La questione del metodo

La questione del metodo

 

Ci piace che le cose vengano affrontate con serietà, perché di slogan e demagogia ci muore il paese  – così Pierluigi Bersani intervistato da Giannini e Pierluigi Ciocca durante la manifestazione di Fondamenta, in svolgimento a Milano

 

E a margine dell’incontro, intgerrogato dai media ha aggiunto :
“Il governo ha preso una decisione “sbagliata” sui voucher e su questo “deve stare molto attento. La cosa è seria sul piano del metodo democratico. Non mi piace fare minacce. Penso che ragioneranno. Ma avranno capito che su questo ci mettiamo di traverso”.

 

“Ho ritenuto sbagliata la decisione presa sui voucher, nel senso che non c’era bisogno di impedire i referendum – ha detto Bersani – si poteva benissimo marginalizzare all’estremo i voucher, riconducendoli alla cosa originaria e andare dagli italiani e dire: per noi va bene così, abbiamo riformato, abbiamo cambiato, diteci voi italiani se vi piace o no. Invece – ha osservato l’ex ministro dello sviluppo economico,  ministro dell’industria e commercio e ministro dei trasporti – si è sbaraccato tutto per paura del referendum. Adesso pare che si vuole intervenire con il decreto sui lavori occasionali senza neanche discutere con le forze sociali, ripristinando quello che il referendum ha cancellato. E ingannando chi ha raccolto le firme. Queste cose sono inaccettabili, prima che per il merito, per il metodo”.
La discussione in corso al Senato sulla manovra correttiva di bilancio – sostiene inoltre  la Cgil Sardegna – prevede l’introduzione di norme sul lavoro peggiorative in materia di voucher che stravolgerebbero il recente provvedimento legislativo approvato dal Parlamento ed il pronunciamento della Corte di Cassazione

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Acque agitate

Acque agitate

 

 

‘Basta con le invenzioni ad usum delphini, serve un sistema che funzioni, e non l’ennesima e pasticciata invenzione dell’ultima ora’.

Pierluigi Bersani stronca così il ‘Rosatellum’, la proposta di legge elettorale metà proporzionale e metà maggioritaria arrivata ieri dal Pd.

Gli risponde Ettore Rosato:

“La nostra proposta di legge ripercorre quello che abbiamo sempre detto ma la valutazione di Bersani è condizionata da una sorta di rancore verso Matteo Renzi e nulla ha a che fare con il merito”.

Ma Speranza (Mdp) chiude:

‘il Rosatellum non lo votiamo’.

E anche M5s è contrario:

“il Rosatellum e’ una truffa, inganna gli elettori”, dice Roberto Fico.

E slitta dal 29 maggio al 5 giugno l’approdo in aula della legge elettorale: lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo della Camera.

Con il Rosatellum “non si garantisce la governabilità, si lede la rappresentanza e si abbonda nei nominati. Insomma, siamo di nuovo all’eccezionalismo italico, siamo all’ennesima e pasticciata invenzione dell’ultima ora”.

Così Pier Luigi Bersani su fb stronca la proposta del Pd.

“Se ci fosse senso di responsabilità – scrive Bersani – si sentirebbe l’esigenza di presentare agli italiani ormai insofferenti un sistema che avesse già dimostrato di funzionare. Il Mattarellum davvero, oppure il tedesco, oppure il francese, oppure lo spagnolo o il portoghese o l’inglese. Qualcosa che esista insomma. Basta con le invenzioni ad usum delphini”.

“Sulla legge elettorale – evidenzia – ecco la mia personalissima opinione. Adesso che c’è il testo, nero su bianco, della proposta Pd temo che Prodi e Pisapia dovranno riconsiderare le loro pur cautissime aperture. Questa proposta non c’entra un bel nulla con il Mattarellum. Qui c’è una scheda sola, non due. Qui si allude non certo alla coalizione ma piuttosto a confuse accozzaglie a fini elettorali fra forze che il giorno dopo riprendono la loro strada”.

 

 

Bersani #cartabianca (foto)

Bersani #cartabianca (foto)

La passione è una cosa seria

Guai a chi mi tocca il rosso

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Bersani indice di gradimento

Siam mica qui a pettinar le bambole

 

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Per Bersani i ‘fondamentali‘ restano quelli: lavoro, investimenti, democrazia ed equità. Nessun paese può reggersi senza questi equilibri.

