Tutte le tendenze della sinistra: c’è la sinistra di Matteo Renzi e c’è ….

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Se a Pierluigi Bersani facevano l’esame del sangue ogni mattina per controllare il grado di “montismo”, a Cuperlo tocca l’analisi per controllare i valori Pd. E “sono ottimi” – dice – intervendo a Milano alla convention di Sinistra Dem – il campo aperto.

Esattamente come per Bersani, il quale ha ribadito con forza, nella sua ultima intervista a Rai News, la contrarietà su alcuni passaggi come il Jobs Act e la Legge di Stabilità ma l’assoluta intenzione a stare con tutti e due i piedi nel Pd.

“Non c’era bisogno di rimettere in mezzo l’art. 18” – dice l’ex Segretario Pd, tra i protagonisti della riforma Fornero. E per quanto riguarda la  Legge Sabatini (il collegato disposto con la Legge di Stabilità), Bersani ha mostrato di gradire molto di più la versione precedente.

Ma la lotta è nel Pd, “il primo partito del paese”

Nel video  la sua dichiarazione del 26 febbraio 2013, all’indomani del risultato delle politiche (cliccare per aprire il link)

 

Più nel merito geolocal l’analisi di Piero Fassino (cliccare per il link)

Invece per Stefano Fassina la situazione non è così rosea :

“Questo Pd mi preoccupa perché è sempre più in linea con gli interessi più forti e meno vicino agli interessi e alle domande delle persone che cercano lavoro e che sono precarie”.

Lo ha detto al Gr1, replicando alle parole del premier e segretario Pd Renzi.

E sul Jobs Act:

“La soluzione trovata non è soddisfacente. L’innovazione guidata da Renzi è regressiva. Il cambiamento è necessario ma deve essere progressivo “.

Il Podcast dell’intervista di Paola Cervelli  a Stefano Fassina (cliccare per aprire il link)

Continua ad essere divisa la sinistra dem-riformista, ma comunque unita sulle responsabilità di sostegno al governo. Su questo punto almeno concordano Bersani e Cuperlo. Gli incerti restano Civati e Fassina.

Quel Fassina un tempo a capo dei “Giovani Turchi” che vantava tra le sue file niente popò di meno che Matteo Orfini, quel Matteo Orfini oggi nell’esecutivo della Direzionale Nazionale Pd e suo principale motore.

Per quanto riguarda Civati, ci spiace, ma le analisi non sono pervenute

 

 

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