Il mobbing: un caso insoluto, un reato non riconosciuto. Una sintesi

4

Dagli atti del corso di aggiornamento professionale dei giornalisti della Campania

Ricordo, qualche annetto fa, De Mita – il Ciriaco di fama nazionale – andava in giro sempre sotto braccetto di uno psicologo. All’epoca pensavo si trattasse di una sua particolare arma di difesa dagli attacchi di un mondo – quello politico – che non è mai stato facile – e mai lo sarà probabilmente nonostante i ‘tentativi di cambiamento’
Con il passare degli anni, avvicinandoci di più ai giorni nostri mi sono resa conto di aver peccato molto di ingenuità. Pensate al colmo della ‘fantasia’ ho poi capito che in realtà quel professionista serviva all’ex leader Dc – ex Presidente del Consiglio, defenestrato da ogni dove, ormai Mammuth della politica – per studiare le persone e utilizzarne difetti o ‘debolezze’ per servirsene alla bisogna. Questo modo di procedere, un po’ tipico dei partiti di un tempo, veniva utilizzato da qualche ‘gerarca’ di apparato per ‘ritornare in pompa magna’ come il migliore degli zombi fuoriusciti dalle tombe dell’Inferno.
Niente, quella coscienza poi sporchissima, nera più nera della notte più fonda, sarebbe stata lieve portarla con l’aiuto dello stesso ‘professionista’ al soldo e libro paga delle gerarchie ormai sepolte ma pur sempre vive per continuare traffici illeciti e nefandezze di ogni genere.
Questa generazione così ‘forte e allegra’ – un po’ facilona a dire il vero – sarebbe diventata ‘nonno/a’ di quella classe di giovani, giovincelli, ‘figli di papà’ (i papà sarebbero i figli dei vari De Mita per l’appunto), oggi noti come ‘bulli’, black block che aspirano solo iscriversi all’Isis. Insomma tre generazioni di ‘aggressori sociali’

Al di là di questo quadro così ben tessuto, andiamo a vedere da vicino in realtà di cosa si tratta quando si parla di bullismo, nonnismo, bossing, mobbing, stalker

In tutti i casi si tratta di un’aggressione, reale o figurata, ad un soggetto singolo – meno frequente gruppo sociale – fino a procurarne anche problemi gravi non solo lavorativi o di vita e immagine ma molto di più anche di salute, e quindi può rientrare anche nei casi di assassinio che lascia con le mani pulite il più subdolo degli assassini. A volte si crea ad hoc una provocazione perchè è la reazione del soggetto ad essere strumentalizzata.

MOBBING

Diceva, negli anni ’80 lo psicologo svedese Heinz Leymann : il mobbing è “una comunicazione ostile, non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo individuo.”

Ma anche una città sotto assedio rientra nei casi di mobbing

Secondo Wikipedia mobbing è un termine inglese «[to] mob» «assalire, molestare»; che nell’accezione più comune è un insieme di comportamenti aggressivi di natura fisica e verbale, esercitati da una persona o un gruppo di persone nei confronti di altri soggetti, specie in ambito lavorativo così da impedirgli di lavorare ponendogli insopportabili costrizioni nello svolgimento del lavoro stesso.
Può anche essere messo in atto da persone che abbiano una certa autorità sulle altre, in tal caso si parla di bossing.
Questo comportamento tra i giovanissimi prende il nome di bullismo, nelle forze armate prende il nome di nonnismo e generalmente viene messo in pratica nei confronti dei ‘nuovi ingressi’, le reclute.
Lo zoologo, etologo austriaco Konrad Lorenz, premio nobel per la medicina, definì il mobbing agli inizi degli anni 80 come particolari atteggiamenti aggressivi di un gruppo al fine di isolare o escludere un membro dal gruppo.

Il mobbing va distinto dallo stress occupazionale, in quanto quest’ultimo può essere semplicemente causa di un lavoro particolarmente usurante che andrebbe probabilmente meglio regolato. Anche se lo stress occupazionale può risultare causa del mobbing.
Secondo il libro verde del Parlamento Europeo lo stress occupazionale è un insieme di condizioni fisiche che si verificano quando le abilità offerte non sono commisurate alle mansioni disposte (NIOSH). In questi casi si manifesta uno squilibrio tra le richieste avanzate e le risorse a disposizione (OSHA-EU)

Insomma in tutti i casi l’omeostasi del soggetto vine continuamente messa in discussione sì da provocarne uno stress.
Molto importante è quando questo lo stress è dipendente da ‘COSTRITTIVITA’ ORGANIZZATIVE’
1) Marginalizzazione dell’attività lavorativa
2) Svuotamento delle mansioni
3) Mancata assegnazione di compiti lavorativi con forzata inattività
4) Mancata assegnazione degli strumenti di lavoro o strumenti inadeguati con evidente bypassaggio delle normative in materia
5) Ripetuti trasferimenti ingiustificati
6) Prolungata assegnazione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale in possesso con conseguente depauperizzazione della carriera lavorativa
7) Oppure prolungata assegnazione di compiti esorbitanti rispetto alle capacità del soggetto con conseguente STRESS lavorativo
8) Impedimento continuato e sistematico dell’accesso a notizie di lavoro
9) Inadeguatezza strutturale dell’accesso alle informazioni di lavoro e per lo svolgimento dello stesso
10) Esclusione reiterata del lavoratore rispetto alle iniziative di lavoro (formazione, aggiornamento e riqualificazione professionale)
11) Esercizio esasperato ed eccessivo delle forme di controllo

Questo è un elenco che si può trovare sul sito dell’Inail. Sono criteri che la Sovrintendenza generale dell’Inail ha stilato nel 2003 definendo i casi dei ‘disturbi psichici’ di origine professionale. A quel punto il mobbing è stato riconosciuto come malattia professionale dall’INAIL ed è indennizzabile ai sensi dell’art. 13 D.Lgs38/2000.

Purtroppo anche qui – come per i reati ambientali – la normativa tarda ad adeguarsi. E’ riconosciuto il solo indennizzo che molto spesso il lavoratore non fa valere per evitare di entrare in urto con l’Amministrazione da cui comunque dipende la propria sopravvivenza e quella dei propri familiari

STALKING

Lo stalking è invece una vera e propria attività persecutoria nei confronti del soggetto, atto a procurarne terrore, ansia e stordimento.
Lo stalker gioca un ruolo da vero e proprio mostro mai mostrando il proprio viso e può arrivare a veri e propri casi di violenza
Ma anche un familiare può diventare uno stalker: un marito violento, ad esempio, può ricoprire questo ruolo.

La violenza, la violenza sessuale e le misure di contrasto allo stalking furono introdotte dal Decreto sicurezza del 2009. Anche in questo caso non c’è il riconoscimento del reato.
Oggi parliamo tanto di violenza alle donne ma appunto ne parliamo solo …

RESILIENZA

In tutti questi casi immaginati ma anche in quelli inimmaginabili, il soggetto mette in atto una ‘resilienza’ ossia una capacità di resitenza ad egli stesso sconosciuta, cercando di attivare meccanismi positivi alle proprie difficoltà.

Alcuni di questi soggetti arrivano anche a mete ambitissime, altri per effetto dei risultati raggiunti, attivano anche meccanismi di ‘onnipotenza’, altri ancora, invece, scivolano sempre più nello stress negativo, sforzandosi il doppio delle proprie capacità …

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un pensiero su “Il mobbing: un caso insoluto, un reato non riconosciuto. Una sintesi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...