Il Senato che divide: la battaglia è sempre aperta. Intervista a Pierluigi Bersani a Radio 24

Bersani Camera per Zangheri quinquies . png

L’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese nella ripresa economica è in aumento, dal 103,9 di agosto scorso al 106,2 di settembre, lo dice l’Istat
«Se oggi possiamo guardare con più fiducia alla ripresa economica del Paese, confortati dai dati che gli istituti e le associazioni di categoria ci forniscono e che l’Europa conferma, è anche perché le misure intraprese dai nostri Governi per la stabilizzazione finanziaria, la razionalizzazione e la competitività economica ne hanno sicuramente determinato le condizioni» – ha detto il deputato Pd Miccoli in una mozione presentata in Aula alla legge di stabilità per lo sblocco della contrattazione del pubblico impiego

Ma Pierluigi Bersani avverte: “Su fisco e sanità ci sarà da discutere e discuteremo”. Poi intervistato questa mattina da Minoli su Radio 24 ← (link all’intervista), ha dichiarato:

«Cerchiamo di ragionare, non siam mica bambini , non è questione di vincere o di perdereha esclamato Pierluigi Bersani alla domanda di Giovanni Minoli ‘ On.le Bersani, ha vinto la Boschi, la riforma passa?Bisogna fare un discorso serio. Son stati fatti dei passi avanti. Abbiamo ottenuto una riduzione del danno molto significativa tra la combinazione della legge elettorale e le nuove norme costituzionali. Quindi adesso abbiamo un Senato elettivo che ha alcune funzioni di garanzia rafforzate. Adesso bisogna andare avanti perchè c’è ancora qualcosa da migliorare. L’accordo su quel punto è definitivo. Adesso bisogna guardare alle conseguenze. Ci sono delle norme transitorie su cui bisogna lavorare ancora con quello spirito di accordo : per esempio per l’elezione del Presidente della Repubblica, per esempio anche sulla distribuzione di funzioni tra Stato e Regioni, per dir così, che a mio giudizio va perfezionata. C’è ancora da lavorare ma un passo è stato fatto perchè un conto è nominare i Senatori a tavoli ed un conto è eleggerli da parte degli elettori. Se non si apprezza questa differenza … »

Entrando nello specifico della riforma, l’on.le Bersani ha dichiarato :

« L’accordo è un emendamento, forse scritto in un modo un po’ bizantino e contorto perchè si è dovuto ricorrere all’applicazione di un comma all’articolo 5, perché non è passata l’idea di mettere mano all’articolo 2. Ma quando in un testo c’è scritto ‘in conformità alla scelta degli elettori’ c’è solo da applicarlo».

Quindi Bersani si è dichiarato soddisfatto «purchè si continui a ragionare, si continui a ‘vivacchiare’ di buon senso»

Ma la ‘ditta’ ed il ‘Pd’ sono ancora tornati ad essere la stessa cosa ?

«Ogni giorno ha la sua pena » – ha ribadito Bersani – Non si può dire ancora che siano la stessa cosa la ‘ditta’ ed il ‘Pd’ perchè, per esempio, io oggi vedo, in Parlamento, il senatore Verdini e compagnia, con gli amici di Cosentino e compagnia, che stanno cercando di entrare nel giardino di casa nostra per fare la coalizione della nazione o il partito della nazione. Siccome questo è un delirio trasformista, mi aspetterei che dal Nazareno venisse una parola chiara su questo delirio, perché non vorrei si sottovalutasse l’effetto che queste cose hanno sui nostri militanti, i nostri elettori»

Bersani inoltre ha sottolineato che non si sente tradito dalla Senatrice Pd, Finocchiaro, Presidente della Prima commissione permanente, che sta sovrintendendo i lavori della riforme Costituzionali

«Io non uso parole di quel genere ‘tradimento’, basta che la gente sia convinta di quel che fa. Parto dal presupposto che quella della Finocchiaro sia una trasformazione convinta. E penso che Grasso va lasciato stare,se la caverà se è in mezzo perchè l’uomo è un uomo di principi. Posso solo ribadir la stima. Non si può pensare che il monocameralismo sia garanzia della democrazia e anche se fosse monocameralismo bisognerebbe discutere come dovrebbe essere. Con le formule solo può veramente andar bene un bicameralismo fatto bene e andar male un monocameralismo fatto male. Bisogna far per bene e funzionano tutti e due. Se si fa per bene e non si fa delle guerre mondiali per delle cose di buon senso. Abolire il Senato, spero, a poco a poco, di poter dire che non va bene. Certamente in prima battuta qualche dubbio veniva, sì»

 

 

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