Expò 2015 – Non perdiamo l’occasione

expo milano

Expo contro le contraffazioni alimentari che costano allo Stato circa 60 milioni di euro all’anno. Promuovere l’agroalimentare italiano non è facile quando il mercato si fa saturo di prodotti low cost di dubbia provenienza. Difendere il Made in Italy diventa molto complicato se l’Europa non aiuta le tipicità e non sempre riconosce i marchi e le etichettature. La provenienza di un prodotto alimentare è importantissima: distingue il prodotto in base a caratteristiche organolettiche e minerali uniche e che legano quel prodotto al suo territorio di provenienza tipico e caratteristico. E’ il caso degli olii toscani o pugliesi, dei pomodori del mezzogiorno, del parmigiano reggiano, dei tartufi di Norcia, del prosciutto San Daniele, delle arance siciliane, della mozzarella campana, dei vini italiani ognuno caratteristico a seconda dell’esposizione e del terreno di coltivazione. L’ Europa non sempre attua le politiche necessarie nell’agroalimentare. Ad esempio sono lunghe le procedure per avere i riconoscimenti DOC, DOP, DGP ecc.. Solitamente, a livello internazionale non vi è la cultura della provenienza sia dei prodotti ittici che di quelli di terra. Il mercato internazionale da questo punto di vista è manchevole.  Infatti l’alimentazione italiana, per la posizione del territorio è la più sana, perché di origine contadina, di cultura millenaria stanziale, con una filosofia di vita  e di alimentazione che non ha eguali in nessuna parte del mondo. Le nostre tradizioni le abbiamo solo noi! Potrebbe sembrare una frase di Catalano (ricordate il comico di Quelli della notte?) o potrebbe sembrare una poco pratica tensione al nazionalismo. In realtà la frase ha un suo senso. Ogni territorio, soprattutto in tempi di globalizzazione, dovrebbe difendere e tenere distinte, nonché valutare, le proprie tipicità e filosofie di vita. Tutti i territori hanno prodotti tipici da tutelare, in questo le etichettature dovrebbero aiutare molto e i controlli dei Nacs sono sempre stati molto impegnati su questo fronte. Le contaminazioni, le abbreviazioni “culturali”,  sostengono le frodi che vanno a detrimento della salute del cittadino in generale. Questa mancanza di orgoglio per le proprie produzioni favorisce, vieppiù, i traffici illeciti  e l’inquinamento per motivi economici. A tutto questo bisognerebbe dare un “cambio di verso”, con il favore dell’Europa. A tutto questo sta pensando Expò 2015 che viaggia tra molte difficoltà verso l’inaugurazione del prossimo anno.

 

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