Ambiente, strumento per una governance dialogante

video del 20 aprile 2011

Il prossimo 19 novembre l’ENEA ospita presso la propria sede di Roma , il seminario organizzato dall’Associazione NENS “La Conferenza sul clima di Parigi: implicazioni per l’Italia e l’Unione Europea”, in vista della COP21 di Parigi, in programma dal 30 novembre all’11 dicembre di quest’anno.

L’appuntamento Enea vuole essere l’occasione per un confronto con i soggetti politici chiamati a definire la posizione dell’Italia sui temi ecologici, ma anche con gli operatori economici su cui impattano maggiormente le conseguenze della lotta ai cambiamenti climatici.

il campo delle idee

Tra gli illustri relatori e oratori, nella sessione pomeridiana, Pier Luigi Bersani presiederà e concluderà i lavori.

E veniamo ad oggi

La Francia è stata ufficialmente nominata paese ospitante della  Ventunesima Conferenza di Parigi 2015′ – #COP21,   sul clima –  durante i lavori della diciannovesima edizione della Conferenza Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico svoltasi a Varsavia nel 2013 (#COP19).

“Cop 21 – La sfida che non si può perdere – L’Italia e l’Europa verso la Conferenza di Parigi” èstato invece il titolo del convegno organizzato presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. L’intervento introduttivo della Presidente della Camera, Laura Boldrini ha sottolineato  ‘quanto sia importante il tema per il nostro presente ma soprattuto per il futuro dei giovani ‘. Tra gli altri, sono intervenuti successivamente Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente, Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Stella Bianchi, Presidente dell’Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia, Marco Doria, Sindaco di Genova. Moderatrice Sveva Sagramola.

‘E’ necessario che ognuno di noi si responsabilizzi sui cambiamenti climatici, al di là dell’evento COP21′ – ha detto la presidente della Camera, Boldrini

http://webtv.camera.it/embedded/evento/8595?w=500&h=375  ← (link al video completo)

‘Il consumo di suolo: strumenti per un dialogo’ è invece un convegno  organizzato dal Cnr per discutere delle criticità delineate nel rapporto Ispra sull’uso del suolo e le relative problematiche collegate all’ambiente. Di questi problemi se n’è tenuto conto nel disegno di legge sull’uso del suolo  in discussione alla Camera e nel collegato ambientale approvato in Senato

 

Il suolo è una risorsa non rinnovabile, che in Italia va perduta al ritmo di 7 mq al secondo (dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Ispra) e che deve essere tutelata con provvedimenti urgenti ed efficaci, come il disegno di legge sul consumo di suolo in discussione in Parlamento. Questo il messaggio al centro del convegno  ‘Il consumo di suolo: strumenti per un dialogo’, organizzato dal Cnr  lo scorso 18 luglio 2015, all’Expo di Milano, per discutere le criticità del nostro territorio e formulare proposte condivise rivolte ai decisori politici.

“La soluzione di questo problema è indifferibile: si calcola che il 20% della fascia costiera italiana sia ormai perso, in una cementificazione che non ha risparmiato neanche 34.000 ettari di aree protette e zone a rischio idrogeologico, come riportato nell’ultimo rapporto sul consumo di suolo redatto da Ispra, che si occupa anche del monitoraggio a livello nazionale”, afferma Michele Munafò dell’Ispra. “Questa progressiva impermeabilizzazione del territorio insiste soprattutto sulle zone pianeggianti più fertili e produttive e impedisce non soltanto l’assorbimento delle piogge, aumentando il rischio di alluvioni, ma anche lo stoccaggio di CO2 di cui il comparto suolo è responsabile per il 20%, a tutto danno dell’atmosfera. Un destino amaro quello del fragile suolo italiano, consumato a velocità record con danni irreversibili per l’umanità e per l’ambiente”.

Ne emerge una visione del suolo non più come superficie edificabile o merce, ma come entità deperibile da preservare tramite azioni comuni per tutte le regioni e una progettazione sostenibile che tuteli il territorio.

“In un modello di sviluppo sostenibile la valutazione economica di ogni ciclo produttivo non riguarda solo i costi in termini di bilancio fra perdite e guadagni, ma anche i costi ambientali, sociali e umani di ogni sistema”, chiarisce Letizia Cremonini,che ha curato l’ebook dedicato all’evento. “La conservazione delle risorse naturali è un prerequisito per lo sviluppo economico: questa è la strategia di pensiero e politica promossa dall’Unione Europea per risolvere le problematiche delle città europee e perseguire una migliore qualità di vita”.

La tavola rotonda – che si è tenuta a luglio – è stata un’occasione per ragionare sulla proposta di legge depositata in Parlamento. “Il nostro obiettivo era far valutare il testo a esperti dei molteplici settori che insistono sulla tematica dell’uso del suolo”, spiega Teodoro Georgiadis, ricercatore dell’Ibimet-Cnr e coordinatore dell’evento. “La speranza è che i contenuti così raccolti possano contribuire a migliorare una legge dello Stato che ancora non raggiunge una sintesi compiuta per risolvere le preoccupazioni della società civile, sebbene esprima la volontà di salvaguardia del territorio. L’uscita di questo volume avviene in un momento cruciale dell’iter legislativo del ddl per la lotta al consumo del suolo

[per una cronologia: ha avuto un lento iter, bloccato un po’ da altri provvedimenti più urgenti, è stato trasmesso dalla Camera al Senato il 17 novembre 2014 e ritrasmesso dal Senato il 6 novembre 2015, ora è depositato alla Camera in attesa di assegnazione, cui si collega il famoso collegato ambientale n.d.a]

Gli esperti intervenuti al convegno del CNR  hanno toccato i diversi aspetti del tema, da quelli climatici e tecnologici a quelli decisionali, come l’onorevole Samuele Segoni che ha anticipato limitazioni e incentivi previsti dal ddl per azzerare il consumo di suolo entro il 2050.

C’è tutta una disamina statistica sul consumo del suolo e sugli effetti benefici della green economy. Probabilmente sarà materia di prossima trattazione su questo blog

 

 

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