Bersani ‘Quando la politica è sconfitta non è festa per nessuno’

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Pierluigi Bersani, intervista da Corrado Formigli a PiazzaPulita su La7 ha parlato del M5S, di Padoan e l’economia del paese, di Banche, del Pd attuale e di come lo immaginerebbe.

Un Bersani a tutto tondo, incalzato da Marco Damilano, direttore de L’Espresso  e Mario Giordano, direttore del Tg4.

E proprio all’indirizzo del movimento 5 stelle Bersani ha considerato :

Tutte le volte che in un paese democratico arriva una sconfitta dalla parte della politica non è festa per nessuno, diciamo

Mentre in studio arrivavano notizie riguardo l’interrogatorio di Virginia Raggi

Bisogna lavorare tutti all’aria aperta – ha continuato Bersani – questa storia di blindarsi -… ma no, siete una parte, dovete governare, dovete aprirvi, colloquiare con gli altri.

Bisogna mettersi alla prova e bisogna misurarsi con gli altri in questo paese, non sei da solo

Che sono poi le stesse parole che ha usato all’indirizzo di Renzi, nel pomeriggio da Montecitorio interrogato dai giornalisti Ansa, chiedendo a Renzi cultura costituzionale e unità da sinistra a mondo civismo.

Nel pomeriggio all’Ansa Bersani ha risposto :

“Quando dico Ulivo dico qualcosa che ha una solida cultura costituzionale e punta a mettere insieme la pluralità del centrosinistra. Non possiamo rassegnarci all’idea di un soggetto chiuso nel proprio campo. Serve una pluralità che vada dalla sinistra radicale al civismo. Poi le forme in cui questa idea si potrà realizzare la troveremo.

L’Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0″. Così Pierluigi Bersani interpellato dall’Ansa a Montecitorio.

Ma non si è sbilanciato nel pomeriggio a chi gli chiedeva considerazioni sulla  proposta da parte di Orfini  di primarie Pd: “Su questo – ha detto con una battuta – non penso niente“.

Sul ruolo dell’Italia in europa ha invece risposto ai microfoni di Radio Radicale  “Questa mina andava disinnescata, non è un problema grandissimo risolvere una cosa così con tutti i miliardi che abbiamo messo e le manovre che abbiamo fatto. Dico: non mettiamoci in procedura di infrazione, ragioniamo con Ue e se dobbiamo alzare la voce alziamola sulle banche e sull’immigrazione. Non dico di non essere virili ma scegliamo il posto giust”.  Ritengo abbastanza paradossale – ha proseguito  – che l’Italia sia in condizioni di spendere la sua forza negoziale, che è un tot, su un oggetto che vale 2-3 miliardi quando abbiamo problemi come le banche e l’immigrazione. Secondo me facciamo una cosa non molto saggia”.

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A Formigli, questa sera durante la trasmissione PiazzaPulita, riguardo il Pd Bersani ha ribadito  ” Non è che noi possiamo arrivare a votare senza fare il punto in casa Pd. Chiedo questo prima di tutto e quindi se non si fa un congresso, si faccia una cosa simile a un congresso che ci metta in condizione di discutere linea e leadership”.

E ha continuato : “Si è perso qualosa del pensiero normale, io non sono perché si precipiti, perché una persona normale si chiederebbe perché andare al voto solo qualche mese prima della scadenza”

Non mi sembra probabile che si possa prendere il 40%. Stiamo vedendo cosa sta succedendo nel mondo o no? E come procederemo con il walfare, con le banche, c’è il terremoto in giro e poi c’è il grave problema del lavoro. Che cosa diremmo?

Poi Bersani ha rimarcato che vede il Pd ‘svuotato’, vorrebbe che si fosse molti di più, consigliando:

Bisogna essere plurali e saldamente democratici e raccogliere anche il meglio della esperienza politica – continuando – Scissione sì o no :

 Quando si chiude un ciclo in tutto il mondo democratico i partiti rendono contendibile la linea politica. Io sono per il voto nel 2018: non tocca a me decidere ma il Pd si levi dalla testa che si possa andare alle elezioni senza aver fatto prima una discussione. Se si apre il congresso non c’è nessuna possibilità che si scinda il Pd, che nasca qualcosa fuori dal Pd. Ma sarebbe stravagante l’idea di andare alle lezioni dritti dopo il referendum e le amministrative e l’Italicum. Allora lì diventa molto probabile” la scissione.

Sulla politica economica del governo ha risposto:

La forza negoziale di un paese è una quantità, io suggerirei che il governo affrontasse il problema

E sulle Banche : “un intervento pubblico, quando è ora di farlo, è ora di farlo – continuando – fare un quadro della situazione a partire dal locale si rischia

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2 pensieri su “Bersani ‘Quando la politica è sconfitta non è festa per nessuno’

  1. “Quando dico Ulivo dico qualcosa che ha una solida cultura costituzionale e punta a mettere insieme la pluralità del centrosinistra. Non possiamo rassegnarci all’idea di un soggetto chiuso nel proprio campo”, spiega a cronisti che lo assediano in Transatlantico a Montecitorio. “Serve una pluralità che vada dalla sinistra radicale al civismo. Poi le forme in cui questa idea si potrà realizzare la troveremo. L’Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0″, dice l’ex segretario.
    Un progetto che dovrebbe coinvolgere tutti i prodiani che si sono schierati contro Renzi, pezzi di mondo cattolico popolare che non ha mai digerito l’ascesa dell’ex premier. Un settore che ha come portabandiera la presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi che potrebbe allargarsi fino all’ex premier Enrico Letta che sta alla finestra a Parigi. Dalle parole di Bersani sembra anche di capire il progetto si potrebbe allargare anche al movimento che si sta raggruppando intorno a Massimo D’Alema e alla nascente Sinistra italiana che a fine mese celebrerà il suo congresso costituente a Rimini. Sbocco quasi scontato visto che nel 1995 fu proprio D’Alema ad investire politicamente su Romano Prodi e l’Ulivo e che la sinistra che si riunisce a Rimini ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’Ulivo. <<< Più chiari di così Non si può ! Prima il Congresso che, non deve essere una ” gazerbata ” dove chiunque possa andare a votare. Congresso VERO senza interferenze di Estranei di qualsiasi colore di partito o movimento.Profonda ed Aperta Discussione dei Reali problemi della Gente e del Paese con tutte le sue contraddizioni,Disparità in termini di Lavoro, dei Diritti e Sicurezza che devono essere affrontate e Risolti. Garanzie per la Elezione, DEMOCRATICAMENTE del Segretario e dei gruppi Dirigenti che, devono Garantire Presenza con Diritti e Doveri per tutte le Culture interne al Partito Democratico. Nuova Legge Elettorale che Garantisca la Partecipazione Democratica con Collegi piccoli , in entrambe le Camere che dovranno essere Elette dall’intero Corpo Elettorale. Qualunque sarà la Legge Elettorale, Non dovranno esserci ” capi lista ” BLOCCATI per Evitare , che Soli 6 persone- partiti e movimenti di proprietà personale o di gruppi o di interessi- possano decidere di DESIGNARE il 70% di Deputati e Senatori >>> !!!

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