COS’E’ LA DESTRA, COS’E’ LA SINISTRA

NORBERTO BOBBIO

 

Nella sua prefazione al saggio di Norberto Bobbio Destra e Sinistra, l’attuale Capo del Governo, Matteo Renzi sottolinea abilmente e amabilmente che in fondo, alle soglie del tremila, non sembrerebbe più aver senso parlare di Destra e Sinistra nei termini “classici” dei significati, piuttosto sarebbe opportuno inquadrare i due sostantivi in termini moderni di “significanti”.

In sostanza la prefazione del nostro attuale leader è piena di sottile analisi filosofica molto ben argomentata e non priva di approfondite motivazioni linguistico-epistemologiche sull’inutilità di continuare a mantenere accesa una contesa politica che dura da secoli, millenni, forse, tra la destra e la sinistra e tutto il portato storico-politico di cui esse si fanno paladine.

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Il pensiero di Renzi, se non vado errata, si potrebbe sintentizzare in una analisi che interpreta la destra e la sinistra come ancelle innamorate di se stesse, del proprio “glorioso” passato, degli uomini che le hanno servite e condotte alla gloria, entrambe, e che sembrano oggi non avvedersi  dell’anacronistica battaglia che si ostinano a mantenere in vita, poichè per assunto tutto moderno, le ideologie hanno spostato il loro baricentro, seguendo l’evoluzione sociale e gli sviluppi della globalizzazione. Infatti l’asse del pensiero ideal-politico, oggi, si è spostato e  non è più la storia ad interpretare destra e sinistra e che “arbitro s’assise in mezzo a lor”, ma sono le nuove modalità di partecipazione sociale a fungere da filtro ideologico; le nuove tecnologie che avanzano e ci mostrano scenari dai contorni un po’ più sfumati; i social network che cambiano gli input e output del potere, della governance, del government; le strumentazioni mobili che svelano e disvelano, mobilizzando sia da un punto di vista ideale che da un punto di vista pratico, le comunità, intere comunità, non più rigidamente intese o precostituite.

Quindi destra e sinistra non hanno più senso se non in termini di lotta (o non lotta) alle diseguaglianze/uguaglianze.  Però a ben guardare qualcosa ancora non torna. Perchè c’è l’impressione generale che i politici, tutti, vadano, tutti [ancora], dalla stessa parte, ed i cittadini, tutti, da un’altra.

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E allora accanto all’analisi di Matteo Renzi per il saggio di Bobbio, si potrebbe fare quasi immediato riferimento a Galli : perchè parlare ancora di destra e di sinistra!

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Quelli fin qui enunciati, e mi scuso per gli altri pur autorevoli riferimenti non citati, sono contributi meravigliosi al dibattito in corso, idee innovatrici, ben accorte ed avvedute sulle trasformazioni sociali e tecnologiche.

Io stessa, appena una decina (forse una ventina ma non di più!) di anni fa non avrei mai immaginato di poter intervenire “im-mediata-mente” e “aperta-mente” in un dibattito di cui potevo conoscere nel dettaglio anche i dati di relazione e discussione esistenti, già avviati, e disponibili a tutti.

E ove ciò fosse stato possibile, una ventina d’anni fa, i dati erano in disponibilità di una minoranza, e quindi il mio scritto sarebbe stato compreso solo da una “minoranza” di famosi eletti.

Mi si dirà, dunque, la democrazia si afferma sempre più, siamo nella direzione giusta. Oggi il dibattito è aperto, tutti posso intervenire con la propria soggetivazione dell’oggettivo. Mille sfaccettature, un unico prisma.

 

sinistra-destra1-e1318285488954Ben conscio di ciò, Bersani, l’ex segretario Pd, rottamato perchè non  pienamente confacente alle modernità, o a tutto ciò che viene sbandierato per tale, faceva appello alla comunità. Perchè alla fine bisogna pure addivenire ad una sintesi, la più ampia possibile, va bene, ma sintesi praticabile. E così il partito, per Pier Luigi Bersani, non era e non è da intedere come oggetto e spazio di rilancio, ma come soggetto pubblico di intese sociali e rappresentanza politica: democrazia, partecipazione, sintesi e decisione. Tutto trasparente e “aperto”: l’Agorà pubblica. Ma “cum grano salis”. … non tutto quello che passa per il web è autentico, non tutta la modernità porta progresso, non tutte le idee sono praticabili. Valori, dunque, valori soprattutto di tolleranza e pazienza. Le antiche virtù. Perchè il moderno va bene, solo se non dimentica il proprio passato.

