L’aria che tira – Lo scontro che rischia il governo

 

LILLI GRUBER

Bersani cosa pensa della carica della polizia alla manifestazione di oggi a Roma. I deputati di Sel hanno chiesto le dimissioni del Ministro dell’Interno; Renzi ha parlato con il segretario Fiom Landini che a sua volta  ha parlato con Alfano. Lei pensa che Alfano deve dimettersi?

PIER LUIGI BERSANI

Alfano prima cosa deve venire in Parlamento a rispondere. E’ un fatto molto grave quello delle Acciaierie di Terni e quindi bisogna capire bene cosa è successo, se ci sono delle responsabilità su un fatto del genere, perchè operai che cercano lavoro non possono essere bastonati per motivi che quì non si riesce ancora a capire.. Dopo di che io sono un piuttosto preoccupato per l’aria che tira, bisogna che tutti quanti ci si dia un attimo di tregua. Bisogna che ciascuno faccia la sua parte, e son sicuro che la CGIL, i sindacati, fanno la loro parte. C’è una parte che tocca anche a noi. Noi dico Pd, Governo eccetera. E lo dicvo a Renzi, a tutti quelli che fan gli applausi a Renzi. Quel popolo lì, quello lì che è andato in Piazza, che ha fatto la filata, certo non è tutto il nostro popolo, no, perchè un partito deve far la sintesi, governa! deve far la sintesi! Però c’è anche quel popolo lì!  nel nostro popolo e anzi basicamente c’è quel popolo lì. Quindi bisogna misurar le parole, avere atteggiamenti di comprensione e di amicizia. Non si possono accendere micce e farsi un nemico al giorno, perchè la situazione è seria e un partito di governo deve prenderla seriamente. Dico che ci sono stati degli errori piuttosto seri

LILLI GRUBER

Qual è l’errore più grave di questi giorni

PIER LUIGI BERSANI

Ma per esempio considerare un ferro vecchio il sindacato. Anche dire “non trattiamo, non trattiamo” In tutti i paesi europei esiste il fatto che un governo mette a disposizione del dialogo sociale un po’ della sua iniziativa parlamentare e non può essere che si parli solo con i concessionari di autostrade, con qualche ordine  professionale o con altro . Intendiamoci su questo, raffrediamo la testa, facciamo una tregua perchè la situazione, dal punto di vista economico-sociale è piuttosto grave. (..) La Camusso ha detto una cosa importante e giusta: il sindacato ha il pieno diritto di chiedere una trattativa con il governo, così come avviene per altre formazioni. Per esempio sono convinto che con igli industriali  farmaceutici un po’ di incontri li hanno fatti (…)

Parole sacrosante quelle di ieri sera, che da più parti si levavano. E anche da parte di Bersani, ospite di Lilli Gruber a Ottoemezzo su La7.

Pierluigi Bersani non ne ha mai fatto questione ideologica, lui “moderatamente bersaniano”, non è mai stato di parte, di una sola parte, ma si è sempre sforzato di essere “superpartes”. Infatti c’è chi lo vedrebbe bene Presidente della Repubblica. E forse non ha tutti i torti.

Il tentativo di Renzi di assumere le redini di un governo nato male è meritorio. La sua ansia di cambiamento lo è altrettanto. Infatti il punto più luminoso della sua carriera di governo è il disegno di riforma della Pubblica Amministrazione. In molti hanno tirato un sospiro di sollievo. Tanti problemi in modo chiaro e lucido sono stati messi sul tappeto. Cosa prima quasi impensabile. Ma da quì a dire che il cambiamento debba essere radicale, che più radicale non si può, potrebbe far venire i brividi allo stesso Pannella. Il buon Marco non immaginerebbe mai di azzerare i sindacati, di sorvolare sulle problematiche dei lavoratori, di tagliare sulle destinazioni ai Comuni, di favorire i licenziamenti senza giusta causa, di manganellare sui dimostranti, di chiudersi all’ascolto delle classi più disagiate.

Un’immagine così di governo non potrebbe essere accettata nemmeno in Germania, o in Russia, i cui aerei sorvolano i nostri cieli.

Perchè nessuno chiede al governo di rispondere in Parlamento anche su questo?

Così le parole di Bersani ritornano sacrosante a dare la dimensione sociale di un problema che si fa incandescente ogni giorno che passa: non si può aprire alla classe imprenditoriale chiudendo tutte le porte al popolo. Il punto focale è questo.

Questione di mentalità mi si puo’ dire. Ma che mentalità è quella che consente ad un Ministro o ex Ministro di favorire pagamenti ai propri studi privati (leggi 2 miliardi e passa di soldi statali versati a favore dello studio associato di Tremonti) o che consente alla più grande ed importante manifestazione internazionale come l’Expo di Milano di macchiarsi di notizie di arresti per corruzione prima ancora di prendere l’avvio, o che si rende evidente in responsabilità nei fatti del Mose di Venezia … e via discorrendo per poi manganellare lavoratori o disoccupati in libera – forse chiassosa  ma pur sempre legittima e nei raghi  – manifestazione   contro un governo che li vuole sempre più precari ed affamati ?

dunque che mentalità è questa? Mi chiedo.

E se lo chiede anche Bersani “Dietro queste paratie c’è della povera gente ! E noi se siamo un partito di centrosinistra democratico, noi, non possiamo scordarci della povera gente”

bersani

INGLOBATO

“Non c’è ragione di pensare ad una alternativa a Renzi, ha un consenso enorma, ha alle spalle un partito che s’è minimamente coltivato, è una forza grande, ha della gente leale (leggi Bersani!n.d.a.) perchè su di me può star tranquillo proprio, deve stare porpio sereno, nel senso che io mi sto molto preoccupando del fatto che vedo, che sento che si può inclinare qualcosa”

Le critiche di Bersani vanno in questo senso. Sono suggerimenti detti con la forza della ragione che cerca di far comprendere all’interlocutore che il tiro è da aggiustare

Massimo Franco ha messo poi il dito nella piaga: “Quello che si vede è che resterete insieme ma litigando sempre di più”

BERSANI : “Io ho visto una grande manifestazione alla Leopolda ma senza un simbolo del Pd, e chiedete a me della scissione o allontanamento dal partito” 

Ma chi sia Bersani lo ha chiarito bene Pagliaro nel suo Il Punto (vedi il link sotto)

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