La Legge Gasparri, la Maggioni, le Torri e la convergenza

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Rai Way: Ei Towers non cambia condizioni

E’ notizia dell’ultim’ora che Ei Towers – il gruppo che controlla le torri Mediaset –  presenterà alla Consob il documento d’offerta su Ray Way nei tempi previsti dalla legge e “non sono previste modifiche dei termini e condizioni dell’offerta rispetto a quanto indicato nel comunicato del 24 febbraio”. E’ quanto ha confermato la società nell’odierno incontro con la Commissione, sempre secondo quanto si legge in una nota.

«Non sappiamo su che strada stiamo andando» ha detto Pieluigi Bersani alla trasmissione Otto e mezzo di Lilli Gruber su La7, martedì scorso.

E ha ragione. Il motivo di tanta agitazione e corsa all’acquisto, sinceramente non si vede.

Non con una offerta così esorbitante – arrivare a oltre il 66% della  quote Rai che in Borsa attualmente sono per il 35% in mano a soci regolarmente acquisiti con asta pubblica nel 2004 e per il 65% è in mano alla costituita Società Rai.

L’attacco e il tentativo di espropiazione è evidente.

La Rai non è  nata ieri come Mediaset e certamente non è figlia del sistema finanziario più recente, fatto di società offshore e prodotti derivati.

La rovina del Servizio Pubblico sarebbe sotto gli occhi del mondo.

Uno ‹scuorno› – per dirla alla napoletana – che il Governo dovrebbe e potrebbe evitare  visto che ha promesso la partecipazione dell’Azienda Rai al 51% nelle sue  riforme non sempre propriamente costituzionali.

All’alba si sveglia il mondo e sempre all’alba sta per sorgere un altro ‹astro› come Wind che è già entrato in possesso di 7 mila torri spagnole.

Bisogna avere naso, in queste cose e seguire l’onda.

E questi signori –  come si voglia chiamarli ‹capitani d’azienda›, ‹squali›, ‹pirati› o semplicemente ‹finanzieri›, ‹imprenditori› – di naso ne hanno parecchio e anche orecchi a terra, tutti e due e se del caso tre.

Ma la Rai, più «signora» lasciatemelo dire, non è che sia sprovvista di orecchi e naso, è che non si lancia in avventure politico-monetarie.

La Rai fa servizio pubblico, è evergreen, è «socialmente sostenibile». Un governo, che tiene a cuore il paese, come quello del premier Renzi, o almeno come sostiene, dovrebbe tenere conto di questo dato fondamentale.

La Legge Gasparri, la n.112/2004 – norme di principio in materia di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai – è stata preceduta da un lungo e importante dibattito parlamentare. Il Parlamento all’epoca concentrò la sua attenzione sulle nuove tecnlogie emergenti e quindi principalmente volle tener conto del «digitale terrestre»,  e della società in trasformazione. Non solo. Riconosce «internet» come strumento ‹abilitato› alla diffusione dei programmi radio-televisivi. Una legge ancora attuale e di grande apertura futuristica, diciamo.

L’art. 4 s’intitola Principi a garanzia degli utenti e per me è l’articolo principale,  ispiratore della filosofia di fondo di tutta la legge. Non sono avvocato e non posso dire che non sia perfettibile ma secondo me la Legge Gasparri è una pietra miliare nella storia delle leggi del sistema radio-televisivo.

Art. 4.
(Principi a garanzia degli utenti)
1. La disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti, garantisce:
a) l’accesso dell’utente, secondo criteri di non discriminazione, ad un’ampia varieta’ di informazioni e di contenuti offerti da una pluralita’ di operatori nazionali e locali, favorendo a tale fine la fruizione e lo sviluppo, in condizioni di pluralismo e di liberta’ di concorrenza, delle opportunita’ offerte dall’evoluzione tecnologica da parte dei soggetti che svolgono o intendono svolgere attivita’ nel sistema delle comunicazioni;
b) la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, essendo, comunque, vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale, o che contengono incitamenti all’odio comunque motivato o che, anche in relazione all’orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo
fisico, psichico o morale dei minori, o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata o pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che comunque impongano l’adozione di un sistema di controllo specifico e selettivo;

