In punta di fioretto. Renzi : il nostro modello è la Germania

COMITATO NAPOLETANO BERSANI

RASSEGNA STAMPA

 

lunedì 11 agosto 2014

 

Renzi ft

 

Intervista al Financial Times

Matteo Renzi: una stoccata per la burocrazia in Italia

di Rachel Sanderson e Giulia Segreti di Roma

Matteo Renzi, 39 anni, primo ministro d’Italia, brandisce la sua spada all’inizio dell’intervista con il Financial Times. “E ‘un dono, spiega, da campionato del mondo, come dirigere una squadra di  scherma italiana alla vittoria”. Il fiore italiano della comunicazione politica invia anche un messaggio chiaro.

Al termine di una settimana in cui l’Italia è tornata in recessione ed il presidente della BCE Draghi tuonava sulla necessità di implementare maggiori riforme strutturali ,  l’ex sindaco di Firenze non si è fatto trovare impreparato, ha agguantato la sua spada ed ha cominciato la battaglia

“Il tempo mostrerà chi ha ragione”, dice, seduto alla sua scrivania a Palazzo Chigi dopo aver trascorso alcuni minuti di compensazione tra l’iPad, l’iPhone, penne, matite, una spillatrice e carte piene di grafici.

 “Ho intenzione di lasciare questo paese  a chi viene dopo di me in buon ordine. Il tempo mostrerà se questa è arroganza  coraggio. Da parte mia, non ho intenzione di muovermi di un pollice, andrò avanti “.

Matteo Renzi è salito al potere nel febbraio 2014 promettendo riforme radicali per svegliare l’economia in Italia, da un decennio in crescita nominale zero. Nel mese di maggio, il suo partito Democratico ha avuto un inedito 40 per cento dal voto degli italiani per le elezioni europee.

 “Non credo che ci sia un altro leader in Europa, chi può dire di avere il maggior numero di voti come il partito democratico in Italia, nessuno, neanche Angela Merkel,  che difende le sue strategie riformatrici, mentre l’economia italiana appassisce” – egli dice.

Infatti i dati della scorsa settimana mostrano una economia italiana immersa in piena recessione nel secondo trimestre 2014 e  per la terza volta dal 2008.

Ma Renzi è convito che l’Italia mantiene e che vedrà segnali di miglioramento dell’economia già dal 2015. Ha battuto di gran lunga i “gufi” che gli suggerivano di non concentrarsi su una revisione del Senato, dove, invece la scorsa settimana è passata  la prima approvazione per una revisione fondamentale del sistema bicamerale italiano, il primo passo delle riforme strutturali per modificare lavoro ed economia sclerotici Italia.

In risposta al suggerimento di Draghi che i paesi con basso tasso di crescita, o pari a zero come l’Italia, dovrebbero seguire l’esempio di paesi che hanno intrapreso riforme strutturali difficili, come la Spagna, risponde, seccamente: “Il nostro modello non è la Spagna, ma la Germania”.

Renzi riflette sulla sua ambizione di modernizzare un paese lacerato da interessi di parte dove l’ultimo cambiamento è accaduto 20 anni fa o più.

“Sono al telefono con il Senato, con le autorità fiscali, con la magistratura e sto chiedendo di andare più veloce [con le riforme] e mi stanno rispondendo che ” nessuno in Italia è mai andato così veloce “.

“Poi vado dagli investitori stranieri e invece loro mi chiedono di andare ancora più veloce “,  sottolinea Renzi.

“Sono stato primo ministro per cinque mesi. In questi cinque mesi abbiamo fatto una riforma costituzionale che nessuno ha fatto in 70 anni. Ma quello che abbiamo fatto non è sufficiente, dobbiamo fare di più. “

Un decreto per riformare la giustizia civile che  in Italia è labirintica, con l’obiettivo di un taglio di due terzi del tempo necessario per la risoluzione delle cause civili,  sarà presentato il 29 agosto, dice. In un rottura con il passato, la squadra di  Renzi sta lavorando per la maggior parte del mese di agosto per alleggerire il carico di lavoro dell’autunno.

Renzi vuole anche rendere più facile pagare le tasse e ha avviato un pacchetto di tagli fiscali  di circa € 20 miliardi entro il 2018, con un valore di circa il 2% del PIL, a partire dalla misura di € 80 al mese nelle buste paga dei lavoratori a basso reddito pagato con i tagli alla spesa pubblica.

Egli nega che il debito in  Italia sia del 132% del PIL  con il paese a crescita zero, e un contesto di bassa inflazione che rischia di registrare  un effetto “palla di neve”, dove il paese inizia ad avere il problema di ripagare il suo interesse, ma ammette il programma di privatizzazione in Italia è atteso e  “credibile “.

Gli imprenditori italiani, in realtà disperati per la riforma, sono stati grandi sostenitori di  Renzi in precedenza, notando la sua energia e determinazione. Ma essi ora hanno espresso timori che egli sia  un micromanager che si basa troppo su pochi amici fidati, soprattutto quando ha bisogno di consulenti esperti da abbinare alla sua capacità politica.

La mascella di  Renzi si stringe – per l’unica volta nell’intervista – quando gli viene chiesto circa la qualità della sua squadra.

Poi Renzi nega sul litigio con Carlo Cottarelli riguardo la spending review ma sottolinea che intende prendere il controllo dei tagli alla spesa.

“E’ Renzi che sta per decidere dove si fanno i tagli. . . non un tecnocrate “, dice, riferendosi a se stesso in terza persona.

“Roma è una città piena di lobbisti. L’Italia è utilizzata dal capitalismo. Io non sono parte di quel sistema che ha distrutto questo Paese “, dice. “Sono solo con il 40 per cento degli italiani che hanno votato per me, con gli 11ml di italiani che hanno votato per il mio partito, e solo con questi e con la mia squadra. Sarà questo il vero cambiamento del paese.”

 

Dal Corriere della sera

GCorrieredellaSeraI

Intanto la dottoressa Orlandi che ha preso il posto di Befera a capo della Agenzia delle Entrate stamattina ha rilasciato una intervista al Corriere :

“Vogliamo impedire l’evasione non rincorrerla” – dice

«Basta con il Fisco repressivo»

Parla il capo dell’Agenzia delle Entrate: più semplice pagare le tasse, colpiremo le grandi frodi

Le tasse in Italia sono arrivate ad un tetto del 60-68% (vedi link. Segnalo in spalla Ernesto Galli della Loggia: Le elitè avvelenate )

e ancora : IL SOLE 24 ORE (link)  

Rischio evasione Italia: quali sono le regioni più a rischio (link)

 

 

 

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