Gotor: Moro ravvisava i venti di un’Europa lontana dai popoli. A Montecitorio il convegno “De Gasperi e l’Europa”

Il tavolo del Convegno nella Sala di Montecitorio  Aldo Moro
Il tavolo del Convegno nella Sala di Montecitorio Aldo Moro

E mentre infervora la campagna elettorale sulle imminenti elezioni europee, a poche ore dall’evento che sarà trasmesso in tutta Europa (in Italia  in diretta su Rai News)  e che vedrà confrontarsi a Bruxelles i 5 candidati alla direzione del Parlamento Europeo, i quali, tra l’altro,  potranno rispondere anche alle domande dei cittadini europei che si connetterano sui social network e su tweeter usando l’hastag #TellEUROPE,  le istituzioni s’interrogano su l’Europa, la sua storia, come la vorremmo.

Il gruppo Pd di Montecitorio ha tenuto stamane, nella Saletta Aldo Moro, una tavola rotonda su “De Gasperi e l’Europa”. Perchè De Gasperi, di fede cristiano sociale, è uno dei fondatori dell’idea dell’Unione Europea. Un’idea che nel corso degli anni si è via via scostata dall’impostazione originaria, fino ad arrivare oggi a metterla in discussione.

Alla tavola rotonda hanno partecipato Roberto Speranza, Pier Luigi Castagnetti, Miguel Gotor, Flavia Piccoli Nardelli e  Paolo Pombeni. Ha moderato il dibattito Stefano Menichini, direttore di Europa.

“Siamo quì a ricordare Matteotti, Berlinguer e De Gasperi non per retorica” – ha detto Roberto Speranza, capogruppo a Montecitorio per il Pd – “ma per provare a mettere fino in fondo le radici in una storia di cui siamo parte” Ed ha proseguito : “abbiamo bisogno, con tante donne, giovani e cittadini di questo paese, di stabilire un contatto con la nostra storia. Penso che in un momento difficile come l’attuale – ha aggiunto – le personalità di cui parliamo rappresentano un’avanzamento nella costruzione della democrazia e sono punto di riferimento per i giovani. L’attualità di De Gasperi, per esempio, è proprio quella di tentare di dare una lezione su come si costruisce una democrazia. Purtroppo oggi si ha l’impressione che i palazzi e le istituzioni democrartiche vengano percepite non come punto di riferimento per risolvere problemi ma come parte del problema, per questo le riforme vanno viste come una partita che si gioca da dentro: non come semplice finalità riformista ma per ricostruire la connessione , la relazione con i cittadini”. Infine ha concluso “La grande questione europea va in questo senso. Il nostro non è un messaggio facile perchè va in difesa dell’Europa proprio quando va di moda andare contro l’Europa”.

A questo punto il moderatore Menichini ha lanciato un asset : “Sorprendente come i termini dello scontro attuale tra favorevoli e contrari all’Europa, ricalchi un po’ i termini dello scontro che si accese  già all’epoca di De Gasperi”

Miguel Gotor, saggista e Senatore PD
Miguel Gotor, saggista e Senatore PD

 

 

 

Miguel Gotor ha raccolto la palla per rimandarla nel campo “avversario” di  Castagnetti. Ha detto Gotor : “Oggi l’antieuropeismo è alimentato dalla crisi economica. Speranza sottolinea che è necessario riconnettere cittadini e istituzioni, ebbene questa è stata la sfida perenne degli italiani. Ad esempio la frase riconnettere cittadini e palazzo  la ritroviamo scritta in Guicciardini, dove la metafora del palazzo la intende cosi: “tra il palazzo e la piazza vi è una nicchia indefinita” Ecco, questa è una tendenza delle classi italiane che Gramsci sosteneva fossero suddivise  verso l’apoliticismo, quelle più popolari, e verso la consorteria, quelle dirigenti. Negli anni 70 ciò si è trasformato in antiparlamentarismo, per le classi popolari, ed in extraparlamentarismo, per classi di altra matrice. E’ una dialettica di sistema che ha poco di normale e deriva dai partiti e dalla loro tendenza alla corruzione. Moro sosteneva che il vero erede di De Gasperi era egli stesso, con il suo centrosinistra, diversamente da Fanfani che invece era visto un po’ come un piccolo De Gaulle”. Poi Gotor ha continuato : “De Gasperi scelse un governo di coalizione e di autonomia vaticana che Moro interpretò come un partito: innovatore e progressista – proprio così scrive Moro –  ispirato ai valori cristiano sociali e di solidarietà. Ciò avrebbe comportato una certa solitudine, perchè si era reso conto di vivere un partito che guardava a sinistra ma vagheggiava altro”

Pier Luigi Castagnetti, Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati
Pier Luigi Castagnetti, Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati

 

 

 

 

Più storica ed istituzionale la risposta di Castagnetti : “apprezzo la ricostruzione che sul memoriale di Moro e De Gasperi ha fatto Gotor. Io penso che però queste ricostruzioni debbano essere collocate nel perido storico di riferimento. Siamo subito dopo la guerra, le interpretazioni di Moro erano dettate dalle circostanze, infatti la rottura con Dossetti avviene proprio in quel perido. De Gasperi, pittosto è uno chef spirituel dell’Europa. Ed è importante perchè questo fa rivendicare all’Italia il ruolo di ideatore europeo, basti pensare al Manifesto di Ventotene, a Spinelli a Iaccini. De Gasperi aveva in mente un’operazione difficilissima per quel perido storico e dopo l’accordo di Yalta: collocare geograficamente l’Italia in un contesto internazionale ormai mutato (ed in avvio di “guerra fredda” n.d.a.). Diventava inevitabile questa rottura nella Dc. Tra l’altro lo scontro avveninva in Assemblea Costituente dove si discuteva soprattutto di politica estera. L’Italia fu costretta a giocare la carta delle scelte internazionali anche per riprendersi da una condizione economica ormai al tappeto e con questioni aperte come il Tirolo e Trieste. Spinelli, come De Gasperi e Moro, avevano l’idea che il nemico da combattere fosse il nazionalismo da sostituire con il mito del sovranazionalismo, per creare le condizioni della “coralità”. Al centro del pensiero era la Patria Europea”

Dopo l’intervento di Pier Luigi Castagnetti l’assemblea si è sciolta e Roberto Speranza è corso in Aula per la dichiarazione di voto sul decreto lavoro.

 

 

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