Legge elettorale : Renzi si dichiara vincitore certo. Si riprende lunedì. Il voto sulle riforme invece, dopo quello per il Quirinale

 

 

 

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Lo scontro sulla riforma della Legge Elettorale in discussione e approvazione al Senato continua ad animare il dibattito politico. Sullo sfondo l’elezione del Presidente della Repubblica.

Secondo fonti istituzionali restano ancora da approvare tra i 500 e 600 emendamenti, tra cui quelli relativi alle soglie per il premio di maggioranza ed alle norme così dette anti-flipper per l’attribuzione dei seggi.

Uno scontro al fioretto che ha visto nel weekend un botta e risposta tra Bersani e la deputata Pinotti, di poche battute ma significativo. La Pinotti ha accusato Bersani di incoerenza tra la sua dichiarazione di accondiscendere anche alle preferenze, come soluzione finale, per raggiungere l’accordo sulla riforma alla base del “cambiamento” renziano: quella della legge elettorale per l’appunto, e l’atteggiamento di assoluta opposizione degli ultimi tempi.

Bersani dal canto suo ha risposto le stesse poche righe sulle pagine di Repubblica, obiettando alla Pinotti che se lei è deputata lo deve anche a Bersani che ha portato il 40% di presenze femminili in Parlamento.

Pini

(nella foto  l’intervista di Giuditta Pini)

Bersani art(nella foto la lettera di Bersani)

In realtà lo scontro nasconde un rinfacciare a Bersani di essere stato lui stesso ad aver fatto dato il là alle liste bloccate. E Bersani non l’ha presa bene.

La posta in gioco è alta e comunque le diplomazie sono all’opera, per ricomporre tutte le fratture .

Detto ciò ,è  stop fino a lunedì delle votazioni del Senato sull’Italicum. L’Aula ha approvato la norma cosiddetta ‘anti-flipper’ (un meccanismo per l’assegnazione dei seggi eccedentari evitando che essi siano attribuiti in un collegio dove il partito ha meno voti) contenuta in un emendamento della presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro, e ora l’esame è rinviato alla prossima settimana.

Il voto finale sulla legge elettorale è previsto per martedì 27, prima che inizino le votazioni sulla presidenza della Repubblica. E’ l’unico out out del premier Renz e che è stato approvato dalla Conferenza dei Capigruppo, dove invece le opposizioni avevano chiesto di posticipare il voto a dopo l’elezione del Capo dello Stato. La calendarizzazione della legge elettorale è stata annunciata in Aula dalla Presidente Valeria Fedeli: si riprenderà lunedì pomeriggio alle ore 15.

Il percorso per la legge a questo punto dovrebbe essere piuttosto in discesa, soprattutto dopo l’approvazione dell’emendamento cosiddetto ‘super-canguro’ a firma del ‘giovane turco’ (ora renziano) Stefano Esposito, che contiene l’Italicum 2.0. e che è stato approvato subito dopo l’affossamento dell’emendamento contrario, di minoranza dem, a firma Gotor.

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La vittoria sembra essere in tasca al premier al punto che durante la bilaterale con la Merkel a Firenze ha dichiarato alla stampa : “Ho suggerito, scherzando, ad Angela di usare la stessa nostra legge elettorale, ma intanto ce la facciamo per l’Italia perché è una legge che consente un vincitore certo”.

COSA PREVEDE L’ITALICUM

Capilista bloccati e premio di maggioranza alla lista. Sono questi due dei punti più avversati dalle opposizioni (anche interne agli stessi partiti) del nuovo Italicum che dovrebbe essere approvato dal Senato la prossima settimana. C’è anche chi, però, come i piccoli partiti, pur stando all’opposizione apprezza il fatto che la soglia per accedere al riparto dei seggi sia notevolmente abbassata (dall’8 al 3%).

Ecco, punto per punto, i tifosi e gli avversari del nuovo sistema di voto:

Maggioranza Pd – Schierata per l’Italicum, che, sottolinea il premier Matteo Renzi, è una legge che darà finalmente all’Italia un vincitore chiaro e in grado di avere i numeri per governare per cinque anni visto il premio di maggioranza che viene assegnato alla lista che supera il 40% dei consensi o che vince il ballottaggio.

Minoranza Pd – Avversa dell’Italicum il fatto, soprattutto, che preveda i capilista bloccati. Un meccanismo che, per collegi che eleggono in media 6 deputati – è la critica – di fatto ripristina le liste bloccate dell’attuale ‘Porcellum’. La minoranza Pd chiede di prevedere solo le preferenze.

I piccoli – Lega e Sel (che pure avversano la legge) ma anche Ncd apprezzano del nuovo testo, l’Italicum 2.0, il fatto che le soglie di sbarramento per accedere al Parlamento siano state abbassate. Si è passati infatti dall’8% (12 di coalizione) per partecipare al riparto dei seggi al 3%. In più il premio di maggioranza alla prima lista (e non alla coalizione) fa sì che i piccoli partiti non siano per forza costretti a correre coalizzati.

Fi – Sostiene la legge insieme al Pd. Ha accettato, sotto il pressing di Renzi, la previsione del premio di maggioranza alla prima lista e non alla coalizione di liste, cosa che l’avrebbe, invece, avvantaggiata in chiave elettorale di riavvicinamento con Ncd e la Lega.

M5s – Contraria all’Italicum nella forma e nella sostanza. Giudica irricevibile un testo frutto del ‘Patto del Nazareno’ e che, con il meccanismo dei capilista bloccati, di fatto non supera uno dei più grossi difetti dell’Italicum.

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