Bersani: Tengo al Pd e di scissione non se ne parla proprio, chiedo mediazione

 

 

bersani sky


” Nessuna scissione, come dice Civati. Intanto partiamo dall’Emilia Romagna, Regione dei record, in segreto è stato ed è imprenditori in gamba, lavoratori in piedi con la loro dignità e governanti che conoscono le cose e parlano di cose che conoscono. Questa sarebbe anche una ricetta per il paese, grosso modo”.
Lo ha dichiarato questa mattina Pier Luigi Bersani parlando ai microfoni di SkyTg, intervistato mentre si recava al seggio per votare per le primarie Pd emiliane.
Quindi l’ex Segretario Pd ha sottolineato che la mediazione ed il dialogo sono fondamentali, soprattutto in questa fase così difficile non solo per l’Italia ma per l’Europa intera.

“Io lamento che sul tema delle regole del lavoro non si stia nel merito” – ha proseguito l’on. Bersani – “sento delle cose strane: “scissioni”, “Renzi si-Renzi no”, “cosa vuole Bersani” … io vedo il rischio di aumentare la frammentazione delle regole sul mercato del lavoro, non di ridurla. Io pongo questo problema”

Bersani non vuole alzare bandierine “ma se gli altri lo fanno, francamente non so cosa farci” – ha poi aggiunto.

In pratica sembra che la battaglia sia tutta da giocare, ed è quello su cui punta anche Massimo D’Alema, a capo di una vera e propria rivolta conto il premier.
Lo scontro si preannuncia all’ultimo sangue nella Direzione Pd prevista per domani
Sul piede di guerra: Cuperlo, Civati, D’Alema, Bersani, Fassina, Ofini, D’Attorre, .. ognuno con i propri distinguo, ma tutti provenienti da quella così detta “minoranza di sisnistra” che comincia a far pesare il suo 25%.

Tutti contro il “prendere o lasciare” sottolineato dalle colonne di Repubblica di questa mattina dal Premier Renzi.

“C’è anche il Parlamento, a quel punto” – ha sottolineato Bersani – “faremo battaglia con gli emendamenti, si discuterà di quello” – ha aggiunto.

“Bisognerà aggiustare le regole in modo sensato, ecco, stiamo camminando su questa strada stretta. – ha detto poi Bersani – ” E ha ragione D’Alema, – ha continuato il leader di area riformista – c’è uno slittamento a destra nel merito dei problemi. Stiamo facendo dell’ideologia, non stiamo affrontando il problema della produttività perchè ce l’hanno anche i tedeschi l’art.18. Il punto, invece è se Renzi ha visto bene questo problema: c’è un art.18 mantenuto per chi ce l’ha già e un art.18 non applicato per chi entra nel mondo del lavoro, dopo di chè, chi ha un lavoro non si muoverà più dal proprio posto perché per muoversi dovrà fare un altro contratto che non prevederà più l’art.18. Io non so se Renzi si è reso conto di questa cosa qua”

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