L’EXPO’ 2015 SARA’ L’APPUNTAMENTO FONDAMENTALE PER APPROFONDIRE CON MAGGIORE FORZA ED INCISIVITA’ GLI IMPEGNI POLITICI DEGLI STATI DELL’UNIONE IN MATERIA DI ENERGIA PULITA.

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Importante per la sopravvivenza eco-sostenibile del pianeta vincolare le decisioni politiche degli Stati, non solo a livello di efficienza energetica, pulita ed alternativa, ma anche disegnando uno sviluppo economico armonico, in sintonia con i fondamentali diritti civili e sociali, che non necessita di inseguire le disastrose sirene della decrescita.

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Perchè l’Europa ha deluso un po’ tutti : i piani in materia di clima ed energia UE2030 mancano di ambizione e ignorano i governi locali

Il Comitato delle regioni ha espresso delusione rispetto ai piani ambientali per il 2030 pubblicati il 3 febbraio scorso dalla Commissione europea. Il CdR auspicava infatti che le proposte impegnassero gli Stati membri dell’UE a ridurre i gas a effetto serra del 50 %, ad aumentare il mix di energie rinnovabili e a incrementare l’efficienza energetica entro il 2030. Il ben magro bottino della riduzione di gas serra del 20%, ha scontentato tutti ed è andato ben al di sotto delle più realistiche speranze. La finlandese Sirpa Hertell, vicepresidente del consiglio comunale di Espoo e relatrice del Comitato in materia, ha dichiarato che “l’UE, responsabile del 10-11 % delle emissioni globali di gas serra, deve attuare dei cambiamenti strutturali molto incisivi, prefiggendosi una serie di obiettivi ambiziosi e vincolanti non soltanto in materia di gas serra e di energie rinnovabili, ma anche a favore dell’efficienza energetica, se vuole continuare sulla via di una crescita economica verde e sostenibile”.

La Commissione europea aveva avviato una prima fase di consultazioni relative agli obiettivi ecologici per il 2030 di concerto con la pubblicazione del Libro verde nello scorso marzo. Il Comitato delle regioni – l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE – resero ufficiale la loro posizione il 30 gennaio scorso a Bruxelles. L’ottimistica previsione era di riuscire ad obbligare gli Stati comunali ad una riduzione del 40% di gas serra. Sirpa Hertell (BE/PPE), chiese di puntare alla soglia del 50% rispetto alle emissioni del 1990 e “una riduzione dei consumi energetici, un’accresciuta indipendenza energetica e la transizione da fonti energetiche fossili a fonti di energia rinnovabili”. Questi risultati dovevano essere raggiunti aumentando la quota di energie rinnovabili e obbligando gli Stati membri a rispettare degli obiettivi di efficienza energetica, idea che fu immediatamente respinta respinta dalla Commissione.

“Le energie rinnovabili rappresentano un settore in crescita che rafforza la competitività, crea posti di lavoro e attrae i tanto necessari investimenti nelle nostre comunità” – ha detto la deputata greca. “ Inoltre, la scelta di non fissare obiettivi obbligatori in materia di efficienza energetica rappresenta un’occasione mancata” – ha aggiunto.

Una relazione del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS) indica che gli enti locali e regionali sono responsabili per oltre il 70 % dei cambiamenti climatici e fino al 90 % dei costi e disagi di adattamento: di conseguenza la Hertell è stata molto critica anche riguardo la mancanza di un chiaro riferimento, nelle proposte della Commissione, sul ruolo che possono giocare gli enti locali : “Gli enti locali e regionali sono fondamentali per sviluppare approcci adeguati ai cambiamenti climatici e dare forma alle comunità del futuro. Mi dispiace molto che, date le loro responsabilità nell’attuare le misure di protezione del clima e di risparmio energetico, essi non abbiano avuto un riconoscimento adeguato” ed una informativa altrettanto adeguata.

Un esempio di buona prassi ce lo dà la Finlandia, ad esempio : in 14 comuni si punta a “zero emissioni di carbonio” Le imprese locali ed i responsabili politici, con la cittadinanza, stanno collaborando per arrivare ad una riduzione delle emissioni dell’80 %.

L’europarlamentare Anne Delvaux (sempre del gruppo BE/PPE) ha appoggiato questa posizione della Hertell, aggiungendo che “Il 9 gennaio la commissione congiunta ENVI/ITRE del Parlamento europeo ha votato a favore di tre obiettivi vincolanti. Il ruolo degli enti locali e regionali è essenziale per il conseguimento dei nostri obiettivi in materia di clima ed energia, e l’abbiamo sottolineato nella relazione- ha aggiunto. Sono altresì convinta che l’efficienza energetica debba essere una delle basi della politica climatica ed energetica UE2030, accanto a un sistema ETS strutturalmente riformato. È deludente constatare che la Commissione, nonostante tutti i meriti riconosciuti all’efficienza energetica, non la includa nella sua proposta quadro”.

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Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali provenienti da tutti i 28 Stati membri dell’UE. Il suo compito è quello di coinvolgere nel processo decisionale dell’Unione europea gli enti regionali e locali e le comunità che essi rappresentano e di informarli sulle politiche dell’UE. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR in relazione alle politiche europee che possono avere un’incidenza sulle regioni e le città. Il CdR può inoltre adire la Corte di giustizia per salvaguardare le proprie prerogative o se ritiene che un atto legislativo dell’UE violi il principio di sussidiarietà o non rispetti le competenze degli enti regionali o locali.

Sito web del CdR: www.cor.europa.eu

Su Twitter: @EU_CoR

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