c) la diffusione di trasmissioni pubblicitarie e di televendite leali ed oneste, che rispettino la dignita’ della persona, non evochino discriminazioni di razza, sesso e nazionalita’, non offendano convinzioni religiose o ideali, non inducano a comportamenti pregiudizievoli per la salute, la sicurezza e l’ambiente, non possano
arrecare pregiudizio morale o fisico a minorenni, non siano inserite nei cartoni animati destinati ai bambini o durante la trasmissione di funzioni religiose e siano riconoscibili come tali e distinte dal resto dei programmi con mezzi di evidente percezione con esclusione di quelli che si avvalgono di una potenza sonora superiore a quella ordinaria dei programmi, fermi gli ulteriori limiti e divieti previsti dalle leggi vigenti;
d) la diffusione di trasmissioni sponsorizzate che rispettino la responsabilita’ e l’autonomia editoriale del fornitore di contenuti nei confronti della trasmissione, siano riconoscibili come tali e non stimolino all’acquisto o al noleggio dei prodotti o dei servizi dello sponsor, salvi gli ulteriori limiti e divieti stabiliti dalle leggi
vigenti in relazione alla natura dell’attivita’ dello sponsor o all’oggetto della trasmissione;
e) la trasmissione di apposita rettifica, quando l’interessato si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni o notizie contrarie a verita’, purche’ tale rettifica non abbia contenuto che possa dare luogo a responsabilita’ penali o civili e non sia contraria al buon costume;
f) la diffusione di un congruo numero di programmi radiotelevisivi nazionali e locali in chiaro, ponendo limiti alla capacita’ trasmissiva destinata ai programmi criptati e garantendo l’adeguata copertura del territorio nazionale o locale; la presente disposizione non si applica per la diffusione via satellite;
g) la diffusione su programmi in chiaro, in diretta o in differita, delle trasmissioni televisive che abbiano ad oggetto eventi, nazionali e non, indicati in un’apposita lista approvata con deliberazione dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni in quanto aventi particolare rilevanza per la societa’.
2. E’ favorita la ricezione da parte dei cittadini con disabilita’ sensoriali dei programmi radiotelevisivi, prevedendo a tale fine l’adozione di idonee misure, sentite le associazioni di categoria.
3. Il trattamento dei dati personali delle persone fisiche e degli enti nel settore radiotelevisivo e’ effettuato nel rispetto dei diritti, delle liberta’ fondamentali, nonche’ della dignita’ umana, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identita’ personale, in conformita’ alla legislazione vigente in materia.

Quindi, aprendo un inciso molto a proposito,  la scelta di Monica Maggioni, direttore di Rai news, è stata conforme alla legge !!

 

Eppure è satata contestata, a mio parere un po’ leggermente,  dalla Lucia Annunziata, in nome della libertà d’informazione a In mezz’ora, durante l’intervista al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, Roberto Fico, esponente del M5S

 

Ma il dato più importante  –  adesso che si discute di  ‹freddi numeri› e di ‹macrosistemi› – è rappresentato dall’impostazione improntata all’equilibrio e parcondicio dell’art. 5 della Legge Gasparri. Al punto 1, lettera a) recita:

1. Il sistema radiotelevisivo, a garanzia del pluralismo dei mezzi di comunicazione radio televisiva, si conforma ai seguenti principi:
a) tutela della concorrenza nel mercato radiotelevisivo e dei mezzi di comunicazione di massa e nel mercato della pubblicita’ e tutela del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, vietando a tale fine la costituzione o il mantenimento di posizioni lesive del
pluralismo, secondo i criteri fissati nella presente legge, anche attraverso soggetti controllati o collegati, ed assicurando la massima trasparenza degli assetti societari;

E che dè? Ciò vale per la Rai e non vale per Mediaset? Di qule tipo di trasparenza stiamo parlando?

– Ei Towers non molla su Rai Way. Rossotto: “Offerta Mediaset senza precedenti” ←  (link all’ultim’ora di La Rapubblica)

«Abbiamo davanti un’occasione» – ha detto Bersani a Otto e mezzo martedì sera.

Ed infatti di occasione si tratta: è l’occasione per riflettere bene sulle condizioni del nostro paese, sugli assetti futuri, su ciò e chi non potrà durare in eterno e quindi sul terreno che si sta preparando per il futuro prossimo dei nostri figli. Di tutti i figli italiani e non solo loro.

Come per il Senato, così per la Rai, lo scompiglio delle carte con l’unico progetto di scompigliarle non porta un gran bene, ciò in generale.

Tralasciando l’art.7 sui Principi generali in materia di emittenza radiotelevisiva di ambito locale, la tutela dei minori all’art. 10 e la considerazione sulle tecnologie convergenti e diffusione delle trasmissioni interconnesse all’art.8, giusto per non farla troppo lunga, ci sono altre due cose importanti da considerare e che mi sembrano l’oggetto principale delle attuali discussioni media-politiche

Una è la concorrenza : al Capo II – TUTELA DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO – l’art. 14 premette:

Art. 14.
(Accertamento della sussistenza di posizioni dominanti nel sistema integrato delle comunicazioni)
1. I soggetti che operano nel sistema integrato delle comunicazioni sono tenuti a notificare all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni le intese e le operazioni di concentrazione al fine di consentire, secondo le procedure previste in apposito regolamento adottato dall’Autorita’ medesima, la verifica del rispetto dei
principi enunciati dall’articolo 15.

Di conseguenza in questa fattispecie l’Agcom non dovrebbe intervenire? Sapendo che la Rai non attua una concentrazone di potere in quanto non è un singolo privato – con l’80% dell’editoria in proprio possesso tra l’altro – che andrebbe a detenere il capitale principale di quello che lo STATO chiama “servizio pubblico” a proprio esclusivo interesse.

Sappiamo quanta considerazione c’è nello Stato ultimamente, ma io ne ho ancora tanta e quindi le mie perplessità sorgono quotidianamente in misura esponenziale. E mi si perdoni ma è anche nel mio interesse e di quello dei miei figli.

Altro punto, il secondo infine, dibattutissimo, è la presenza dei partiti nella Rai.

Ma fatemi capire una cosa, la rappresentanza garantita di tutti i partiti non va bene ed invece quella di un solo rappresentante di un unico partito, va bene? Questo è un punto veramente contorto di questa riforma : tanti no ed uno solo si? E questo accordo come lo si raggiunge? Con una cenetta tra il Cav., Renzi e Grillo?

Magari forse è questa la «convergenza»?

I miei dubbi sono legitimi! E come ha detto il Pierluigi, la fase è molto delicata !!

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