16720863-word-cloud-astratto-per-sinistra-destra-politica-con-tag-correlati-e-termini-470x260Senonchè Renzi ha compiuto quel balzo in avanti –  che intelligentemente ha operato anche Grillo –  nella modalità di apertura al pubblico, nell’accettazione di nuove strumentazioni di gestione relazionale, nell’abilità della veicolazione delle idee e all’uso della strumentazione. Ma non è detto che il contenuto sia per questo solo fatto, accettabile. Perchè ora più che mai destra e sisnistra continuano ad esistere forse anche più di prima. E più di prima pericolose perchè mascherate dal dato democratico della possibilità della massima diffusione. Quindi l’errore di Renzi, se posso permettermi!,  come di Grillo (se posso come prima!), sta proprio nel rifiuto, senza se e senza ma, del passato; del proprio passato. Delle origini. Non serve nascondere la testa, per annullare un pensiero.

LA DEMOCRAZIA DIRETTA PUO’ DIVENTARE UNA SCORCIATOIA PERICOLOSA SE NON E’ STRUTTURATA LA CONOSCENZA. Il passato è importante.

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Fin quando una idea politica, un dato sballato, un sentire mal interpretato .. è diffuso da un comune cittadino, rientra tutto nella casistica che non danneggia di molto il risultato politico finale ma se è al bene comune che si pensa, allora chi governa e ha responsabilità non può nascondere la testa per annullare tutto ciò che è stato fino ad oggi e che ancora è vivo e presente in mezzo a noi. Il passato è ancora vivo e presente e la società non è ancora ben avviata verso il futuro. Renzi è un bravo Presidente del Consiglio ma secondo me gli è venuta l’ansia, come a molti cittadini, oggi, di voler rivoluzionare cio’ che andrebbe, a mio parere, ponderato molto meglio.

democrazia_di_bushProve ne abbiamo dalla ripresa delle tensioni – mai sopite tra l’altro – tra Russia indipendente e Russia storica, dagli scenari foschi che provengono dal Medioriente, che pure avanza verso la modernità, dalla necessità della Cina e del Giappone di collocarsi sugli scenari mondiali senza averne assorbito neanche una delle regole ma anzi imponendosi con la forza della concorrenza, dalla debole e limitata articolazione della Carta dei diritti dell’uomo. …

Insomma, forse saranno ben nascoste, sicuramente Renzi è animato da tutto il bene di questo mondo, ma destra e sinistra sono ancora lì, un po’ più nascoste, un po’ più pallide, con altri “significanti” e “significati” – come dice il nostro premier – ma stanno ancora lì.

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IL SENATO CHE ANNULLA LA CAMERA

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E così riflettendo su questa significazione di destra e sinistra, mi è capitato di sviluppare un pensiero anche sul Senato e la riforma che Matteo Renzi vorrebbe attuare. Un po’ come un link di rimando. Perchè l’interfaccia web ci abituerà sempre più all’emergere di questa modalità di pensiero.

E convengo che nel Parlamento italiano c’è una forte impronta leghista.

Dopo il referendum su Venezia, dopo aver cambiato l’articolo 138 della Costituzione – quello incambiabile in assoluto per intenderci, pena il cambio di forma dello Stato, non più parlamentare e democratico – ora il Senato. Trasformando il Senato in una assemblea di “rappresentanti” regionali e locali, l’Italia passa dal Parlamento nazionale al Parlamento Federale che discuterà dei territori. A quel punto, tra un po’ di tempo, sorgerà legittima la domanda: ma la Camera che la manteniamo a fare? … Et volià, il gioco è fatto. L’Italia è Stato Federale, senza neanche il referendum. E a che vi serve? Tanto la Costituzione, ed il procedimento aggravato per le modifiche costituzionali alla forma di Stato, non esiste più.

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Voi volevate liberarvi di qualche “testa calda” che alligna al nord? Ebbene ora sono loro a decidere per voi, zitti e acqua in bocca!

Italiani, non ve ne siete accorti, ma siete altro… l’Italia non esiste più. E che velo dico a fare, io vorrei tanto tornare indietro, magari anche di pochi anni, per correggere questo “tiro malvagio”.

Aspetto il primo aprile, che qualcuno mi dica : “Pesce d’Aprile!” … scemetta …😀 Mai potrò ridere di più gusto …

 

pesce_daprile_E’ solo uno scherzo. BUON PESCE D’APRILE !

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