microgrammi per metro cubo. Se prendiamo questo limite, anche Roma, Napoli, Firenze, Bologna e altre città sono in pericolo.

“Finchè una camicia o un tondino prodotti con alte emissioni di C02 costeranno meno di quelli prodotti a basse emissioni, sarà difficile risolvere il problema. Per noi si tratta di sostituire (con tutti gli accorgimenti del caso) una parte della nostra tassazione con una Carbon tax.#Cop21”.

Così Pier Luigi Bersani, su Facebook, interviene nel dibattito sui cambiamenti climatici al centro del vertice di Parigi.

Già perchè il problema dei problemi è sempre lo stesso: le economie mondiali e i loro meccanismi … e diciamolo : ‘preversi’.

I cittadini pagano tasse per avere servizi e sicurezza, salute e benessere e per assicurarsi una convivenza civile, pari opportunità di far emergere il proprio valore e pari possibilità di vivere dignitosamente e non farsi mancare il necessario.

Ma come si vede non funziona esattamente così. Di conseguenza gli Stati stessi si vedono imbrigliati in tecnicismi di salvaguardia delle economie e delle fiscalità per utilizzarle nel miglior modo possibile nel macro come nel micro, nel generale come nel ‘particolare’ tutto interno ai paesi.

A questo punto aggancerei anche una nota di Nens del 2014 che torna di attualità, e che troverete pubblicata, così com’è,  sul sito stesso.

Cancellazione del prelievo sulla casa di abitazione e altre riduzioni fiscali previsti nella legga di stabilità appena varata vengono annunciati dal governo come un intervento di sgravio “epocale”. L’anno scorso il presidente del Consiglio definì gli sgravi fiscali di allora “di portata storica”. A commento di quella affermazione Nens pubblicò una nota che probabilmente merita, oggi di essere ricordata.

E’ riportata testualmente qui di seguito, avvertendo, però, che, a differenza di allora, oggi figurano, in aggiunta, nella lista degli interventi/decisioni, l’abolizione delle tasse sulle abitazioni comprese quelle di gran pregio e di lusso nonché, ovviamente, l’elevazione a 3.000 euro del massimale oltre il quale corre il divieto di uso del contante. Di quest’ultima misura, del resto, non è quantificata in nessun modo la riduzione di gettito che inevitabilmente si produrrà grazie a sicuro incremento di operazioni in nero che diventeranno praticabili.
E finalmente la nota Nens del marzo 2014:
“Gli impegni sulle riduzioni del carico fiscale annunciati dal Presidente del Consiglio indicano un sicuro vantaggio per una vasta platea di cittadini. L’attuazione di quegli impegni segnerà
sicuramente una svolta importante rispetto alle ripetute legislature precedenti guidate da governi che, conquistata la fiducia degli elettori proprio annunciando tagli fiscali, hanno, viceversa, introdotto rilevanti aumenti del prelievo.
Il presidente del Consiglio ha voluto definire il suo intervento “di portata storica”; i suoi critici, invece, lo hanno attribuito alla spregiudicata volontà di assicurarsi prossimi successi elettorali. In realtà converrebbe nutrire qualche dubbio su ambedue queste valutazioni.
L’ultima finanziaria del quinquennio guidato dal centrosinistra varata nel dicembre 2000 dal governo presieduto da Giuliano Amato in cui Vincenzo Visco era ministro del Tesoro, introdusse
tagli dell’Irpef per complessivi 57.221 miliardi pari a circa 30 miliardi di euro (leggere, per credere, l’articolo 2 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e relativo allegato). Il ministro Vincenzo Visco dichiarò, allora: :“La Legge Finanziaria per il 2001 approvata ieri sera dal Parlamento è l’ultima di questa legislatura. In essa si raccolgono, come è naturale, i frutti del lavoro svolto dai governi che si sono succeduti in questi 5 anni, e si tratta al di là di ogni dubbio di frutti molto positivi. E’ stato possibile ridurre in modo consistente la tassazione delle persone fisiche, è stata ridotta l’imposta sulle imprese e, per le imprese che investono nelle aree del Sud e nelle altre a basso sviluppo, con un provvedimento molto importante frutto di un attento confronto con la Commissione europea, è stato varato un credito di imposta che permette una detassazione totale per un numero variabile di anni.
La competitività del Paese risulta così rafforzata. Tutto ciò è stato fatto rispettando rigorosamente le compatibilità di bilancio e gli impegni comunitari, grazie soprattutto al recupero di base imponibile che ha permesso in questi anni di registrare gettiti tributari superiori alle previsioni”.

Cop21 è importante e bisognerà trovare la ‘quadra del cerchio’ a livello globale ma è nelle economie di ogni sigolo paese che alligna la possibilità della quadratura.

