JOBS ACT approda in SENATO


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JOBS ACT

NOTA DI LETTURA

SENATO DELLA REPUBBLICA

Servizio del bilancio

A.S. 1428-B

A.S. 1428-B: “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro” (Approvato dalla Camera dei deputati)

Riferimenti:

  • A.S. 1428-B

Premessa

Si analizzano esclusivamente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati suscettibili di rivestire profili per quanto di competenza.

Si premette inoltre che non risultano pervenute RT sugli emendamenti approvati dalla Camera né sul testo finale trasmesso al Senato della Repubblica.

Articolo 1

Il comma 2, lettera a), numero 1) in ordine ai principi di delega relativi agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro, vieta la concessione di integrazioni salariali soltanto in caso di cessazione definitiva dell’attività aziendale o di un suo ramo, mentre la versione licenziata dal Senato prevedeva più genericamente la mera cessazione.

Al riguardo, si osserva che la nuova versione del principio di delega appare suscettibile di ridurre i possibili risparmi attesi, rendendo più difficoltoso il raggiungimento della compensazione degli effetti finanziari dei principi aventi natura onerosa, implicando pertanto la necessità di reperire maggiori risorse finanziarie, con appositi provvedimenti legislativi, contestualmente o precedentemente l’emanazione dei decreti delegati recanti le misure onerose, ai sensi del meccanismo di copertura delineato dall’articolo 1, comma 12.

Il medesimo comma, lettera a), numero 7) è stato poi modificato nel senso di prevedere anche meccanismi standardizzati a livello nazionale di concessione dei trattamenti inerenti la cassa integrazione e i contratti di solidarietà.

Al riguardo, si evidenzia che tale previsione potrebbe comportare un aumento delle risorse necessarie, atteso che attualmente le stesse sono erogate sulla base di margini di discrezionalità garantiti alle PP.AA., che consentono di calibrare gli impegni entro i limiti delle risorse complessivamente stanziate. Il punto appare di particolare rilievo, anche considerando che non vi sono indicazioni circa i criteri richiesti perché operino i meccanismi standardizzati di concessione.

Il comma 7 è stato modificato introducendo un nuovo criterio di delega (lettera d)), con il quale si mira a rafforzare gli strumenti per favorire l’alternanza tra scuola e lavoro.

Al riguardo, si osserva che tale rafforzamento potrebbe implicare la necessità di utilizzare maggiori risorse umane, strumentali o finanziarie rispetto a quelle disponibili a legislazione vigente.

Il comma 8 è stato modificato prevedendo che l’ambito della tutela della maternità e della conciliazione dei tempi di vita e lavoro sia riferito non più al sostegno della genitorialità ma delle cure parentali.

Inoltre è stato inserito nel comma 9 un ulteriore criterio di delega (lettera h)), ai sensi del quale viene prevista l’istituzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere.

Al riguardo, si rileva che la prima modifica sembra implicare un’estensione dell’ambito di applicazione degli strumenti – anche reddituali – di sostegno, con conseguenti possibili effetti finanziari.

Si osserva poi che il criterio di delega di cui alla lettera h) sembra prospettare un ampliamento degli interventi di tutela, con ulteriori riflessi sui saldi, sia pur verosimilmente contenuti.

Il comma 13 è stato integrato prevedendo che il monitoraggio permanente degli effetti degli interventi di attuazione della presente legge, anche ai fini dell’adozione di eventuali decreti integrativi e correttivi, è assicurato dal sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge n. 92 del 2012(1) , che vi provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Al riguardo, nulla da osservare, atteso che si tratta di compiti fondamentalmente affini a quelli già svolti dal sistema e che pertanto l’aggravio posto a carico del sistema stesso appare sostenibile a valere sulle risorse disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


1) Il sistema è istituito presso il Ministero del lavoro ed è basato su dati forniti dall’ISTAT e da altri soggetti del Sistema statistico nazionale.

 

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