Bersani : I provvedimenti deterrenti per la fedeltà fiscale non agevolano lo sviluppo economico del paese”

berlusconi e bersani (2)

E’ stata rimandata ad altra seduta la discussione del disegno di legge sull’antiriciclaggio e rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero, che ha cominciato il suo iter parlamentare venerdì scorso (10/10/14) in aula a Montecitorio Secondo stime ammontano a 220 mld di euro i capitali italiani detenuti all’estero, in maggior parte in Svizzera, con questi 220 mld si potrebbe risanare l’intera città di Genova alluvionata ed oltre. – Sanga il relatore del dl alla Camera ha sostenuto che il provvedimento mira a  raccogliere il meglio delle pratiche internazionali in fatto di emersione dei capitali illeciti non affidandosi all’anonimato, né alla reintegra a forfait ,  e che quindi non è riconducibile alle norme precedenti. Infatti il suo nome tecnico è voluntary disclosure, “dichiarazione/collaborazione volontaria”. Ma l’opposizione lamenta un condono mascherato e il governo, per voce del relatore,  replica “nessun condono ma ultima occasione per mettersi in regola”. In pratica  chi entro il 30 settembre 2015 dichiarerà di possedere capitali all’estero non denunciati per le attività fino al 30 settembre di quest’anno,  potrà usufruire di “sconti” sulle sanzioni previste per l’evasione fiscale ed eviterà di incorrere nelle maglie del nuovo reato di autoriciclaggio introdotto dal provvedimento stesso.  Si tratta, invece, di una ulteriore depenalizzazione, rispetto alla precedente, già tanto blanda in fatto di sanzioni. Lo stesso relatore, proprio venerdì scorso, nell’Aula di Montecitorio, ha ammesso che le sanzioni si fanno più leggere. La filosofia che in base a tale discorso di sanzionamento leggere per incentivare l’autodenuncia dei capitali “nascosti”, funziona fino ad un certo punto, perché la norma colpisce solo una minimissima parte di soggetti dediti al reato in questione, e ne tralascia tutti gli altri. Insomma ne interessa pochi e di quei pochi ne prende una parte veramente esigua, in caso di autodenuncia.  Sembra proprio un altro decreto inutile che affolla l’Aula di Montecitorio. Pochi numeri per esemplificare: le sanzioni colpirebbero l’1,5%  dei capitali non dichiarati ed il 3% se si includono anche i capitali detenuti nei paradisi fiscali perché si rivolge a chi occulta o investe somme, gioielli, possedimenti che rischiano, secondo la gravità dell’illecito commesso, da uno a 8 anni di carcere, non punibile, invece, chi utilizza il “nero” per acquisti personali. Basta intestare a nome personale il capitale, rendendo inutile la rintracciabilità. Il monitoraggio avviene solo attraverso il quadro RW di Unico – la dichiarazione volontaria – e andranno dichiarati i capitali detenuti all’estero –  in base  alla norma europea 97/13 ed alla circolare 38/E dell’Agenzia delle Entrate – che però non sarà obbligatoria per tutti. Sono esclusi società ed enti pubblici , persone private che lavorano all’estero per conto dell’Italia, grandi organizzazioni di finanza e società di pensioni integrative ecc… Nonostante il l’entusiasmo del relatore mi associo alle perplessità dell’opposizione.

Un centro di gravità permanente, scriveva Levante nel 1995, sulla falsa riga del grande Battiato. La politica ci sta estraniando anche dai punti d’equilibrio e riferimento che con gran fatica eravamo riusciti a crearci. E così la polemica diventa trasversale: il reato è troppo blando, accusano i 5Stelle e Sel. “Le soglie di penale sono troppo basse” – dice Paglia di Sel“non colpirebbero nessuno”. Contraria, per il motivo opposto, FI. “Se un’impresa non paga l’iva e utilizza i soldi evasi per pagare i dipendenti rischia di essere punita due  volte”. – lamentano dal partito. “Nessun rischio” – controribatte il Pd. “Il provvedimento è assolutamente equilibrato perché da un lato punta a combattere la grande criminalità organizzata” – dice il relatore Sanga – “e dall’altro cerca di non interferire nell’attività ordinaria d’impresa. L’auspicio – ha concluso Sanga – è che il provvedimento abbia il via libera entro la prossima settimana”

Intanto Bersani continua a sostenere :  “Ho sempre pensato che per combattere l’evasione fiscale e far ripartire l’economia deve esserci una tassazione sulla casa oltre certe soglie limite e al contrario delle esenzioni, via via gradualmente al di sotto di quelle soglie. E deve esserci un’imposta sui grandi patrimoni personali che risiedono qui in Italia, mentre per favorire il rientro dei capitali dall’estero, quelli leciti ma illegittimamente trasferiti su conti esteri, bisognerebbe favorire l’investimento in Italia agevolando il meccanismo dello sviluppo e reinvestimento industriale, favorendo il Made in Italy e obbligando gli Enti Pubblici e Privati al mantenimento del capitale italiano. Quindi bisognerebbe abbandonare i tagli lineari e creare meccanismi per favorire la spesa pubblica, soprattutto agevolandola nel grande comparto dell’acquisto in beni e servizi, rendere trasparente e snella la Pubblica Amministrazione e orientare il paese alla legalità. Perché per incrementare la fedeltà fiscale non bastano tecniche deterrenti  che non agevolano neanche lo sviluppo industriale”.

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