Bersani: ora la legge che chiede BankItalia

 

 

Pier Luigi Bersani, durante la convention organizzata dalla Sinistra Dem al Teatro Vittoria di Roma, 12 dicembre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI
Pier Luigi Bersani, durante la convention organizzata dalla Sinistra Dem al Teatro Vittoria di Roma, 12 dicembre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

E mentre il Pd chiede ai propri parlamentari di votare scheda bianca, questa sera, con inzio alle 19, per l’elezione dei giudici della Corte Costituzionale, nella 31^ BICAMERALE tematica della Camera dei Deputati.

Mentre si rincorrono le tensioni al ‘fulmicotone’ per le richieste di dimissioni della Ministra Boschi riguardo le vicende del crack della Banca Etruria (e altre) che hanno coinvolto il padre della Boschi.

Bersani torna ad attaccare sul metodo.

“La Consob si occupa di trasparenza, Banca d’Italia di stabilità e della sostanza chi si occupa? Qualche volta governo e Parlamento devono mettere il dito nel mercato per difendere i cittadini dagli eccessi del mercato”.

Pier Luigi Bersani sostiene che “serviva la legge che ora chiede Bankitalia”.

Bersani fa riferimento alla richiesta di BankItalia di :

“Vietare la vendita di obbligazioni subordinate allo sportello”← link

Intanto da BankItalia in queste ore è uscito un comunicato che lamenta il livello del debito pubblico al massimo storico

Bankitalia, debito pubblico a 2.211,8 mld. Sfiora record

E’ aumentato di 19,8 miliardi, sfiorando il record storico registrato a maggio scorso

 

Il debito pubblico a ottobre è aumentato di 19,8 miliardi, salendo a 2.211,8 miliardi, sfiorando il record storico di 2.218,2 miliardi registrato a maggio scorso. Lo comunica Bankitalia nel Supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”.

L’incremento del debito – spiega Bankitalia – è stato determinato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (17,7 miliardi; 81,7 miliardi a ottobre del 2015; 69,4 nel corrispondente periodo del 2014) e dal fabbisogno del mese (2,1 miliardi).
Con riferimento ai sottosettori, l’incremento del debito delle Amministrazioni pubbliche riflette sostanzialmente quello del debito delle Amministrazioni centrali (20,6 miliardi); il debito delle Amministrazioni locali diminuisce di 0,8 miliardi.
Nei primi dieci mesi dell’anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 75,9 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno cumulato, pari a 45,3 miliardi, e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (35,3 miliardi); l’effetto complessivo della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, del cambio dell’euro e degli scarti ha ridotto il debito per 4,7 miliardi

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in una recente immagine d'archivio. ANSA/GIORGIO ONORATI
Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in una recente immagine d’archivio. ANSA/GIORGIO ONORATI

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