Pari opportunità chi?

 

Io Chiara e lo Scuro ...
Io Chiara e lo Scuro …

E dunque veniamo a questo ‘Mercato del lavoro’ così come si profila dalle statistiche che fioriscono a tutto campo negli ultimi tempi in base alla nuova ‘prfilazione’ del Jobs Act

Sappiamo che –  fonte Istat – il mercato estero, in generale, pesa, affossa l’industria italiana, secondo i dati di settembre 2015. L’Istat rileva un calo dello 0,1% dei fatturati e del 2% degli ordinativi rispetto ad agosto e, per entrambi gli indici, una flessione dello 0,8% rispetto a settembre 2014.

Nella media degli ultimi tre mesi, il fatturato diminuisce dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Per il fatturato la riduzione è sintesi di una variazione positiva sul mercato interno (+0,6%) e di una negativa su quello estero (-1,6%).

Tutto ciò influisce sul mercato del lavoro? Bè, un po’ sì.  Principalmente sul mercato del lavoro privato. Meno commesse, meno guadagni, meno reddito. Ma sembra che il Jobs Act voglia porre un ponte sul sistema perverso, soprattutto dal lato di chi perde il lavoro o rischia di perderlo.

E quindi guardiamo innanzitutto agli ammortizzatori sociali, così come sono stati disegnati. Per far questo ci viene incontro S.p.e.s.Lab – Servizi per le Parti Economiche e Sociali di tipo Laboratoriale – un’iniziativa realizzata nell’ambito del PON GAS FSE 2007-2013  –  dove, tra l’altro, leggiamo che uno degli obiettivi : asse Pari opportunità e non-discriminazione – ha l’intento di  promuovere e rafforzare le politiche per la parità di genere e il contrasto a ogni forma di  discriminazione con due obiettivi specifici:

  • proseguire e potenziare il sostegno ai processi di implementazione delle pari opportunità tra donne e uomini
  • superare stereotipi e qualsiasi altra forma di discriminazione basata su razza, origine etnica, religione, convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale

Speslab è a titolarità del Ministero del Lavoro, quale Azione di Sistema per il rafforzamento del ruolo delle PES nazionali e territoriali, componenti dei Comitati dei sorveglianza dei PON e dei POR FSE e competenti in materia di politiche attive del lavoro e della formazione.

Dice Sergio Vistarini :

Si calcola che con questo decreto (JobsAct n.d.a.)  potranno beneficiarne circa 1.400.000 lavoratori senza copertura, cioè i lavoratori in azienda da 5 a 15 dipendenti, inclusi gli apprendisti in apprendistato professionalizzante, pari a circa 150.000 unità. La Naspi, il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria, durerà 24 mesi. La Cassa Integrazione Guadagni viene riportata alla sua originaria missione, quella ovvero di far fronte a crisi temporanee, vietando pertanto la CIG a zero ore. Inoltre l’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà fino a 24 mesi in un quinquennio mobile, come previsto originariamente dalla disciplina del 1991: ovvero, mentre oggi i cinque anni sono fissi (il quinquennio scade sempre il 10 agosto) – così da permettere di tornare a ricaricare il sussidio alla scadenza, dando luogo ad abusi – il quinquennio tornerà mobile, e cioè bisognerà sempre tornare a prendere in considerazione i cinque anni precedenti. I 24 mesi potranno salire fino a 36 se si impiegano contratti di solidarietà. E’ stato poi inserito un nuovo meccanismo contributivo che farà pagare di più le aziende che utilizzano più ammortizzatori, secondo uno schema assimilabile al bonus/malus.

Altra norma importante, di cui si dice un gran bene,  del Jobs Act è la concializione vita-lavoro  

Purtroppo non è  prevista una norma, che consenta la effettiva parità di genere nell’ambito del lavoro, benchè nel dettato europeo esista – è un programma per le parità lavorative contenuto in Horizon 2020, avviato nel 2003, implementato nel 2010, il cui primo obiettivo era il raggiungimento dello scopo nel 20013, prorogato, nel 20014, ed oggi posto nell’evidenza della relazione EIGE che ha presentato l’indice sull’uguaglianza di genere del 2015, dove si evidenzia che l’Europa è solo a metà del cammino sul tema mentre l’Italia è al 41,1% ← (link all’orologio europeo) del raggiungimento dell’obiettivo

Ma per spiegare con maggiore competenza e bene, le dinamiche che influiscono sul mercato del lavoro, dopo il Jobs Act,  è intervenuto un seminario-webinar, svoltosi lunedì scorso 23 novembre ’15, organizzato da FPA, il Forum della Pubblica Amministrazione.

Ha aperto i lavori Sergio Vistarini, Coordinatore del Progetto SpesLab, ricercatore  Censis.

Secondo Vittorio Martone, Sociologo  presso l’Università di Napoli “Federico II”, i grandi assenti nel Jobs Act e quindi nel mercato del lavoro che si va delineando, sono gli investimenti

‘Una lancia a favore del Jobs Act’ , per dirla così, l’ha spezzata Luciana Marrocchi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, parlando delle novità introdotte dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per i servizi attivi sul lavoro, chiamata a coordinare la rete dei servizi per l’impiego e che dovrà essere costituita a gennaio 2016 ma che dovrà attendere, per  diventare effettivamente operativa, una serie di direttive che impiegheranno i mesi successivi. Così come dovrà attendere anche  la nuova misura di attivazione per chi perde il lavoro, cioè l’assegno di ricollocazione:  dovranno vedere la luce prima i provvedimenti attuativi, che andranno scritti d’intesa con le Regioni, visto che, a oggi, il titolo V della Costituzione, relega l’intera materia ad un accordo tra Stato e  enti territoriali. (cit. Tucci Sole 24 Ore)

E sempre sull’Anpal, ha parlato Paolo Carraro della Cisl, evidenziandone aspetti critici e opportunità

Riforma ad invarianza di costo, stravolgimento del mercato del lavoro. In sostanza ha detto Carraro che la riforma non segue l’andamento degli altri paesi europei, ha pochi investimenti in termini economici sia in quelli di impiego risorse lavoro.

Messa in risalto, invece, l’azione del ‘ripartire’ con una forte rete di coordinamento, l’Anpal, per l’appunto.

Il link al webiar completo

E veniamo a noi

Il cambiamento di politica per le  “pari opportunità tra uomini e donne” si affidano ai fondi europei per la strategia Horizon 2020 ed ha due aspetti specifici:


– culturale: ridurre le disuguaglianze di trattamento in ambito lavorativo

-economico :  ridurre le differenze di trattamento economico a parità di lavoro .


Trattare il problema ‘gender’  a 360°, significa non solo implementare migliori politiche attive per il lavoro ed il mercato, ma anche un modo per evitare il rischio di raggiungere ‘altri obiettivi’ con l’esclusione sociale della ‘multiculturalità di genere’.

Invece il problema delle pari opportunità, anche dal lato della politica, è visto come un ‘problema di svantaggi’.

Le cose non stanno esattamente così

http://www.macrolibrarsi.it/speciali/femminile-e-maschile-le-differenze-scritte-nei-codici.php
http://www.macrolibrarsi.it/speciali/femminile-e-maschile-le-differenze-scritte-nei-codici.php

 

Un pensiero su “Pari opportunità chi?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...