Gentilissimo Paolo Virzì

Pierluigi Bersani era tra quei giovani che il 4 novembre del 1966 corsero a salvare Firenze dalle acque dell’alluvione che la travolsero e che rischiarono di trascinare via tutto un patrimonio storico e culturale italiano di importanza notevole e invidiato dal mondo intero.

Pierluigi Bersani quel giorno aveva 18 anni, e evidentemente era stato formato ad alti ideali di senso civico e morale [lì dove ‘morale’ non ha accezione e valore religioso ma diventa istituto sociale e relazionale]

Pierluigi Bersani ha sempre tenuto alti quei valori e si vede e si sente e si capisce ma viene sistematicamente attaccato come se quei valori non li avesse mai posseduti o conosciuti.

Ultimo je accuse proviene proprio da sinistra, da una lettera che Paolo Virzì gli ha inviato dalle colonne dell’Unità, invitandolo anche a rispondere e/o difendersi. Bersani lo ha fatto: da un videoforum tenuto presso il quotidiano La Repubblica, proprio ieri, 3 novembre

Ma magari, alla lettera di Virzì,  si potrebbe rispondere anche così:

E torno all’antefatto:

Non so se vi è capitato di leggere la lettera che Paolo Virzì ha inviata, dalle colonne dell’Unità [che qualcuno paventa essere diventato giornale di ‘governo’, novità assoluta nella storia del quotidiano che dall’apparato passa all’appartato ] a Pierluigi Bersani

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Per chiarezza trascrivo la lettera qui di seguito, e dopo di essa la risposta, come merita Virzì :

Bersani, ma cosa c’entri tu con il No?

 

Onorevole Bersani, dal momento che il testo della riforma per il superamento del bicameralismo paritario sottoposta a referendum sembra solo il minimo sindacale rispetto a quanto auspicato da anni da tanti, lei incluso, e che le obiezioni sembrano concentrarsi su quella che viene ritenuta una gestione personalistica da parte di Renzi, non ritiene – lei che è una persona seria – che, invece di andare a mescolarsi in un’alleanza per il NO che schiera, tra gli altri, anche il peggio della politica italiana, sia appunto più serio provare a dar vita dentro il suo partito ad un progetto alternativo, magari provando a vincere il prossimo congresso?

Se il problema attuale dell’Italia insomma è Renzi, che va cacciato, come leggiamo dai molti manifesti che tappezzano Roma, la storia recente, tra i tanti torti, ha almeno il merito di aver dimostrato che il PD è un partito contendibile, non ha Srl proprietarie, né un dominus che ne incarna l’identità come altri partiti e movimenti in circolazione. Vorrei riuscire a trasmetterle, senza animosità, la sensazione di chi osserva dall’esterno e che non riesce a non vedere nel suo NO – ed in quello di altri valorosi dirigenti delle stagioni passate – qualcosa di strettamente intrecciato ad un risentimento personale, psicologico, sentimentale, qualcosa di umanamente accettabile e perfino di nobile, ma non politico.

Assistiamo insomma ad una specie di “fatwa” – nel merito della quale non mi azzardo nemmeno ad entrare – contro l’attuale segretario del partito nonché presidente del Consiglio, ritenuto con tutta evidenza indegno: moralmente, esteticamente, politicamente, culturalmente. Un corpo estraneo, che altererebbe il Dna del Pd per perseguire un proprio personale progetto. Ma se così fosse allora non ci sarebbe da lavorare subito, proprio dentro quella che lei chiama “la ditta”, ad un progetto alternativo, che abbia le carte in regola per affermarsi e candidarsi a guidare l’Italia? Non le pare che chi come lei voleva dare “un senso a questa storia”, cioè a quella della sinistra riformista, rischi altrimenti di smarrire per sempre il senso del proprio agire politico?

La saluto rispettosamente e la ringrazio per l’attenzione.