E così Pierluigi Bersani su La7, alla puntata di #DiMartedì di ieri sera, 1 dicembre 2015, ha continuato implacabile nell’avvisare che l’economia di un paese, da cui poi dipendono anche le economie mondiali, non può basarsi solo sull’incoraggimanto a chi ha già e lo scoraggimento nei riguardi di chi non ha – oppure aveva e ora non ha più (proprio grazie alle politiche di ‘governance’ degli ultimissimi tempi)- . Ciò non vuol significare essere a difesa del mantenimento sociale, piuttosto essere a difesa ‘di due o tre società’…. Non è così che funziona, o dovrebbe funzionare, l’economia sia di un singolo paese, sia globale, perchè ciò potrebbe diventare anche un boomerang, alla lunga.

http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimarted%C3%AC-puntata-01122015-02-12-2015-169178

Bersani ha citato la nota della BCE dalla quale, lui dice, si evince che la moneta da 500 euro in circolazione era 10 volte superiore al conto di liquidità del paese. Ciò vuol dire che eiste un grosso volume di pagamenti in nero.

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La nota della BCE, inece, che ho letto io dice:

Nel 2014 diversi filoni di lavoro avviati negli anni precedenti sono
confluiti in una risposta coerente sul piano delle politiche, grazie
alla quale possiamo ora attenderci con fiducia che la ripresa
moderata e disomogenea registrata nel 2014 si trasformi in un
rafforzamento più robusto e sostenibile e che l’inflazione torni
senza indebiti ritardi su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio periodo, in linea con l’obiettivo della BCE.

Ciò vuol significare che esiste una inflazione Europea generata.

La crescita monetaria è rimasta contenuta e il credito ha continuato a contrarsi, sebbene a ritmi gradualmente inferiori. In un contesto caratterizzato da scarse pressioni inflazionistiche interne, la considerevole diminuzione dei corsi petroliferi dalla metà del 2014 ha determinato ulteriori consistenti cali dell’inflazione sul finire dell’anno. Su questo sfondo, ha assunto importanza preminente il timore che l’inflazione permanesse su livelli bassi per un periodo di tempo troppo prolungato, finendo per incidere anche sulle aspettative di inflazione a più lungo termine.
Questa situazione richiedeva un intervento deciso di politica monetaria, che ha dovuto comprendere misure non convenzionali per due ragioni principali. La prima è che l’efficacia della trasmissione della nostra politica monetaria nell’area si era da qualche tempo ridotta, con ampie differenze tra paesi. La seconda riguardava il limitato spazio di manovra per l’utilizzo dello strumento standard della politica monetaria, i tassi di interesse nominali a breve termine, che si collocavano già su livelli prossimi al limite inferiore effettivo ..

Ciò vuol significare, credo, che la politica monetaria fin quì perseguita ha favorito i paesi già consolidati a svantaggio degli altri. E questa cosa si vede a livello europeo ma anche riflette la politica economica dei singoli paesi: si svantaggia il debole a favore del forte, creando vaste zone di dislivello economico.

Comunque il Rapporto della BCE si apre con un compiuto riassunto sull’economia Europea in rapporto ai conflitti e all’andamento internazionale  del mercato del petrolio, con un occhio di riguardo al mercato cinese

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Inutile dire che il rapporto della BCE sembra tutto rose e fiori, in realtà a leggere bene tra le righe tutto questo profumo non si sente

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‘Normalizzazione dei mercati monetari’, io la leggo come ‘forzatura’ indotta da politiche di ‘austerity’, calo dei rendimenti dei titoli di Stato, può anche voler significare minore indebitamento dello Stato ma ciò a discapito del microrisparmio  di modo che la ricchezza delle famiglie, sembra strano che venga poi definita ‘miglioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie’, se consideriamo anche i tagli agli stipendi e gli aumenti di tasse e, inoltre, l’aumento della ‘disoccupazione’, il ‘demansionamento’, l’aumento delle ‘prebende’ ai soliti pochi fortunati ecc…

Insomma : i conti non tornano ! nè per COP21, nè per l’Europa, nè tantomeno per l’Italia

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Bersani sulle riforme: “capirei chi vota contro ma resto fedele alla ditta”

 

 

