Renzi in Direzione Nazionale Pd “Andremo avanti. Provocatore chi dissente”. Fassina: “I Jobs Act sono una delega in bianco. Non facciamoci caricature”

Renzi direzione nazionale 12 novembre

Una soglia molto alta non è una garanzia di governabilità

Il Premier Renzi in apertura della Direzione Nazionale Pd spiega l’accordo sull’Italicum. Soglia media.

“Un modello che consenta la rappresentanza. In Austria è di media coalizione, in Inghilterra di grande coalizione. Il modello spagnolo non dà la garanzia della governabilità”.

Insomma modello tedesco con premio di maggioranza al 40% e innalzamento della soglia minima, ma su questo punto i contrasti rimangono. Renzi pensa di risolverli martedì quando comincerà in Aula del Senato la discussione del testo  La si chiude così.

L’accordo comporta la volontà di alzare al 40% la soglia per il premio di maggioranza e di introdurre “le preferenze dopo i capilista bloccati in 100 collegi”. Quanto alle “differenze sulla soglia minima e sul premio alla lista invece che alla coalizione” pare non impedirà l’ok “al Senato” entro dicembre.

Marketing di legge elettorale. Il premier, per la validità dell’Italicum,  fa affidamento su un passaggio in meno : quello del Senato. Quindi è prevista anche la chiusura definitiva sulla riforma del Senato. E così l’Italicum, almeno al Nazzareno, si presenta come l’unica soluzione possibile, nello scenario politico che si disegna.

Il premier promette una calendarizzazione entro il 10 dicembre per poi proseguire entro il 31 gennaio.

Sui Jobs Act sembra che il problema sia di mera  “tecnicalità” parlamentare, ma “c’è lo spazio di chiudere rapidamente” con gli ultimi dubbi “sciolti” in sede parlamentare.

“Chi aizza rischia di passare come provocatore”

Il messaggio è soprattutto per la minoranza Pd e per i “civatiani”, questi ultimi non presenti alla direzione.

Alle proteste di Fassina, intervenuto poco dopo, il “moderatore” Orfini – “ex giovani turchi” – ha cercato di calmare gli animi parlando di un mero “qui pro quo” mministrativo nella procedura delle convocazioni

Intenzionato ad andare avanti anche da solo : il premier Renzi ha poi concluso :

“I prossimi tre mesi saranno decisivi” – ha detto Renzi ,

che ha colto anche le perplessità di un  gruppo piddini   dell’Umbria sulla legge elettorale , già insoddisfatti dalle difficoltà tra gli scritti ormai quasi dimezzati.

Fioroni, il primo a prendere la parola dopo Renzi, ha fatto appello a intese condivise, puntando il dito contro lo stravolgimento dell’esistente. Accusando un “braccio di ferro” che serve solo a mettere l’uno contro l’altro, per “rivalsa”

Fioroni

Non la manda giù Stefano Fassina. “Evitiamo di fare caricature, non ci fanno bene”

“Non vorrei elaborare su questo punto (minoranza come provocatore n.d.r.) ma vorrei fare il rilievo sui tempi congrui per arrivare a concludere i programmi”.

“Un secondo punto è la delega sul lavoro: io credo che sia un problema politico ma anche di serietà professionale, perché trattasi di delega in bianco, difronte a lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro. Io credo che fare una forzatura di questo tipo e ridurla alla tecnicalità parlamentare è riduttivo, sono norme che andrebbero prese seriamente in considerazione per la serietà dell’argomento”.

Sulla legge elettorale:

“Mi sembra che i passi siano stati fatti avanti. I capilista, mi pare evidente, è  il punto fondamentale, avremo una camera caratterizzata da soli nominati e non piena autonomia”

Fassina

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...