Bersani vede l’identità come un fatto negativo, tutto si consuma ed annulla, ma anche si valorizza, nel collettivo.

Socialdemocratico, con marcata tendenza a sinistra, per Bersani l’equilibrio proviene e promana dal sistema imprese. E’ a questo sistema, alle imprese,  che affida il buon andamento economico di un paese, di cui poi si gioveranno tutti.

Politicamente, l’ex Ministro e Segretario Pd, immagina un collettivo permanente, dove la cittadinanza fa rilevare i propri bisogni e/o necessità, come un feedback alle azioni economiche e di governo,  e un gruppo di dirigenti cercano di ‘miscelare‘ le ‘cause‘ per la ‘quadratura del cerchio ‘. In pratica una democrazia con un avanzato stato sociale per migliorare il capitalismo. Liberalismo sociale, deregolamentazione sono per Bersani assiomi imprescindibili ed irrinunciabili.

Per l’on.le Bersani i voucher non vanno eliminati ma il vero pericolo per la società è la destra tradizionalista, nazionalista ed identitaria, soprattutto nella leadership.

Sul Partito Democratico Pierluigi Bersani è stato chiaro: non vorrebbe scissioni ma non accetta un partito con una unica identità, soprattutto se si tratta di identità che guarda molto alla destra.

Bersani è molto popolare e piacciono molto le sue idee in favore  del sociale, incontra qualche problema nelle punte estreme del suo pensiero come appunto la deregolamentazione del sistema economico a fronte di una eccessiva regolamentazione dall’alto della società. Viene molto criticato per la poca puntualità riguardo alcuni passaggi  economici e linee politiche. Ciò dipende dal fatto che l’on.le Bersani è empirico nel pensiero e preferisce affidarsi a esempi concreti. Famose, infatti, sono le sue metafore che arrivano immediate all’immaginario collettivo ma che vanno un po’ oltre gli schemi precostituiti. In questo Pierluigi Bersani è estremamente ‘rivoluzionario’. Inoltre è un ‘buonista‘, con forti aperture e moltissima lungimiranza. Uno dei pochi politici che accetta ‘correzioni’.

Bianca Berlinguer intervista PierLuigi Bersani (Movimento Democratico e Progressista)

Per Bersani il vero pericolo di oggi è la minaccia costituita dalla nuova destra identitaria e nazionalista. E occorre tornare ai fondamentali: come si fa a dare lavoro e restituire credibilità alla democrazia. “Dobbiamo avere un progetto su quattro cose base su cui non si transige, come la protezione”, dice. E ancora: “Basta bonus, dobbiamo garantire che la sanità risponda ai bisogni dei cittadini” La necessità è quella di rivolgersi alle energie civiche: “Torniamo sui diritti del lavoro. Il lavoro è umiliato. Non va bene”. E ribadisce: “Dobbiamo fare investimenti pubblici per dare lavoro, coi tassi più bassi della storia abbiamo aumentato il debito” Sui voucher Bersani ha le idee chiare: “Paolo Gentiloni deve intervenire sui voucher prima del referendum”.

 

 

 

 

 

 

Bersani: ‘Pieno appoggio al governo ma con Renzi non c’è grande amicizia’

Pier Luigi Bersani, Photo by Eric Vandeville/Abaca/LaPresseOnly Italy

“Il governo avrà sempre il nostro sostegno, anzi stiamo procedendo anche a un minimo allargamento. Saremo interlocutori positivi”.

Esordisce così Pierluigi Bersani incontrando i cittadini di Mestre alla presetazione di Mdp

Bersani non ritiene che il distacco del gruppo di parlamentari dal Pd confluiti nel Mdp possa danneggiare l’esecutivo Gentiloni ma è pronto a incalzarlo di suggerimenti.

“Naturalmente al governo chiediamo delle cose – ha spiegato Bersani – ad esempio che il problema dei vaucher vada risolto; sulla scuola vanno messe correzioni serie le stesse che vanno inserite nella politica economica. Bisogna fare investimenti se vogliamo dare lavoro. Non lo si regala con i bonus”.

“Vogliamo che si arrivi al 2018 – ha sottolineato ancora l’ex ministro – perchè non c’è nessuna ragione di traumatizzare un Paese già pieno di problemi. Intanto bisogna preparare un’alternativa possibile a ciò che succede nel mondo che ha pensieri sovranisti, di identità, protezionisti, nazionalisti aggressivi. Non siamo fuori da questa dinamica”.