PS Visto che oggi poi ci divertiamo a dir la nostra, come i matti mitomani che dalla propria tastiera elargiscono preziosi consigli al mondo, mi permetterei anche di consigliare a Renzi, altrettanto rispettosamente, di dimettersi prima del 4 dicembre, per sgombrare del tutto dall’arena politica il sentimento improprio di un referendum sulla sua persona. Se ci si dovrà esprimere sull’operato di Renzi e del suo governo l’appuntamento sarà semmai alle prossime elezioni politiche, che è dal 2013 che ci auguriamo abbiano luogo al più presto.

Ed inserisco anche il link di rimando → Paolo Virzì a Pierluigi Bersani

RISPOSTA

Ebbene mi duole constatare che il povero Paolo Virzì, con infinito rispetto per la sua persona, è intellettualmente decaduto e lo dico  con molta umiltà spiegando anche  il perché

 1. il testo della riforma per il superamento del bicameralismo paritario sottoposta a referendum sembra solo il minimo sindacale rispetto a quanto auspicato da anni da tanti, lei incluso

una simile frase da sola basterebbe a mandare in galera chiunque: considerare il minimo ‘sindacale’ una riforma che toglie ai cittadini la possibilità di voto –  come da Legge Costituzionale, le cui modifiche sono concesse con procedimento aggravato, ossia con passaggio al Senato, Camera che paritariamente alla Camera dei Deputati è di elezione diretta – mi sembra questa sola frase una pura follia, autentica pazzia, ingiustificabile ed incomprensibile cambiamento che non approda a nulla…

2. La ‘gestione personalistica’ di Renzi non la ritiene solo Bersani ma lo stesso Renzi quando lega il destino della riforma al suo governo, inoltre la gestione personalistica avviene a 360° di tutta l’azione politica in quanto non esistono più da tempo i bei confronti al Partito come si faceva regolarmente una volta, e non solo, la gestione personalistica avviene anche perché al Nazzareno si fanno salire leader di opposizioni vere, ossia di altri schieramenti politici, senza chiedere consenso, o renderne conto,  a nessuno, inoltre la gestione personalistica avviene in quanto si formano maggioranze al di fuori del proprio schieramento, trascinando il partito in un ‘sottobraccia’ non richiesto e non gradito …. non proseguo…

3.   l’alleanza per il No non è il peggio della politica italiana, probabilmente lui, Virzì, lo è, ma certamente non lo è lo schieramento per il No che combatte per un’ideale di democrazia che è evidente al Virzì sfugge …

4. Bersani sta provando a radunare lo schieramento per il No e a dare seriamente un’alternativa ed io credo stia puntando su Roberto Speranza, se non su se stesso, perché molti personaggi e personalità della sinistra si sono riversati sul Si, [tralascio le motivazioni che potrebbero essere solo congetture] lì dove invece Bersani viene accusato di aver abbandonato gli ideali della sinistra [e siamo al delirio ]

5. di personale e psicologico [e da studiare bene] c’è solo questo benedetto tentativo continuo di cambiare la Costituzione ritenuta inattuale quando invece [e lo sta dimostrando] è attualissima

6. la  “fatwa” è quella che si è formata quando non si è lasciato libero corso e adeguato sostegno al ‘Governo Bersani’, con le sue riforme, altre e diverse da quelle attuali

7. e questa è un’osservazione personale : il Presidente del Consiglio attuale [non per merito suo comunque] non è affatto ritenuto indegno o corpo estraneo altrimenti non gli si sarebbe lasciato libero spazio d’azione e non gli si sarebbe data opportunità di dialogo con opposizione per tentare di mandare avanti un Governo che non aveva i numeri al Senato. Tuttavia quello che era da modificare erano : a) conflitto d’interessi, b) legge elettorale, c) regole appalti e corruzione d) rapporti con oriente e occidente, e) posizione in Europa …. magari tutto si è anche fatto ma in maniera sostanzialmente diversa dall’indirizzo dato dai cittadini al voto 2013.

Io ho sempre molta stima per chi, più di me, può e deve commentare, ma Caro Paolo Virzì, si guardi un po’ allo specchio, si faccia delle domande e si dia delle risposte, così io non aggiungerò altro ….

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Un pensiero su “Gentilissimo Paolo Virzì

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