L’impegno dei circoli

Interni della metro di Via Toledo a Napoli
Interni della metro di Via Toledo a Napoli

 

Come dipinge Antonio Bassolino nel suo “Le dolomiti di Napoli”, sembra che nella nostra bella ma tanto sofferta città tutto sia a portata di mano, salvo poi avere la sensazione che a mano a mano che ti avvicini a quel “a portata di mano”, ti assale la sensazione della lontananza inaspettata, un tratto da percorrere ancora e che s’ingigantisce via via, fino a diventare a volte, una montagna tutta da scalare, vette altissime o a volte addirittura una lontananza invalicabile. E ti viene in mente Totò che s’incontra al bar con l’amante, sono di spalle l’uno all’altra, si avvicina il cameriere; per non farsi scoprire che stava mandando baci all’amata, di spalle – la bellissima e amatissima Franca Faldini – Totò, si alza e comincia a chiamare un immaginario gattino con il tipico verso che si fa quando si chiamano i gattini di strada, un verso che somiglia molto allo schioccare di un bacio. Tutto immaginario. Un film.

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Eh, era qui – dice Totò, guardando il cameriere, che lo riguarda a sua volta, accettando anonimamente quella stranezza. Magari forse un gatto ci sarà pure stato da quelle parti. Nella dimensione reale o nella dimensione del film. Il mondo del possibile, al limite tra favola e realtà. E’ possibile, ma vai a farlo diventare reale! E’ una strana sensazione che prende tutti, dal primo cittadino della strada fino all’ultimo cittadino che magari occupa le stanze del potere. E’ un feedback di rimando, quasi automatico, che scatta ad ogni input di partecipazione legittima, di cittadinanza. No, non è un buco nero o un lato oscuro. E’ piuttosto un buco nella rete comunitaria, come una mancanza nella infrastruttura comunitaria cittadina. Tutto possibile ma manca la struttura. E così anche il dato reale sfugge. Si allontana. .. Ma come era qui, un attimo fa! Come la partecipazione. Si partecipa, la comunità c’è, ma poi fai diventare tutto questo reale. Realmente sentito.

totoeledonne10

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In fondo è anche il male del nostro secolo, la società liquida che si concretizza in una omologazione superficiale che poi sfugge. Sfugge ai cittadini, sfugge alla politica. Manca la struttura. A questo punto possiamo associare il significato di struttura al significante di cultura. Beninteso, non è che a Napoli siamo tutti ignoranti, no certo. Se non s’intende quella grande dote tipica della profonda cultura che sa che tutto quello che sa è nulla difronte alla sapienza divina. No, a Napoli la cultura, nel senso dotto o nozionistico del termine, è molto diffusa. Sin negli strati più “bassi” della società, impregnata di antica sapienza.

 

Non è questa la cultura che viene meno a Napoli. E’ la mancanza della cultura della socialità. E’ un venir meno dell’elemento unificante, un collasso sociale. L’abitudine a vivere di depressione. E’ un’atavica impostazione alla miseria storica. Un essere relegati per forza in uno schema che solo può darci la sicurezza di una identità sociale.

Napoli il Maschio

Per questo motivo furono salutati con grande enfasi e accettazione i circoli trasformati a questa finalità dal Pd. Una costruzione sociale al di là delle identità di superficie, non superficiale ma di superficie, di aspetto.

Ben altri e gloriosi circoli ha conosciuto il partito dei Ds, ex Pci, ma quella gloria può diventare seme per un futuro che non cambia il senso delle relazioni.  Affinché quella superficie diventi radice e possa fiorire la pianta della solidarietà, dell’opportunità, dell’apertura, della fiducia e della identità.

Nilde Iotti

Oggi sappiamo quanto siamo riusciti ad ottenere, con i circoli Pd. Poco. Ma è un poco che ancora sopravvive. E allora ecco che alcuni benefattori s’impegnano ancora ad innaffiare quel poco perché possa tornare ad alimentarsi dell’autenticità. Questo l’impegno dei circoli di oggi. Nella società trasformata che sa ormai chiedere ai propri responsabili ed amministratori la maturità, l’impegno, l’autenticità delle relazioni che fanno della politica il mondo del possibile.

logo pd arenella

Bella l’iniziativa quella in corso presso il Circolo Pd Arenella, che con tanto impegno Franco Tenuta tiene in vita spendendosi per mantenere viva la fiamma della partecipazione sin ai livelli primari della cittadinanza. Forum tematici per incontrarsi e parlare, di politica, di necessità, di comune sentire. Ritroveremo così il Micetto di Antonio Bassolino – quello di Le Dolomiti di Napoli -,  il micetto di Totò, i nostri sentimenti che ci sfuggono con prepotenza. Ma dobbiamo essere ben disposti, benevoli, alla ricerca del tempo perduto dentro di noi.

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