Mdp, Bersani: con Renzi non c’è mai stata intesa.

L’ex Segretario Pd, riguardo il partito ha avuto parole di disappunto

“Pretendere di riassumere il centro sinistra in un partito e il partito in un capo significa andare contro un muro”

Così l’ormai leader del nuovo Movimento Democratici Progressisti Pierluigi Bersani che parlando a Mestre ha aggiunto “sento moralmente l’esigenza di dirlo”.

Bersani ha ammesso quindi che con Renzi “non c’e’ mai stata una grande intesa. Ma bisogna chiedersi il perche’: quelli che sono venuti dopo di me, da Errani in Regione a Letta al ministero, sono diventati miei grandi amici. Come mai Renzi non lo e’ diventato? Sara’ colpa mia? Ho qualche dubbio. Per ragionare bisogna essere in due – ha aggiunto Bersani – se uno pensa di farlo da solo o in una cerchia molto stretta non riesce a scambiare veramente le opinioni”.

L’ex segretario del Pd, poi,  ha escluso di rimanere convinto dagli inviti fatti da Emiliano, per ora a Rossi e Speranza, di rientrare nel Partito Democratico. “Non vorrei – ha ironizzato – che se rientrassi io e uscisse lui. Perche’ Emiliano, a cui voglio bene, e’ un filino mobile nonostante il fisico”

Femminicidio, come raccontarlo attraverso i media

 

Organizzato dall’Ordine Giornalisti del Lazio, si terrà il prossimo 15 marzo un corso di aggiornamento per giornalisti  sui temi gender.

Il femminicidio negli ultimi anni ha alzato il suo trend statistico.

Le donne, il loro mondo, il loro impegno, la loro libertà, tornano alla ribalta come se fosse un tema di ‘scottante’  attualità. Eppure dovrebbe ormai essere tacito che non vi è differenza di sesso nell’accesso ai diritti ed alle possibilità.

Continui stop and go fanno dell’argomento ancora una materia che ruota attorno ai tabù, sociali e personali.

Lo sappiamo tutti, non dovrebbe essere così. Sarà effetto delle crisi economiche che dappertutto stanno segnando gli Stati, sarà la globalizzazione che ci sta travolgendo invece di essere adeguatamente indirizzata verso la ‘sostenibilità sociale’. Fatto sta che gli eventi mondiali si riversano per prima cosa e ancora una volta sui soggetti più ‘fragili’ loro malgrado : donne e bambini

Ma la cosa più nefasta sono le violenze che girano attorno le donne, soprattutto violenze domestiche, soprattutto violenze morali. Violenze che come un boomerang ritornano all’interno della famiglia, si riversano sui congiunti, sui figli, sulle persone care, senza soluzione di continuità.

Quale l’impegno ed il dovere del giornalista nei riguardi del fenomeno? Come raccontare la violenza subita dalle donne, o anche compiuta,  senza intaccare la sfera privata e  la sfera delle violenze morali che incidono sulle varie vicende? Quale dovrebbe essere il ruolo dell’informazione nella narrazione della violenza sulle donne. Quale la deontologia e l’uso di un corretto linguaggio per evitare la divulgazione di stereotipi nell’informazione.

Se ne parlerà al Teatro di Torre Argentina in Roma con la Presidente della Camera Laura Boldrini e  Paola Spadari, Silvia Resta, Luisa Betti Dakli, Maria Monteleone, Carlo Picozza, Elisabetta Rosi, Teresa Manente, Andrea Coffari, Maria Lepri, Beppe Giulietti

 

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The president of the Italian parliament’s lower house, Laura Boldrini, has published an open letter to Facebook founder and chief executive Mark Zuckerberg, taking him to task for failing to control hate speech and fake news on his platform. “I strongly believe that fake news … is harmful for people and is often the antechamber…

via Top Italian politician Laura Boldrini is calling out Mark Zuckerberg for ignoring hate speech and fake news — Quartz

Bersani ‘Quando la politica è sconfitta non è festa per nessuno’

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Pierluigi Bersani, intervista da Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7 ha parlato del M5S, di Padoan e l’economia del paese, di Banche, del Pd attuale e di come lo immaginerebbe.

