Donne del G20: ecco le 5 questioni fondamentali – In sostanza poco rispetto e poca voglia di parlare

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La forte riduzione della natalità nel nostro Paese e le conseguenze sull’equilibrio del sistema-popolazione sono a tutti evidenti. Negli ultimi 60 anni, un arco temporale relativamente breve per la demografia, la transizione demografica ha profondamente trasformato i comportamenti e le strutture della popolazione italiana. Ciò che ha potuto più di tutto sul cambio di dinamica demografica nel nostro paese è la crisi economica che ha messo quasi definitivamente il suggello alla antica società italiana dedita alla famiglia ed alla famigliarità.

Terrorismo e tagli sulle possibilità, sulla salute e sul benessere in generale hanno influito notevolmente sulla flessione verso il basso delle caratteristiche della popolazione italiana, che poi è l’obiettivo che ci si prefiggeva, mi sembra.

Ma a quanto pare il problema non investe solo l’Italia.

La ricerca di un equilibrio tra vita privata e lavoro si rivela essere la preoccupazione principale per le donne di tutti i paesi del G20: questo è quanto emerge da un sondaggio tra oltre 9.500 donne appartenenti alle fondazioni Thomson Reuters e Rockefeller, come riporta il World Economic Forum.

E’ quanto riporta il sito on line di Rai Cultura

Destreggiarsi tra gli impegni di lavoro e di casa per il 44% delle intervistati rappresenta la sfida più difficile che devono affrontare, in particolare in Russia e in quattro dei cinque paesi asiatici del G20, Corea del Sud, India, Cina e Giappone. Seguono al secondo posto il divario retributivo di genere, che è stato citato come la più grande preoccupazione negli Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada, Brasile e Australia.
Il sondaggio, condotto da Ipsos MORI, classifica al terzo posto le molestie sul posto di lavoro: quasi un terzo delle donne del G20 ha dichiarato di aver subito molestie fisiche o online sul posto di lavoro, ma il 61% ha anche detto di aver segnalato raramente o addirittura mai l’accaduto.
Le donne in Turchia, Messico e Argentina erano più preoccupate per molestie, di quelle in Corea del Sud, Russia, Germania e Gran Bretagna.

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Quasi la metà delle donne ritengono di non avere le stesse opportunità di accesso al lavoro e di avanzamento di carriera degli uomini. Tuttavia, ciò che colpisce, è il risultato in Turchia e in India dove, rispettivamente solo 1 donna su cinque e 1 su 4 ritengono che questo sia un grande problema.
Tra i risultati più incoraggianti, vi è sicuramente la convinzione da parte delle donne nei paesi emergenti e delle più giovani, di poter avere figli senza danneggiare le loro carriere e sono anche fiduciose che avranno la stessa possibilità di successo degli uomini di poter avviare la propria attività: in Brasile, il 74% delle donne sostiene che avere figli non farà male le loro carriere, seguiti da Sud Africa, Turchia, Indonesia e India, dove circa 3 in 5 donne sono ottimiste al riguardo.
Al contrario le donne in alcuni dei paesi più ricchi del G20 – Germania, Gran Bretagna, Francia e Giappone – sono più propense a credere che avere figli influenzerà le loro carriere.

NEL 2006 L’ISTAT HA CONDOTTO UN’INDAGINE SUL NOSTRO TERRITORIO RELATIVA ALLE VARIE FORME DI VIOLENZA CHE LE DONNE SUBISCONO

Sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 ed i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita, pari al 31,9 per cento: circa 5 milioni hanno subito violenze sessuali (23,7 per cento), quasi 4 milioni violenze fisiche (18,8 per cento) – di cui 1 milione ha subito stupro o tentato stupro. Il 24,7 per cento ha subito violenze da un uomo non partner ed il 14,3 per cento delle donne con un rapporto di coppia dal partner/ex. I partner sono più spesso responsabili delle violenze fisiche rispetto ai non partner (12,0 contro 9,8 per cento), il contrario per le violenze sessuali se si tiene conto anche delle molestie (6,1 contro 20,4 per cento), mentre la differenza è lieve considerando solo stupri e tentati stupri (2,4 contro 2,9 per cento).

Le diverse forme di violenza si combinano tra loro per autore e tipologia: un quinto delle vittime subisce violenza sia dentro che fuori il rapporto di coppia; il 41 per cento ha subito violenza sia fisica, sia sessuale dal partner; un milione e mezzo ha subito ripetute violenze dal partner. Ulteriori forme di violenza si associano alla fisica e sessuale: la violenza psicologica dal partner/ex è subita da 7 milioni di donne, 2 milioni hanno subito comportamenti persecutori che le hanno particolarmente spaventate (stalking) ad opera di un ex-partner. Negli ultimi 12 mesi dall’intervista circa un milione di donne sono state vittime di violenza, di cui 74 mila hanno subito uno stupro o tentato stupro. La denuncia di questi episodi è rara: solo il 5,3 per cento nel caso della violenza domestica

 

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