Bersani dell’ esperienza

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Bersani su La7 – dimartedì – puntata del 15 marzo 2016 -← link al VIDEO intervista completa

F. Intanto come sta?

B. Salute bene, famiglia bene ed il resto così …

F. Il partito?

B. Così così

Comincia con l’affondo sul partito Bersani, tutto va bene, per fortuna, ma il partito non tanto …

F. Renzi è stato duro con voi. Renzi ha detto ‘chi chiede oggi più rispetto per la storia dell’ulivo è chi ha consegnato l’Ulivo nelle mani di Berlusconi

B. La cosa più grave, che mi ha fatto reagire è che queste cose sono state dette ad un corso di formazione politica (calcando il tono su formazione politica) per i giovani. Ed è per questo che ho voluto chiarire. Siccome io non ho accesso a quel corso …

F. Non l’hanno invitata

B: No assolutamente, io via media, diciamo così, ho cercato di arrivare a quei giovani per dire ‘ma guardate che è a rovescio, eh’. Noi, minoranza, Pd, sinistra, attorno a Prodi l’abbiamo fatto l’Ulivo e con quell’Ulivo, con il centrosinistra abbiamo battuto, abbiamo ‘smacchiato’ Berlusconi tre volte. Compresa l’ultima, ho aggiunto certo non alla grande, con molti voti ma abbastanza per far governare Renzi tranquillamente. A me non piace litigare, eh, credo che si sarà visto in questi anni, però se ci son dei maghi che riescono a tirarmi per i capelli, e allora a questo punto ..

F. La domanda non è superficiale, perché non la invitano alla Scuola di Formazione, perché penso non invitano solo lei, non inviteranno la ‘vecchia guardia’ penso, si sente parte di una storia che si cerca di ‘rimuovere’ in un certo senso? ‘Non rimaniamo ancorati ai vecchi schemi andiamo avanti’

B: Ma questa è una cosa che fa male perché è una cosa che non riesco a capire. quando uno arriva ad un certo punto della sua esperienza, non c’è bisogno che qualcuno lo rottami, se sei in una comunità ti rottami da te

E qui Bersani ha sottolineato ancora una volta che è stato proprio lui a lasciare lo spazio a Renzi, al nuovo che avanza.

B. Dico solo alla generazione nuova, l’ho detto anche l’altro giorno, chiedimi chi erano i Beatles

Insomma Bersani intende  che il nuovo dovrebbe chiedere consigli all’esperienza che ne sa di più

1 In copertina della puntata Crozza sornione, nei panni di Berlusconi, ha apostrofato Bersani

‘O’ Bersani quando c’era il mio governo eri all’opposizione, ora con il governo Renzi sei all’opposizione lo stesso … Bersani non cambi mai” …

 

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Chiaramente il focus è stato sull’economia e  le riforme,  e Bersani ha ammesso:

“Certo abbiamo votato 40 fiducie, ma ad esmpio l’art. sul contante io non l’ho votato, ad essere onesti

(disciplina di partito sì ma con alcuni principi doverosi n.d.a.)

Noi – ha proseguito Bersani, sottointendendo la passata esperienza del governo Prodi che l’ha visto Ministro dello sviluppo economico ed anche il precedente governo D’Alema – siamo stati innovatori !

 

2 pensieri su “Bersani dell’ esperienza

  1. Leggendo, la memoria ha svelato le immagini nitide delle sfuriate intelligenti di Pajetta a Tribuna Politica, il Berlinguer schivo ma determinato. D’Alema di prima e quello raro di adesso. Una mente intelligente, che purtroppo non ha saputo mettere in pratica la meravigliosa astrattezza della Politica di cui egli è cantore raffinato. Forse, ora, se ne rende conto, uscendo allo scoperto con argomenti concreti nel sua critica a Renzi e al gruppo dirigente, si fa per dire, del PD.
    Eppoi Bersani e le sue liberalizzazioni. Anzi, le prime vere rottamazioni di alcune zavorre del sistema Italia.
    Non sono un nostalgico.So dove sono nato e da chi; ricordo il percorso di vita compiuto. A volte autostrade, a volte sentieri. Ricordo le domeniche con il vestito bello e la camicia bianca (molto prima del 2010)
    Guardo sempre avanti, se non più per me, per i miei figli. Perciò nel 2012 progettamo di trasferirci in UK.
    Ci sono voluti 16 mesi di preparazione durante i quali ho sempre sperato di riportare le valigie in cantina.
    Speravo in Renzi.
    24 Dicembre 2014. Ho capito che nulla sarebbe cambiato. Via.
    Da qui seguo l’Italia quotidianamente con la stessa passione, rincarando la dose di analisi dei numeri indipendenti, scoprendo altre verità e significati della natura umana e della politica.

