Dante e Ulisse nel discorso del Premier Renzi a Strasburgo

 

renzi strasburgo

In quesi 6 mesi ci pare di aver dato un cambiamento profondo di direzione all’Europa, non ancora nei fatti – così il Premier Renzi a Strasburgo per la chiusura del semestre italiano europeo

Finalmente l’Europa ha capito che con il rigore non si va da nessuna parte. Matteo Renzi rivendica di aver lasciato un pacchetto di riforme di direzione economica che il Parlamento Europeo dovrebbe analizzare con maggiore attenzione

Chiusura del semestre europeo, Renzi a Strasburgo: “L’Europa cambi o resterà fanalino di coda” (link a Rai News)

E poi ha concluso il suo discorso ricordando non più Telemaco, come fece in apertura del semestre europeo italiano. La chiusura del semestre lo ha visto citare Ulisse, la cui eredità noi italiani dovremmo prendere. (Link La Repubblica)

Un’eredità che troviamo nel ventiseiesimo canto dell’Inferno, nell’ottava bolgia, dell’ottavo cerchio dove sono puniti i “cattivi consiglieri” [il riferimento è ai 101?].

Nel Canto XXVI si parla di quelli che tendono “aguati e danno frodolenti consigli; e in prima sgrida contro a’ fiorentini e tacitamente predice del futuro e in persona d’Ulisse e Diomedes pone loro pene

Ebbene il messaggio è chiaro. E’ contro i furbi, privi di coraggio. Nel canto in questione Dante, fa un’invettiva contro Firenze, la colta Firenze, assediata dai ladri. Alla fine del canto fa parlare Ulisse che per convincere i suoi a superare lo Stretto di Gilbilterra, nel lungo peregrinaggio per il rientro a casa,  pornuncia la breve preghiera che termina con la terzina citata dal premier in chiusura del suo discoro
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”. »
(vv. 112-120)

Ma l’attacco di Dante, fatto proprio dal premier, non è diretto a Firenze, quanto al Pd, sparso per tutta l’Italia, che in questo momento non serra le fila dell’unità di partito.

A Salvini che su questo punto l’ha apertamente contestato Renzi lo ha zittito così :

Ue, Renzi zittisce Salvini: ”E’ difficile per voi leggere più di due libri” (link La Repubblica)

Ma c’è una numerologia anche molto importante, nel canto in questione di Dante: il numero 88 – 8a bolgia dell’8° cerchio – è il numero di Maria, tanto amata da Dante. E’ il numero della Consigliera più Santa e leale in assoluto. E forse Renzi spera in un miracolo per sua intercessione….

Il Premier non ha mancato di citare il Presidente Giorgio Napolitano e di ringraziarlo in quanto “europeista convinto“, nel ricordare quanto è stato fatto in Europa, anche grazie al suo interessamento, per l’Italia e per l’Europa. (link a La Repubblica)

Rinnovando l’invito all’Europa a partecipare  al prossimo Expo di Milano. Il tema “agroalimentare” per il Premier è sempre centrale.

Ormai è noto che domani  Giorgio Napolitano lascerà il Quirinale.

Completamente immeso negli eventi nazionali, il premier si è lanciato già dal suo discorso di chiusura al semestre europeo, nei fatti italiani, primo fra tutti, l’elezione del Capo dello Stato, imminente.

 Dando un’occhiata al ‘totopresidente’, eccezion fatta per qualche nome che si è perso per strada o si è autoescluso, la lista dei papabili resta sempre la stessa. Ci sono le prime ‘rose’ (come quella che, sussurrano ambienti della maggioranza, sarebbe stata sottoposta tra Natale e Capodanno all’attenzione di Berlusconi, con la ‘cinquina’ Finocchiaro, Mattarella, Castagnetti, Fassino, Veltroni). E poi c’è Romano Prodi. E anche Bersani potrebbe essere una carta da giocare.

 E’ ragionevole pensare che il nome del Professore non sarà appoggiato dai fan dell’intesa. Ma come osserva la fedelissima Sandra Zampa, ribadendo l’indisponibilità dell’ex premier, il nome ormai c’è, soprattutto dopo lo scivolone della norma ‘salva-Berlusconi’.

E da Bersani a Civati, da Sel ai fittiani, fino a pezzi dell’area moderata, cresce l’idea di fare del nome di Romano Prodi, un simbolo, convergendo sull’uomo acclamato dall’Assemblea Pd nel 2013 per poi essere affossato proprio da 101 franchi tiratori dem. Con una ferita che, dice Rosy Bindi, “sanguina ancora”.

Intanto il premier tiene coperte le carte ripetendo il mantra di un presidente per le riforme, di garanzia, eletto senza veti da una maggioranza ampia. Renzi ribadisce di non voler fare un dibattito sui nomi, ma “sulla funzione istituzionale del Presidente della Repubblica” e insiste per dare al prossimo Capo dello Stato un ruolo di ‘custode’ delle riforme.

Il chè equivale anche ad un avviso: “il Capo dello Stato deve portare avanti le riforme ormai già messe in campo, soprattutto quella del Senato”

Insomma deve piacere a Berlusconi.

Per la Carta costituzionale il Presidente presiede il Csm ed il consiglio Superiore di Difesa, nomina i senatori a vita, il premier e, su sua proposta, i ministri, nomina i senatori a vita, scioglie le Camere, firma i decreti legge prima che arrivino in Parlamento, promulga le leggi, interloquisce con il Governo e ha potere di grazia.

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