Bersani: “Non è questione solo di riforme”

 

 

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Lancia subito l’affondo ed entra nel merito, Pierluigi Bersani alla convention di Area Riformista organizzata a Milano dal Ministro per le Politiche Agricole e  Forestali, Maurizio Martina.

Titolo della convention  “La sinistra di governo”, valori, idee, impegni per l’Italia. Ed è singolare che da una carica di governo venga lo spunto per raccogliere le forze e le idee della sinistra, ultimamente “non in ottimissimi rapporti” con il governo Renzi. Si pone ad autorevole guida dell’area “dissidente” della minoranza Pd da quella di Milano, il Ministro Mipaaf, organizzando l’area riformista lombarda, sotto un cielo plumbeo.

Dunque, l’ex Segretario Pd, Bersani, coglie lo spunto e lancia l’affondo:

Mi si chiede come mai il Parlamento non è  disponibile alle riforme. Ma questa è un’assurdità. Io cambierei la domanda perché semmai io non ho mai visto un Parlamento così disponibile. La domanda da porsi è un’altra: è solo questione di riforme? e queste riforme bastano? questa è un’onesta domanda. Per me bisogna passare dalla fase 1 alla fase 2, ora, perché c’è gente che dice che non è abbastanza, non si va abbastanza a fondo e non è solo questione di riforme.

E poi ha continuato apprezzando la sottolineature che Papa Francesco fa sulle zone periferiche del paese

Nelle zone fragili periferiche del sistema, come dice con una bellissima espressione Papa Francesco,  dove ci sono fragilità culturali, territoriali, sociali, ecc.., c’è un nervosismo micidiale lì, ci sono problemi, che una politica ridotta a comunicazione, non riesce a mediare non riesce a  dargli voce, e io temo che anche l’antipolitica non riesca a dargli voce.

C’è una questione ambientale, quindi – ha proseguito Bersani – ambientale in tutti i sensi, e  senza una politica che vada a mediare, un certo giorno ci troviamo nei guai. Non è solo questione di riforme e massacrare i soggetti della mediazione non va bene, anzi  andrebbero messi in campo

 

Il punto 2 :

Abbiamo bisogno di intenderci su qual è il problema – ha poi proseguito nella Sala in religioso silenzio, allestita per l’occasione  nel  Palazzo Lombardia, al centro di Milano –  Non è solo un fatto economico, non è certo possibile un paese che perde mezzo punto di pil all’anno, troviamo un punto dove possiamo discutere, c’è un problema di rapporto di struttura capitale, e non basta dire ‘forza un po’ di speranza e di fiducia, soffiamo tutti che s’alza il vento’. No!  si sta stringendo la base produttiva, ci vogliono risorse e strumenti

E Dove prendiamo le risorse? – ha proseguito Bersani – Quì viene fuori che le risorse le prendiamo dalla spending review… E’ stato un fallimento!  Io chiedo la spending review deve tagliare la spesa o riqualificarla?

E qui Pierluigi ha colto un grossissimo applauso

La spending review è diventato il luogo delle demagogie – ha proseguito – Non è gran spending review se licenzio i dipendenti per risparmiare

Sui tagli :

Chi ha razionaslizzato non sarà obbligato a tagliare chi non ha razionalizzato dovrà tagliare facendo levitare i costi della famosa siringa Per risparmiare sulla farmaceutica ci vuole tutto un capitolato di rinnovamenti. Ad esempio per eradicare l’epatite è stato studiato che ci vogliono 37 mld euro,  costosissimo! Eppure la spesa nostra non è superiroe a quelle Europea, allora bisogna andare a fondo, il nostro tesoretto è la questione fiscale: alta pressione fiscale e bassa fedeltà, sono vasi comunicasti, poi l’IRPEF è una giungla, e  la patrimoniale …  (così definisce Bersani le tasse sui beni immobili n.d.a.)

Bisogna riorganizzare ma sul serio, dopo di chè al via le politiche industriali e partecipazioni pubbliche sulle filiere industriali, investiminti sui quali sfonderei a livello europeo.

Ancora ha parlato dei cavalli di battaglia su cui punta molto, Bersani: legge Sabatini, ristrutturazioni casa – “lì siamo capaci” –  un fondo garanzia per investimetni robusti, trovare fondi per le ricerche, ordini professionali no ma sì alle iscrizioni sindacali. ..

” Una sinistra di governo in questo paese qui ha il dovere di essere anche liberale”

Ha poi rinnovato il suo gradimento sui cambiamenti del  Jobs Act ma ha ribadito ancora che è un assurdo rimettere in mezzo l’art. 18 dopo 2 anni

Una sinistra di governo che avvantaggia l’estero per le proprie aziende

Bersani ha poi concluso il suo intervento con una frase che veramente si potrebbe definire la sintesi di tutti questi ultimi 5 anni di politica e cattive scelte :

“Guardate – ha detto – con il patto del nazzareno la borsa ha perso il 2,9% e contemporaneamente Mediaset ha guadagnoto il 6% ”

E’ un trasversalismo un po’ paludoso che lascia ai margini quellli un po’ impotenti, non può passare questa idea nel sistema.

Però ha ragione Pizzetti : 3 mesi fa se uno sollevava obiezione veniva tacitato, oggi parliamo di soglie che sono un toccasana ma il punto “nominati” è un paletto insuperabile

 

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