Questione Meridionale, questione di uomini (parte seconda)

 

 

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Era il 5 novembre 2012, Pier Luigi Bersani era in piena campagna per le primarie e girava per i territori per prendere le istanze delle persone, ascoltare i loro problemi, farsi carico delle eventuali soluzioni in Parlamento, e nella previsione di allora, al Governo. Ne è passata di acqua sotto i ponti e di eventi. La politica che doveva avvicinarsi ai cittadini, è sembrato, ad un dato momento invece, fare un passo indietro e allontanarsi sempre più. La crisi economica, si dice. Di crisi economiche il nostro pese ne ha viste altre a dire il vero, anche se nessuna come l’ultima. E’ pesante il bilancio dell’impasse economico attuale, che investe l’Europa intera, anzi, il mondo intero, escluse alcune zone particolarissime, fornitrici in esclusiva di materie prime fondamentali che, per automatismo sottile, sono anche le zone che oggi sono investite da cruente guerre, direttamente o indirettamente.

Così la politica, volente o nolente, ha necessità di ripensare le sue forme e le sue vie per incidere al meglio sulla società. Politica è una espressione spontanea del genere umano, ovunque vi sono associazioni, riunioni, gruppi e quant’altro che liberamente, al di là delle autorizzazioni governative, si riuniscono esprimendo un pensiero o un’idea di risoluzione dei problemi, riferendosi al passato, al presente o al futuro.

In passato la politica italiana ha prodotti grandi personalità politiche cui si fa costantemente riferimento per trovare il nesso, il filo che collega la democrazia all’evolvere dei tempi.

Per questo motivo il Gruppo parlamentare dei Deputati del Partito Democratico ha organizzato convegni, su tutto il territorio nazionale, per parlare e riscoprire la figura di Enrico Berlinguer, tra i nostri illustri uomini del passato recentissimo, di grande statura politica e democratica.

L’ultimo di questi convegni si è svolto a Napoli

Link dell’anticipazione dell’evento (cliccare per aprire la pagina)

L’evento L’IMPEGNO DI ENRICO BERLINGUER SULLA QUESTIONE MERIDIONALE è stato organizzato dal Gruppo PD della Camera dei Deputati e dalla Fondazione Istituto Gramsci
ha moderato ASSUNTA TARTAGLIONE
sono intervenuti GIORGIO CAREDDA, ELISA MARIANO,ROBERTO SPERANZA  e MASSIMO D’ALEMA
 

Nella Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo, inoltre è stata inaugurata la mostra ENRICO BERLINGUER E LO SGUARDO DEGLI ARTISTI che rimarrà aperta al pubblico fino all’8 dicembre 2014

Un brano dell’intervento del prof. Caredda (link)

Un brano dell’intervento di D’Alema  (link) di seguito anche trascritto:

Assunta Tartaglione : Cedo la parola al Presidente D’Alema che non ha mani fatto mancare il suo appoggio a Napoli, alla Campania ed a tutto il mezzogiorno

