EMENDAMENTO PER UNA CORRETTA E MIGLIORE RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Pubblica-amministrazione-la-riforma-di-Renzi_h_partb

03/06/2014 21:51:01

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Premessa

Oggi sappiamo quanto i problemi che attanagliano la Pubblica Amministrazione finiscono con l’avere un peso ed una incidenza importante in ogni aspetto della vita quotidiana sociale. E ciò perché la Pubblica Amministrazione è quella istituzione che per eccellenza è preposta alla governance, ai pubblic affairs, alla gestione della res pubblica. Di conseguenza è importantissimo che essa sia trasparente, accessibile ed efficiente verso l’esterno ma per ottenere questi risultati è importantissimo vieppiù che essa sia sostenibile e vivibile all’interno. Questi risultati si ottengono con una maggiore attenzione alle competenze, alle abilità, alla preparazione, formazione e motivazione del personale. Una Pubblica Amministrazione di qualità richiede dipendenti di qualità e motivati, ognuno con una propria mission ben strutturata ed interiorizzata, aliena alla declassificazione e derubricazione dall’impianto organico del personale preposto, sia esso di ogni ordine, grado o livello.

La regolamentazione del personale pubblico è un annoso problema riguardante circa tre milioni di dipendenti. La funzionalità di questo grossissimo apparato non è cosa semplice. Ogni nicchia, ogni settore, subisce le influenze della contrattazione generale ma poi è soggetta al recepimento che della normativa fa la dirigenza propria: ciò vale sia per la sanità, la scuola, i trasporti – i servizi insomma – sia gli Enti locali (Regioni, Comuni, ecc…). Un mare di parcellizzazioni sindacali che disorienterebbe chiunque.

Al di là, quindi, del fatto che si evidenzia la necessità di rendere la normativa che regolamenta il settore pubblico più omogenea e di facile comprensione, è ancora più importante che all’interno di ogni settore vi sia una chiarezza d’intenti e di scopi tale da rendere facilmente raggiungibile l’obiettivo, che poi interessa alla società, ossia quello dell’efficienza ed efficacia dei servizi resi dalla Pubblica Amministrazione alla cittadinanza.

Luogo

Il settore che qui si vuole prendere in esame, in particolare, è quello degli Enti Locali, in particolare delle Regioni.

L’empasse che si trova a vivere il settore delle Regioni (come quasi tutti i settori pubblici) è spesso, e nella maggioranza dei casi, provocato da una eccessiva presenza di personale non ben destinato a scopi precisi, che il più delle volte, con il passar del tempo, diventa o obsoleto o funzionale solo al sistema dello spoil system e/o aggancio al “potere politico” di turno, senza nessun riconoscimento meritorio, né per la persona stessa, né per l’attività da svolgere, né per la qualità dell’azione su cui va ad incidere,  e contribuendo, anzi, al blocco interno delle nuove assunzioni o delle nuove forme organizzative da implementare.

Obiettivo

Si ipotizza, dunque, la necessità di organizzare meglio le piante organiche del personale degli Enti Pubblici.

Proposta

Una azione che potrebbe sembrare positiva, sarebbe quella di un più agevole scorrimento dei livelli.

Motivazione

La necessità di avviare concorsi per i passaggi di livello del personale già incardinato nella pubblica amministrazione oltre a generare un pericoloso gap economico e motivazionale del personale stesso, apre la via al facile intreccio con il  gestore dei concorsi, soprattutto con la dirigenza preposta, sia da parte del singolo dipendente, sia da parte del sindacato interno, a detrimento della preparazione e della professionalità, nonché qualificazione, dei dipendenti tutti e del buon andamento dell’Amministrazione in generale. Il dispendio economico e il danno sociale è evidente. Inoltre, fatto non marginale, si generano scompensi d’esperienza enormi con l’inserimento forzoso di nuove  leve non sempre preparatissime per l’avanzamento a danno di elementi maggiormente legittimati, tutto personale che nel corso degli anni ha speso tempo ed impegno, raggiungendo idealmente livelli soddisfacenti di preparazione,  per un’Amministrazione  che cinicamente non riconosce più, difronte al concorso, quella preparazione e quell’impegno.

Finalità

Al fine di evitare eventuali disagi derivanti da una possibile non equa, nonché dispendiosa, gestione del personale delle Pubbliche Amministrazioni – Enti locali, si richiede una diversa collocazione di carriera degli organici interni.

Modalità

Per ottenere maggiore preparazione, competenza, esperienza, trasparenza, efficienza della PA, in capo a personale d’esperienza, si richiede, e si propone, che il personale che soggiorna da almeno 10 anni nella posizione apicale del proprio livello, con nessuna altra possibilità di miglioramento economico e professionale, di scorrere automaticamente nel livello successivo senza, per questo, dover essere sottoposto a pratica concorsuale, che nella previsione, rimane organizzata, così come da accordi sindacali, lasciando, in tal modo la possibilità ai livelli inferiori di scorrere tra i livelli.  Tale possibilità sarebbe motivata dal non considerare il contratto del personale che scorre per anzianità, come contratto di nuova assunzione, ma come semplice modifica, di diritto, del contratto in capo a a persone che non possono essere considerate “nuovi assunti”, ma lavoratrici/tori decennali. Avremmo così maggiore snellezza nella gestione del personale, maggiori diritti riconosciuti e si eviterebbe anche il sovraffollamento delle pratiche concorsuali, tanto difficili da gestire. La PA risparmierebbe molto denaro pubblico nell’espletamento dei concorsi che, tra l’altro tardano sempre proprio per motivi economici,  e si otterrebbe una migliorata gestione del personale – più motivato e preparato sia per titoli conseguiti che per la pratica acquisita –   nonché di tutto l’andamento della Amministrazione.

Inoltre si otterrebbe la possibilità di arrivare a  reali nuove assunzioni, agevolando l’uscita del paese dalla crisi economica, e la possibilità di modificare, aggiornare e migliorare le forme organizzative della PA.

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