DI MARTEDì DEL 15 SETTEMBRE 2015 –

INTERVISTA A PIERLUIGI BERSANI bersani la 7

L’intervista a Pierluigi Bersani ← link

L’ex segretario Pd, Bersani, a ‘Di Martedì’, conferma la sua contrarietà alla riforma del Senato. “La riforma costituzionale non è una questione della minoranza, ma di buon senso”: “viene fuori un Parlamento con l’80% di nominati. Se però mi danno una legge elettorale potabile possiamo discuterne”, afferma Bersani. “Capirei chi votasse contro. Ci sostituiscono con Verdini? Ognuno ha i suoi gusti”. Nel Pd “salgono le tifoserie, io resto fedele alla ditta. Si sta dentro e da lì si combatte e arrivo quasi a pensare che dovrebbero ringraziarmi”, conclude Bersani.
Walfare: «Siamo stati quelli del walfare e per tenerlo su ci vogliono un po’ di soldi, non siamo dell’idea che il walfare uno se lo puo’ andare a comprare se c’ha i soldi in tasca», e «siamo alternativi all’idea dell’aumento delle tasse, non siamo quelli delle tasse, siamo per la progressività delle tasse» «La gente misura giorno per giorno»
JOBS ACT: «Il jobs act stabilizza il lavoro ma anche con l’art.18 lo prendevano lo stesso» il lavoratore. « Per dare lavoro ci vogliono investimenti. Le tasse vanno abbassate là dove hai il principale problema»
Poi l’ex segretario del Pd ha ribadito la sua idea della progressività delle tasse sulla casa, recuperando l’importo dovuto per investire in politiche per il lavoro

La copertina di Maurizio Crozza ← link  ‘IL SOLITO TRAN TRAN’

Quell’antica idea …

 

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I sorrisi distesi che accompagnano la ‘copertina’ satirica di Crozza, che paragona lui e Prodi a Wil Coyote e Bip Bip, spariscono presto.

Il confronto sull’Europa tra Massimo D’Alema e Marine Le Pen nello studio di ‘Di martedi’ su La7 sale rapidamente di tono e le stoccate tra i due esponenti politici si susseguono.

“Un sermone da un comunista”, la leader del Front Nationale, giudica  la riflessione dell’ex presidente del Consiglio, il quale a sua volta domanda polemicamente se “madame Le Pen” sia “nostalgica” del periodo bellico.

“Senza euro saremmo stati peggio”, ricorda D’Alema a proposito della retorica anti moneta unica.

La Le Pen ribatte che “queste cose ce le venivano a dire persone come lei quando è fallito il modello sovietico, per convincerci che il motivo era che ce n’è stato poco di euro”.

“Non si possono rimettere indietro le lancette della storia”, avverte D’Alema che accenna al ‘melting pot’ statunitense per difendere la ricchezza delle diversità.

E allora l’eurodeputata francese a ironizzare sui “comunisti che ora difendono gli Usa” per poi sbottare in un “amen” : “quello che sto sentendo è un sermone non una riflessione politica”.

“Vede, signora Le Pen, io sono molto critico verso le politiche europee e lavoro per cambiarle ma so che quando passo la frontiera tra Francia e Germania milioni di ragazzi sono morti lì per la libertà. Lei forse – attacca D’Alema – ha nostalgia di quel periodo ma io no, e  dico che poter passare liberamente quelle frontiere è una grande conquista di civilta’”.

L’ospite d’Oltralpe sceglie sempre l’ironia per rispondere: “Sa quale è la differenza tra di noi? Quella tra chi difende colui che ha la possibilità di andare per il week end tra Francia e Germania e chi, difende coloro che a causa della vostra politica, non puo’ farlo”.

E qui è D’Alema a rintuzzare: quel “‘vostra” lo dica a Sarkozy”.

Si chiude con la questione immigrazione e il dramma di Parigi, con D’Alema che ricorda che “il problema in Francia con il mondo islamico non è causato da immigrati ma da cittadini francesi, di una Francia che fu potenza coloniale e occupò altri Paesi”.

“Ma perche’ fate politica voi che parlate cosi’?”, domanda la Le Pen.

Poi il dibattito si chiude, con una stretta di mano.
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Bersani: giovane conservatore

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Dice il decreto sul #lavoro –  al secolo #JobAct – del governo Renzi

– Art. 1  ” (..) scopo di assicurare, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il coinvolgimento attivo di quanti siano espulsi dal mercato del lavoro ovvero siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro.

 

Purchè ciò non voglia tradursi nella realtà : “azzeramento dei diritti salariali di chi è occupato e si ritrova disoccupato, soprattutto non per propria colpa, e senza tutele certe, perché così fanno all’estero (che non è vero!)

Dice qualcuno che Del Rio ha avvisato Renzi che alcune coperture non ci sono e che persino i suoi ministri economici cominciano a storcere il naso. Addirittura sono previsti ammortizzatori sociali che non potranno essere mai messi in atto per via del “pareggio di bilancio” inserito in Costituzione, e quindi tra nemmeno un anno i lavoratori “tutelati” dagli ammortizzatori sociali si ritroveranno senza ammortizzatori e senza la possibilità di poter avvalersi delle nuove norme, già incostituzionali negli intenti.

Chiaro no? … Più o meno, per noi comuni mortali.

Molto più chiaro per Pier Luigi Bersani che ieri sera, ospite di Giovanni Floris, conduttore di “Di Martedì” su La 7, ci è andato giù duro.

Quelle previste dal governo Renzi, più che tutele crescenti sembrano tutele decrescenti e Renzi, con tutto il suo 40% (di cui 25% di Bersani..) più che popolare trasmigra vero il populista

Ora dunque c’è da chiedersi se “conservatore” rivolto all’indirizzo di Bersani non volesse significare “innovatore”