La Commissione Europea approva piani di risoluzione per quattro piccole banche italiane :Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti

Annual eurozone inflation drops to more than four-year low

 

 

Bruxelles, 22 novembre 2015

Il 16 novembre 2015 l’Italia ha recepito la direttiva Recupero e risoluzione Bank (2014/59 / UE) nella legislazione nazionale. Le regole di Banca Recupero e la direttiva ‘Risoluzione’ dotano le autorità nazionali degli strumenti e poteri necessari per mitigare e gestire il fallimento di banche o grandi imprese di investimento. Questi strumenti consentono anche alle autorità nazionali di  limitare l’uso dei fondi pubblici e attenuare le distorsioni della concorrenza derivanti dagli aiuti, tra cui in particolare la vendita di banche ponte.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

La Commissione europea  in decisioni separate ha approvato i piani di risoluzione per quattro piccole banche italiane ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato. L’intervento da parte del fondo di risoluzione per gli italiani, consentirà il salvataggio  delle banche, preservando la stabilità finanziaria delle Banche e dell’Italia

In pratica Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti (quota di mercato di circa l’1% in Italia ) pur beneficiando degli aiuti di Stato potranno comunque  essere in linea con le regole UE.

Ciò fa seguito alla decisione della Banca d’Italia di mettere le quattro banche, ormai  in amministrazione straordinaria,  in linea con le norme UE in materia di recupero e di Bank risolution. Gli aiuti per queste Banche verranno considerati extra dal patto di Stabilità italiano. In particolare, la Commissione ha constatato che i piani dell’Italia per utilizzare il fondo nazionale riducono al minimo la necessità degli aiuti di Stato a queste 4 Banche  e limitano le distorsioni della concorrenza, pur preservando la stabilità finanziaria. La raccolta dalla clientela rimane completamente protetta. Quindi porte aperte alle obbligazioni

Il commissario europeo responsabile della politica di concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto:.

“Le decisioni della Commissione consentono l’ordinata uscita delle quattro banche dal deficit, in modo da minimizzare l’uso di fondi pubblici e le distorsioni della  concorrenza. E’ ‘fondamentale che gli azionisti Senior e Junior possano sostenere i costi e le perdite dei fallimenti bancari, piuttosto che dare fondo ad una taxpayers.Il benvenuto alla decisione dell’Italia di utilizzare gli strumenti di ‘risoluzione banca’ –  per la prima volta in Italia –  permetteranno a queste banche di preservare la stabilità finanziaria.”

Non si chiama più tassa, o perdita, o altro ma ‘acquisto’

Tutte le attività e passività di queste 4 Banche, a eccezione del capitale e del debito subordinato residuo, saranno trasferiti alle stesse Banche ma clonate dagli aiuti dei contribuenti bancari e quindi definite ‘Banche ponte’. In pratica gli attuali azionisti e titolari di debito subordinato hanno contribuito ai costi, riducendo la necessità di intervento da parte del fondo di risoluzione in linea con i principi di ripartizione degli oneri. Al fine di limitare le distorsioni della concorrenza, esisteranno solo le banche ponte e per un periodo limitato di tempo, per una prudente politica di gestione. Questo trasferimento stabilizzerà le attività che sono state precedentemente effettuate dalle banche ma anche proteggerà i depositanti. L’obiettivo è quello di vendere le banche ponte in un processo aperto e non discriminatorio, con l’obiettivo di massimizzare il prezzo di vendita.

I salvataggi vegono dai contribuenti e vanno fuori bilancio italia. Con questo sistema il Fondo di risoluzione potrà trasferire 3600000000 € alle banche ponte, sia per coprire la differenza negativa tra le attività e passività, sia per capitalizzare.

In linea con la legislazione europea, questo sarà finanziato da contributi europei del settore bancario  al fondo di risoluzione italiano. Le misure includono anche un trasferimento di attività deteriorate dalle banche ponte per una nuova creazione Asset Management. L’Europa assorbirà le attività deteriorate in cambio di una modifica di management. In tal modo il fondo di risoluzione garantirà di evadere le attività deteriorate – i derivati – che rafforzerà ulteriormente i bilanci delle banche ponte. Il beneficio di tale garanzia è stata quantificata in circa 400 milioni di € a sostegno aggiuntivo al fondo di risoluzione.

 

Lo sfondo

Le norme UE comuni in materia di sostegno dello Stato a favore delle banche nel contesto della crisi finanziaria favoriscono l’uscita delle attività non vitali, consentendo nel contempo il processo di uscita abbia luogo in modo ordinato al fine di preservare la stabilità finanziaria. Inoltre, le norme garantiscono che l’aiuto è limitato al minimo necessario e che le distorsioni della concorrenza causate dalle sovvenzioni, sono attenuate. Ma non è tutto così roseo come sembra :

Banche italiane, giri di valzer europei sull’aiuto di Stato ← link Sole 24Ore

 

Banca delle Marche

La banca è attiva nella regione Marche e in altre zone del Centro Italia: Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo e Molise attraverso una rete di 308 sportelli. Il modello di business della banca è focalizzata sui prestiti alle piccole e medie imprese e clienti al dettaglio. Secondo gli ultimi dati pubblicati alla fine del 2012, Banca Marche aveva un totale attivo di 22,7 miliardi di euro, € crediti a clientela netti per 17,3 miliardi e un deposito di € 7200000000. La banca è stata posta in amministrazione straordinaria il 15 ottobre 2013.

Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio

La banca è quotata alla Borsa Italiana e opera principalmente in Toscana e nel centro Italia. Ha una rete di 175 sportelli e conduce un business focalizzato sul credito alle PMI e clienti al dettaglio. Secondo gli ultimi dati pubblicati del 30 settembre 2014, il gruppo aveva un totale attivo di € 12300000000, crediti a clientela netti per € 6100000000 e depositi di € 6400000000. La banca è stata posta in amministrazione straordinaria il 10 febbraio del 2015.

Cassa di Risparmio di Ferrara

Cassa di Risparmio di Ferrara è una banca regionale la cui attività è focalizzata sui prestiti alle piccole e medie imprese e clienti privati ​​con finanziamenti soprattutto dalla clientela retail. Essa opera con 106 filiali nella zona geografica intorno a Ferrara. Secondo gli ultimi dati pubblicati alla fine del 2012 il Gruppo aveva un totale attivo di € 6900000000, crediti a clientela netti per € 4600000000 e depositi pari a € 3,4 miliardi. La banca è stata posta in amministrazione straordinaria il 27 maggio 2013.

Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti

Carichieti (fondata nel 1862) è una banca regionale di medie dimensioni con una particolare attenzione per la regione italiana dell’Abruzzo, con un business tradizionale incentrata sui prestiti alle piccole e medie imprese e clienti al dettaglio. Secondo gli ultimi dati pubblicati alla fine del 2013, la banca aveva un totale attivo di € 4700000000, 2100000000 € di prestiti e depositi di € 2500000000 clienti netti. La banca è stata posta in amministrazione straordinaria il 5 SETTEMBRE 2014.

 

Un pensiero su “La Commissione Europea approva piani di risoluzione per quattro piccole banche italiane :Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...