È sempre più Europa: la BCE potrà controllare i conti della Banca d’Italia

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È in calendario lunedì 5 maggio, presso l’Aula della Camera dei Deputati, la discussione definitiva del Dl, d’iniziativa del governo, che in sostanza ratifica le disposizioni dell’Unione Europea riguardo l’unione bancaria.

Di cosa si tratta? È la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2014, n. 25, recante misure urgenti per l’avvalimento dei soggetti terzi per l’esercizio dell’attività di vigilanza della Banca d’Italia. Un solo articolo per istituire il meccanismo di vigilanza unico europeo, che partirà nell’ottobre 2014. La vigilanza europea diventerà, così, legge italiana e ciò rappresenta uno dei passaggi previsti per la realizzazione dell’unione bancaria in Europa, volta a dare vita a un quadro finanziario integrato, per salvaguardare l’Europa e i Paesi membri dalle crisi bancarie e fallimenti degli istituti di credito.

La stabilità finanziaria è un fattore importantissimo per l’euro e ridurre al minimo i costi dei fallimenti bancari diventa per l’Europa fondamentale. Le componenti del Dl in approvazione riguardano il meccanismo di vigilanza unico e i nuovi quadri integrati di garanzia dei depositi e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi.

Detto in breve, la vigilanza bancaria si farà aiutare da squadre di project manager, terzi esterni, periti e quant’altro, trasformando nell’istituto d’appalto i termini del controllo (norma tra l’altro non prevista dai nostri codici per la vigilanza ma introdotta grazie alle disposizioni europee) per completare nei tempi previsti la comprehensive assessment sui maggiori gruppi bancari operanti in Italia. L’aiuto esterno costerà (si stima) tra 20 e 30 milioni di euro, tutti a carico della BCE (che probabilmente pensa di ricavarne in seguito i dovuti benefici. Ecco perché alcuni si sono preoccupati dell’avvalimento (parola che dà i brividi!).

L’avvalimento coinvolgerà circa 128 gruppi bancari, di cui 15 italiani, l’85% del complesso degli attivi bancari del vecchio Continente. Sembra sicuro le banche italiane usciranno bene da questi esami, e ciò potrà consentire di superare quel fenomeno di credit crunch che ha caratterizzato l’ultimo biennio. C’è da notare però che, dopo molti mesi di decremento, gli impieghi del sistema bancario, nello scorso mese di marzo, sono finalmente cresciuti: essi sono arrivati a 1.850 miliardi di euro circa, ovvero due miliardi in più rispetto a febbraio, ma il punto è che a marzo di due anni fa questi erano arrivati a 1.950 miliardi, ossia 100 miliardi in più di oggi. Il provvedimento in esame è ai sensi del regolamento (UE) n. 1024/2013 – di avvalersi di soggetti terzi per l’esercizio delle attività di vigilanza informativa e ispettiva sulle banche e sui gruppi bancari e ai sensi del regolamento (UE) n. 1022/2013, che allinea al nuovo assetto della vigilanza bancaria il regolamento istitutivo dell’Autorità bancaria europea (EBA).

Tuttavia mentre la Banca d’Italia in sostanza controllerà se stessa – molto semplicisticamente – la BCE ha definito nel regolamento di affidare la raccolta dei risultati e delle indagini di vigilanza al gruppo di consulenza gestionale internazionale Oliver Wyman, che fornirà pareri indipendenti sulla metodologia, nonché contribuirà all’impianto e alla realizzazione della valutazione sul piano esecutivo, ivi inclusa l’applicazione delle misure di assicurazione della qualità dei controlli.

 

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