Un Bersani a tutto tondo, incalzato da Marco Damilano, direttore de L’Espresso  e Mario Giordano, direttore del Tg4.

E proprio all’indirizzo del movimento 5 stelle Bersani ha considerato :

Tutte le volte che in un paese democratico arriva una sconfitta dalla parte della politica non è festa per nessuno, diciamo

Mentre in studio arrivavano notizie riguardo l’interrogatorio di Virginia Raggi

Bisogna lavorare tutti all’aria aperta – ha continuato Bersani – questa storia di blindarsi -… ma no, siete una parte, dovete governare, dovete aprirvi, colloquiare con gli altri.

Bisogna mettersi alla prova e bisogna misurarsi con gli altri in questo paese, non sei da solo

Che sono poi le stesse parole che ha usato all’indirizzo di Renzi, nel pomeriggio da Montecitorio interrogato dai giornalisti Ansa, chiedendo a Renzi cultura costituzionale e unità da sinistra a mondo civismo.

Nel pomeriggio all’Ansa Bersani ha risposto :

“Quando dico Ulivo dico qualcosa che ha una solida cultura costituzionale e punta a mettere insieme la pluralità del centrosinistra. Non possiamo rassegnarci all’idea di un soggetto chiuso nel proprio campo. Serve una pluralità che vada dalla sinistra radicale al civismo. Poi le forme in cui questa idea si potrà realizzare la troveremo.

L’Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0″. Così Pierluigi Bersani interpellato dall’Ansa a Montecitorio.

Ma non si è sbilanciato nel pomeriggio a chi gli chiedeva considerazioni sulla  proposta da parte di Orfini  di primarie Pd: “Su questo – ha detto con una battuta – non penso niente“.

Sul ruolo dell’Italia in europa ha invece risposto ai microfoni di Radio Radicale  “Questa mina andava disinnescata, non è un problema grandissimo risolvere una cosa così con tutti i miliardi che abbiamo messo e le manovre che abbiamo fatto. Dico: non mettiamoci in procedura di infrazione, ragioniamo con Ue e se dobbiamo alzare la voce alziamola sulle banche e sull’immigrazione. Non dico di non essere virili ma scegliamo il posto giust”.  Ritengo abbastanza paradossale – ha proseguito  – che l’Italia sia in condizioni di spendere la sua forza negoziale, che è un tot, su un oggetto che vale 2-3 miliardi quando abbiamo problemi come le banche e l’immigrazione. Secondo me facciamo una cosa non molto saggia”.

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A Formigli, questa sera durante la trasmissione PiazzaPulita, riguardo il Pd Bersani ha ribadito  ” Non è che noi possiamo arrivare a votare senza fare il punto in casa Pd. Chiedo questo prima di tutto e quindi se non si fa un congresso, si faccia una cosa simile a un congresso che ci metta in condizione di discutere linea e leadership”.

E ha continuato : “Si è perso qualosa del pensiero normale, io non sono perché si precipiti, perché una persona normale si chiederebbe perché andare al voto solo qualche mese prima della scadenza”

Non mi sembra probabile che si possa prendere il 40%. Stiamo vedendo cosa sta succedendo nel mondo o no? E come procederemo con il walfare, con le banche, c’è il terremoto in giro e poi c’è il grave problema del lavoro. Che cosa diremmo?

Poi Bersani ha rimarcato che vede il Pd ‘svuotato’, vorrebbe che si fosse molti di più, consigliando:

Bisogna essere plurali e saldamente democratici e raccogliere anche il meglio della esperienza politica – continuando – Scissione sì o no :

 Quando si chiude un ciclo in tutto il mondo democratico i partiti rendono contendibile la linea politica. Io sono per il voto nel 2018: non tocca a me decidere ma il Pd si levi dalla testa che si possa andare alle elezioni senza aver fatto prima una discussione. Se si apre il congresso non c’è nessuna possibilità che si scinda il Pd, che nasca qualcosa fuori dal Pd. Ma sarebbe stravagante l’idea di andare alle lezioni dritti dopo il referendum e le amministrative e l’Italicum. Allora lì diventa molto probabile” la scissione.

Sulla politica economica del governo ha risposto:

La forza negoziale di un paese è una quantità, io suggerirei che il governo affrontasse il problema

E sulle Banche : “un intervento pubblico, quando è ora di farlo, è ora di farlo – continuando – fare un quadro della situazione a partire dal locale si rischia

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