RIFORME, SETTIMANA DECISIVA. Il PD al M5S : “rispondete alla nostra lettera, scriveteci le vostre proposte”

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Sarà il caldo estivo ma si apre una settimana di fuoco per le riforme. Il là lo dà un out out del Pd al M5S. Dopo l’apertura di Luigi Di Maio che sul Corriere della Sera aveva garantito 8 sì sui 10 punti elencati dal Pd per la riforma elettorale, i Democratici Pd hanno chiesto ai 5 Stelle di mettere nero su bianco le poprie intenzioni.

“Altrimenti c’è il rischio che l’incontro – previsto oggi alle 15 ma al momento ancora incerto – sia inutile”  hanno fatto sapere dalla Segreteria del Pd. Ma il partito di Renzi è alle prese anche con i dissidenti interni, che sarebbero pronti a cedere sul Senato, ma solo per cambiare l’Italicum.

Intanto impazza il battibecco su twitter tra le varie anime del Pd e tra questi ed il M5S.

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tweet

Certo è che il testo sulle riforme, uscito dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dovrebbe approdare nell’Aula della Camera dei Deputati, mercoledì per il voto e per Renzi è importante dare un segnale all’Europa. Per questo la vicesegretaria nazionale del Partito Democratico, Debora Serracchiani ha accompagnato la lettera ai pentastellati con una dichiarazione “Siamo pronti a incontrare il Movimento Cinque Stelle anche subito, ma serve una risposta pubblica alle nostre proposte”.

 

Riforme, Serracchiani: “Pronti all’incontro anche subito, ma prima le riposte del M5S”

 

Sulle riforme un altro nodo si è sollevato sul Dl per la  Pubblica Amministrazione. Il passaggio che sta creando allarme sembra essere quello sulla Centrale Unica per la Committenza. La Senatrice Pd, Magda Zanoni butta acqua sul fuoco: “Si sta valutando un emendamento al decreto sulla Pubblica Amministrazione per rinviare al 1 gennaio 2015 l’obbligo di entrata in vigore della Centrale Unica di Committenza per l’acquisto di beni e servizi e al 30 giugno 2015, per gli appalti di lavori”. Pare che gli amministratori locali accusino  il rischio di paralisi dei  lavori pubblici nei comuni non capoluogo. Ma l’Autorità sugli appalti sembra orientata verso la possibilità di riconoscere il codice identificativo della gara (Cig) nelle more del perfezionamento della norma. “La settimana prossima, in Conferenza Unificata è prevista una decisione definitiva. Occorre che il governo decida al più presto per evitare il blocco generalizzato degli appalti e la situazione di incertezza normativa per gli enti locali anche in merito – ha fatto sapere la senatrice democratica – alla soglia dei 40.000 euro”.

 

 

 

 

 

 

 

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