La strage di Via Fani e la ‘svolta’ del Palazzo

 

©LaPresse Archivio Storico Politica 03-05-1977 Roma Nella foto: Luigi Berlinguer e Aldo Moro
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Archivio Storico
Politica
03-05-1977 Roma
Nella foto: Luigi Berlinguer e Aldo Moro

 

quelli del palazzo

 

 

 

Dice Guido Quaranta in premessa al suo manuale ‘Quelli del Palazzo’ (foto e ricordi della Prima Repubblica )

«La Repubblica nata il 2 giugno del 1946 ha avuto tre padri, una mamma coi baffi e una corona di parenti illustri tutt’intorno» (pag. 15).

Per la cronaca: secondo Quaranta i tre padri erano De Gasperi, Togliatti e Nenni. La madre baffuta Giuseppe Romita.

Una esplorazione fotografica fra i personaggi che dal ’46 al ’92 hanno segnato, più o meno indelebilmente, le nostre cronache politiche. E’ una rassegna interessante, con qualche concessione al grottesco, ma alla fine ti chiedi se pur con tutti i loro tratti caricaturali quei mestieranti (pochi davvero, gli statisti!) non fossero più dignitosi di chi li ha seguiti.
La risposta che vi propongo è questa: apparentemente sì, perché siamo portati all’indulgenza – soprattutto oggi – verso figure che ce la mettevano tutta, ma la democrazia è cosa complicata e più di tanto non potevano; sostanzialmente NO, NO, NO perché una classe politica che quasi ininterrottamente per quaranta anni guida un paese non può non rispondere di quello che lascia e di quello che permette prenda il suo posto. Le strutture portanti della democrazia quei signori non le avevano nel sangue, nella cultura, impregnata per lo più di tutt’altro, e la democrazia non è cresciuta, non si è irrobustita, nè come metodo, nè come concezione antropologica. E questo non merita indulgenza, se nel profondo la pensano come uno che democratico non era né voleva essere e diceva “non è difficile governare gli italiani, è inutile”.

[inutile perchè altri ci pensavano n.d.a.]

Ma vediamo anche il lato positivo delle recenti evoluzioni della vita politica. Ad es., i meccanismi di selezione del personale politico femminile: qualcuno può negare i progressi che ci sono stati? … una foto a pag. 262 ritrae l’on. Ilona Staller sorridente appoggiata ad un banco della Camera: non proviamo più alcun disagio, anzi fa quasi tenerezza! (il commento è di Luca Terrinoni)

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Ma quanti misteri ed orrori, ma anche episodi gloriosi ed idealità umane profondissime, nasconde la nascita della ‘democrazia’ italiana. Come se fossero vissute fino ad arrivare ai giorni nostri, attraverso la seconda e la terza e magari anche la quarta Repubblica, due differenti realtà, due livelli diversi di vita italiana: uno banale, normale, quotidiano, triste o felice che fosse, ed uno realistico ma sconosciuto, fatto di schemi misteriosi, livello buio e arcano, indecifrabile, criptico, caratterizzato da militarismo e sfondo ‘fascistoide’

Su questo sfondo si staglia violento e plastico il rapimento di Aldo Moro, con la sua strage di Via Fani e la sua tragica conclusione. Come uno squarcio di luce che acceca gli occhi (fuori dalla caverna c’è il sole a cui non siamo abituati) ma che non serve ad illuminare l’antro ‘protettivo’ entro cui ci muoviamo.

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C’è chi interpreta la vita in modo serio e composto, pur nei limiti della persona e nelle cadute verso quel po’ di ‘lassismo’ che caratterizza l’essere umano.

Ferdinando Clemente di San LucaE c’è chi interpreta la vita con tale leggerezza da renderne nulla ogni manifestazione. E c’è ancora chi assume un punto di vista disincantato e populista, ‘perchè ormai sono sett’anni che le cose vanno come vanno’. Infine c’è chi ha un moto di ‘rivoluzione’ e decide che qualunque cosa sia stata, ora ‘cambiamento’, e sia quel che sia ……

Tutti questi atteggiamenti stanno ‘ricostruendo’ il popolo italiano che forse si libera da una sorta di dominazione, diciamo ‘subdola’. E’ pur sempre una speranza. Noi italiani continuiamo a vivere tra ‘ricorrenze’ e ‘finanza’ che, loro malgrado, ci parlano e ci chiariscono, ogni giorno che passa, dove siamo e dove siamo stati.

Ma una nota c’è ancora da scrivere. Di tutto il militarismo e tendenza a destra che ha caratterizzato la Repubblica italiana, oggi sembra che veramente se ne voglia fare a meno ( e finalmente si potrebbe dire)
E’ come se Moro una più grande lezione ci abbia voluto lasciare alla memoria: ‘passerà il tempo ma voi diventerete normali. Il mio sacrificio vi aiuterà’.
Il crimine non paga e stanca tantissimo, oltre ad essere estremamente dispendioso. E questo non vuol significare che diventeremo tutti ‘bacchettoni’ ma un po’ più normali, questo sì.
Siamo sempre stati un popolo ‘sbandato’ alla ricerca di chi ‘paternamente’ se ne assumesse la ‘responsabilità’, con tutti i problemi correlati. In mano a Mussolini eravamo tutti figli adagiati e manipolati da chi aveva autorità e autorevolezza, e su questo ‘ci abbiamo marciato’, poi sono arrivati gli americani e per noi è stato come se arrivassero i ‘marziani’. Poi i ‘marziani’ sono entrati in guerra tra loro e con l’oriente, ed è iniziata la guerra fredda, con i suoi equilibri rigidissimi ma ‘salutari’ per chi viveva ‘su un altro livello di coscienza’. Poi la guerra fredda è finita ed i venti che si sono liberati sono andati un po’ a ‘ruota libera’.
Oggi la ‘socialità’ vuole riprendere il suo posto, e non è che lo spazio non ci sia. Ringraziamo la Prima Repubblica che ci ha difesi, ringraziamo il ‘sacrificio di Aldo Moro’ e della sua scorta, ringraziamo chi bene o male ci ha trascinati alla men peggio fino a qui.

#Andiamoavanti

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