” Sono colto un po’ alla sprovvista da Roberto Speranza, ma non nel senso che io debba fare le conclusione, perché non c’è dibattito, diciamo, ma nel senso di affidare a me fare l’intervento finale. Ringrazio Speranza per le sue considerazioni sulla situazione politica attuale ma non lo seguirò su questa strada perché lui ha delle responsabilità particolari, diciamo che gli impongono quotidianamente questo compito, io ho la fortuna di essere un osservatore più laterale delle vicende politiche. In questo caso davvero non dovrei essere ultimo a parlare, in questo caso avrei dovuto parlare io prima e lui rispondermi. Avrei fatto delle osservazioni, non migliori ma certamente più pungenti delle sue. Vorrei parlare di Berlinguer. Caredda ci ha parlato del ruolo di Berlinguer nel paese. Anch’io dirò del suo ruolo ed anche del rapporto di Berlinguer con il Mezzogiorno. Berlinguer fu sognatore e anche uomo politico e dotato di un certo realismo anche se il realismo di Berlinguer non sconfinò mai nel cinismo. Seppe mantenere sempre equilibrio tra realismo e la forza delle sue passioni. Il libro donato da Chiara Valentini, in una edizione più arricchita, cita anche delle mie parole in un mio libro. Berlinguer viveva la politica con sentimento autentico, aveva la capacità di indignarsi, capacità non comune per uomo con quei livelli di responsabilità. Citerò un episodio: eravamo a casa Giulietto Chiesa, Mosca, una fredda serata, Fiammetta la sua compagna e Bufalini, eravamo arrivati al gelato, arrivò la notizia, attraverso la telescrivente – perchè in casa del corrispondente dell’Unità c’era la telescrivente all’epoca – arrivò in tarda serata, data la differenza di fuso orario di poche ore, arrivò la notizia che era stato approvato il decreto che tagliava la scala mobile. Io ricordo la reazione di Berlinguer: si alzò in piedi, cominciò a gridare “E’ un’ingiustizia” !! Eravamo 4-5 persone, non ci si doveva esibire, anzi. Era l’espressione di un sentimento autentico.

“Citerò solo un altro episodio rivelatore della sua personalità: quando io ero giovane segretario del Partito Comunista in Puglia, in un momento in cui il partito aveva abbandonato la politica del compromesso con la Democrazia Cristiana, io cercai di fare il governo regionale con la Democrazia Cristiana, soprattutto per cercare di mettere in difficoltà una, diciamo, crescente egemonia socialista che in Puglia aveva anche una forte virulenza anticomunista – erano i giorni di Signorile, di Formica, di Biagio Marzo, c’era un “concentrato di potenza socialista”, diciamo che tendeva ad emarginare il PCI – ed io reagii cominciando a fare un po’ di amministrazione con la Democrazia Cristiana e si arrivò al punto che si aprì un negoziato per fare un governo regionale con la Democrazia Cristiana. Io fui chiamato dalla Direzione del PCI. Io sono stato membro della Direzione del PCI da quando ero bambino praticamente, perché segretario della FGC, sono entrato nella Direzione del Partito a 26 anni, c’erano Terracini, Colombi …, poi sono stato via per un breve periodo quando lasciai la FGC per andare in Puglia e fino al Congresso non fui membro della Direzione, però fui convocato dalla Direzione [durante il negoziato con la DC n.d.a.] e fui messo sotto processo da una parte e dall’altra. Napolitano mi criticò aspramente per il mio “antisocialismo”, diciamo, e dall’altra parte Ingrao per la incoerenza rispetto alla linea dell’alternativa. Lui interpretava diversamente da Napolitano ma in ogni caso né l’uno né l’altro prevedevano una possibilità di collaborazione con la Democrazia Cristiana. Nessuno prese le mie difese. Ci furono una sequela di interventi contro, quelle riunioni dove uno viene preso, pum pum , a “ceffoni” da una parte e dall’altra. E così si concluse. Mentre me ne andavo vedo Tatò che mi chiama: Berlinguer ti vuole parlare. Berlinguer era stato rigorosamente zitto durante tutta la riunione. Mi fece entrare nel suo studio e mi disse “ Ma c’è qualche possibilità di fare questo governo con la DC?” “Ma dico, scusami Segretario, se devo dare retta alla Direzione del partito, no” . “ Ma tu non dare retta, vai avanti” … Questo per dire che anche in un momento aspro della politica, la prospettiva di un incontro con i cattolici non cessò mai di essere la prospettiva strategica.” …

L’evento è stato interamente ripreso da Radio Radicale  (link)

Avevo anche delle foto sull’evento con altri partecipanti, purtroppo credendo di avere caricato tutto su Facebook, ho cancellato il materiale dallo smart phone per non appesantirlo. In realtà alcuni documenti non erano stati caricati, così li ho persi. Chiedo scusa, mi spiace. Spero che quello che si è salvato possa bastare.

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