    Ieri notte ho ascoltato il video della scuola Dem, il discorso comizio narrazione di Renzi.
    Mi sono sentito a disagio per quei ragazzi che hanno opposto il loro parere ad alcuni provvedimenti economici del governo. A disagio perchè il segretario Presidente del Consiglio ha sorvolato sugli 80€, sugli investimenti e sulla relazione tra i due temi.
    Alla critica dura e violenta di D’Alema, si è risposto con il passato. “l’Ulivo distrutto, si ma tu, no tu no ”
    Sullo stato di aderenza del consenso al PD silenzio. Sulla uscita silenziosa di massa, silenzio. Ma sopratutto sulla critica all’Economia. Silenzio assoluto.

    Come può essere credibile Renzi in EU nel chiedere ulteriore flessibilità necessaria, quando egli aumenta il debito di oltre 70 MLD ?
    Quale credibilità se anzichè miglorare il debito strutturale dello 0,1% Renzi lo peggiora dello 0,7 %
    Quale credibilità con il Job Act che non ha inciso sulla precarietà, vedi analisi di Ricolfi, e che costerà circa 18 MLD alla collettività?
    Come può l’Italia cambiare verso quando il costo del lavoro è 20 punti più alto della Germania e 11 punti sopra la media EU ?
    Come si può sopportare lo sbandieramento del calo delle tasse quando il carico complessivo è aumentato a tutto il 2015.
    Quanto silenzio ancora sulle circolari attuative non emanate per i tassi di usura e la trasparenza bancaria; con il risultato che tra interessi e spese il sistema creditizio sfiora continuamente il tasso di usura, quando non lo supera. Con il silenzio complice della Banca d’Italia. Una delle zavorre pesanti della competitività del sistema.
    Dai bilanci 2014 al 2015 sono stati sottratti 20 MLD dagli investimenti.
    Il PIL I° Trimestre 2016 viaggia sullo 0,1%. Le scorte che hanno costituito lo 0,5% del PIL 2015, non si smaltiscono. L’inflazione è tornata al segno meno.

    Caro PD, il tallone d’Achille di Renzi è l’Economia. Stiamo a parlare di Ulivo e di Verdini ?
    Agli italiani non interessano queste teorie.

    Renzi si batte sollevando i numeri della sua sconfitta e incapacità di implementare il programma per il quale è stato eletto.
    E’ un problema di democrazia ?
    Sì ! Ma ora di democrazia economica. Se lasciate il pallone in sue mani, domani sarà un problema di democrazia tout court.

    Vogliamo sovietizzare il terzo settore con a capo un amico del segretario, tale Manes, un finanziatore di Renzi pare.
    Vogliamo la cyber security con a capo un amico di Renzi, tale Carrai altro finanziatore, filo Nethanyu per giunta.
    Vogliamo privilegi per le banche toscane dei papà dei Lotti e dei Boschi.
    Vogliamo il premio alla lista. Ma quel 40% di voti necessari non li cerchiamo tra gli elettori, ma nell’apparato del centrodestra e delle loro clientele come abbiamo fatto con De Luca in Campania.

    Per battere Renzi non è Speranza il campione. Ci son altri che hanno dimostrato e dimostrano di saper governare bene l’Economia, la Sanità, la scuola e la spesa pubblica, nonostante le mancate riforme nazionali indispensabili.
    Ci sono altri che conoscono il Partito da Aosta alla Sicilia molto meglio di Speranza.
    Ci sono altri che non sono esposti nelle polemiche e che con la loro lunga tradizione ed evoluzione politica sono attrazione per ricomporre il PD e portare l’Italia fuori dall’immobilsmo e dalla stupidità politica.

    Concludo con Berlinguer/Bersani:
    Eppoi caro PD è ora che si torni ad essere educati e gentili da una parte,

    e finisco con Pajetta:
    ma non troppo gentili dall’altra parte.

    Dal Somerset un abbraccio.

    Angelo

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