Velocemente sulle adozioni

Bersani il giornale

Le adozioni in Italia sono regolate dal Codice Civile. Libro I, Titolo VIII per i maggiorenni. In particolare potrebbe risultare interessante l’art.299

Art. 299 Cognome dell’adottato
L’adottato assume il cognome dell’adottante e lo antepone al proprio.
L’adottato che sia figlio naturale non riconosciuto dei propri genitori assume solo il cognome dell’adottante. Il riconoscimento successivo all’adozione non fa assumere all’adottato il cognome del genitore che lo ha riconosciuto, salvo che l’adozione sia successivamente revocata. Il figlio naturale che sia stato
riconosciuto dai propri genitori e sia successivamente adottato, assume il cognome dell’adottante.
Se l’adozione è compiuta da coniugi, l’adottato assume il cognome del marito.
Se l’adozione è compiuta da una donna maritata, I’adottato, che non sia figlio del marito, assume il cognome della famiglia di lei.

Per i minori c’è un’apposita legge.

In proposito ci viene incontro l’Enciclopedia Treccani

Adozione di minori. – È disciplinata dalla l. n. 184/1983, come modificata dalla l. n. 140/2001. L’adottando deve essere un minorenne di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio. Gli adottanti devono essere coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni (ovvero che abbiano convissuto in maniera stabile e continuativa prima del matrimonio per almeno tre anni), non separati (nemmeno di fatto) e affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare. L’età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l’età dell’adottando (limite superabile qualora il tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore, ovvero qualora il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a 10 anni, quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, o infine quando l’adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già dagli stessi adottato). È inoltre necessario il consenso del minore che abbia compiuto i 14 anni, mentre il minore in età compresa tra 12 e 14 anni (o anche il minore di età inferiore ai 12 anni, in relazione alla sua capacità di discernimento) deve essere obbligatoriamente sentito. Il procedimento di adozione si articola in tre fasi: al termine della prima si ha la dichiarazione di adattabilità del minore, al termine della seconda si giunge all’affidamento preadottivo del minore; decorso un anno dall’affidamento, al termine della terza fase si arriva alla dichiarazione di adozione. Lo stesso tribunale per i minorenni che aveva pronunciato la dichiarazione di adattabilità con sentenza emessa in camera di consiglio, decide di far luogo o non far luogo all’adozione, per effetto della quale l’adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome. Con l’adozione cessano i rapporti dell’adottato verso la famiglia d’origine, salvi i divieti matrimoniali.

Adozione di minori in casi particolari. – È disciplinata dalla l. n. 184/1983, come modificata dalla l. n. 149/2001. Prevede la possibilità di adottare un minore anche al di fuori dei casi previsti dall’adozione di minori (come quando sia impossibile procedere all’affidamento preadottivo, cosa che accade, per es., in caso di minore portatore di handicap), della quale, in concreto, ricalca in buona parte la disciplina.

Quindi leggi sulle adozioni esistono eccome !

Poichè la legge fa divieto assoluto di discriminazione ed è valida per tutti, ove il matrimonio sia consentito e riconosciuto, la legge sulle adozioni si applica anche a quel matrimonio.

Il DDL Cirinnà lodevolmente sta cercando di regolare i matrimoni omosessuali per i quali verrà applicata la legge italiana come per qualsiasi altro matrimonio.

Ritengo che lo stralcio dell’art.5, al di là della strumentalizzazione politica o meno che si sta facendo, sia cosa importante, in quanto consente di proseguire con il ddl Cirinnà.

Come invece ha detto saggiamente il Senatore Fornaro, piuttosto lo stralcio consente di proseguire perchè NCD ha opposto ben altre obiezioni, su altri articoli, e quello potrebbe obbligare alla fiducia.

D’accordo con Gotor che la polemica 5 Stelle sia strumentalizzata e che il Presidente Grasso abbia ‘un po’ forzato la mano’ sui vari canguri, ma certamente il Presidente sa bene cosa fare.

Quindi ci stiamo facendo un ‘tantinello’ incantare da un dibattito ‘pretestuoso’. Le leggi ci sono !!

 

 

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