RICAPITALIZZAZIONE DELLE BANCHE : UNA BUONA RIFORMA …

giorgiosquinzi

In definitiva, sì, la riforma del sistema bancario, anche ad una profana come me, potrebbe apparire doverosa, ascoltando le argomentazioni di Squinzi, durante l’intervista a ”In mezz’ora” di Lucia Annunziata

E non si può accusare Squinzi di essere filo-governativo : ”La distanza della politica dall’economia reale non è mai stata così ampia come adesso” ha detto il presidente di Confindustria ospite su Raitre. Squinzi sembra gelare l’ottimismo del premier Letta che, durante il viaggio negli Emirati Arabi, ha invitato a investire in Italia “perchè la crisi è finita“. Squinzi ha corretto il tiro dell’ottimismo del Premier: “O si cambia passo con il governo esistente o ad un certo punto andiamo a votare” ha detto

Aprendo in tal modo il fronte della polemica, come se non ve n’erano già abbastanza di polemiche …

“Se questi sono i dati torneremo ai livelli pre-crisi solo nel 2021” ! E Letta risponde (link Huffington post)

Eppure il Capo di Confindustria ha difeso la riforma del sistema bancario –  in discussione in queste ore alla Camera –  che ha sollevato il polverone delle proteste ”grilline” costringendo la Presidente Laura Boldrini ad attivare uno strumento di stampo antico come la ”tagliola” per annullare tutti gli interventi ed emendamenti sul testo in discussione, al fine di farlo approvare in tempo dal parlamento per la conversione. Un testo, come si dice, omnibus  che portava allegata la proroga del non pagamento IMU prima casa.

Giorgio Squinzi – In 1/2 ora del 02/02/2014 (video)

Dunque sulla ricapitalizzazione delle banche Squinzi ha detto : ”Se il valore della Banca d’Italia è di 156.000 euro è chiaro che non è un valore adeguato, quindi la ricapitalizzazione delle banche italiane, che sono socie di Banca d’Italia, è una cosa che riporta equilibrio” …

Quindi proprio questa è l’unica riforma che Squinzi non boccia!

Ma facciamo un passo in Europa, per vedere come stanno le cose nell’Unione e cercare di approfondire meglio la questione.

Anche in Europa si sta pensando ad una riforma strutturale del settore bancario. Ma non quella ipotizzata da Tremonti.


La Commissione europea ha proposto nuove regole per evitare che le banche più grandi e complesse possano andare in default facendo fallire l’intero sistema. Le nuove regole prevedono d’imporre regolatori al potere bancario separando potenzialmente l’attività di trading rischioso dall’attività di deposito, evitando così di mettere a repentaglio la stabilità finanziaria. Oltre a questa proposta, la Commissione ha adottato ulteriori misure volte ad aumentare la trasparenza di alcune operazioni bancarie, che viaggiano nell’ “ombra”. Queste misure integrano le riforme generali già intraprese per rafforzare il settore finanziario dell’UE.


Nel redigere tali proposte, la Commissione ha tenuto conto della relazione del gruppo ad alto livello presieduto dal capo della Banca di Finlandia Erkki Liikanen (IP/12/1048) ed ha studiato a fondo le normative nazionali esistenti in alcuni Stati membri, arrivando ad ipotizzare la prospettiva di un salvataggio globale denominata Sound Compensation Practices ( principi guida per la finanza stabile), nonché ulteriori sviluppi in altri settori affini e di competenza.


Il Commissario per il Mercato interno dei servizi Michel Barnier ha dichiarato: – “L’attuale proposta rappresenta l’ingranaggio finale che andrà a completare la revisione della normativa che disciplina il sistema bancario europeo.
Questa legislazione si occupa di poche grandi banche che altrimenti potrebbero fallire e sarebbe troppo costoso salvare e anche troppo complessa, non ci si può rilassare”.

Le misure proposte, che siano di parte o meno, evidenziano quanto sia importante, allo stato attuale della crisi, il sitema portante delle banche e come sia interesse degli Stati dell’Unione migliorare la stabilità finanziaria per garantire che i contribuenti, e tra loro, le imprese. Essa dovrà fornirà il quadro comune a livello dell’UE necessario per riperire risorse e diverse soluzioni adeguate ai singoli stati comunitari, senza creare “residui”.

Infatti si parla molto di economia ”reale”. L’ha menzionata anche Squinzi a In mezz’ora: l’equilibrio del mercato che rende effettivo il mantenimento delle imprese che accettano i rischi e sostengono la contemporanea spesa dei consumatori-risparmiatori. Le proposte devono necessariamente essere ben bilanciate per i prestiti e per il risparmio, che è di particolare importanza per la competitività e la crescita. L’Europa ha focalizzato il nervo scoperto della crisi finanziaria e sta cercando di studiare possibili soluzioni per porvi rimedio. Ce la farà?


Il punto più importante è la vigilanza del settore bancario. Per aumentare la stabilità delle banche e ridurre l’impatto dei guasti potenziali bancari si stanno studiando nuove regole sui requisiti patrimoniali delle banche (
MEMO/13/690) ed il recupero (Dichiarazione di Barnier, parlamentare europeo per il centro destra) adottato.

L’ Union Bank è iniziata! ? QUEL CHE E’ CERTO E’ CHE E’ SUONATO IL GONG PER I DERIVATI BANCARI !!

La riforma strutturale comprende:


1. Proibire la negoziazione di strumenti finanziari e delle materie prime, vale a dire. proprietary trading se solo per il profitto per la banca. Tale attività comporta molti rischi, ma senza alcun beneficio tangibile per i clienti della banca o l’economia in generale.


2. Abilita autorità di vigilanza e, in alcuni casi, l’obbligo di richiedere il trasferimento di altri scambi rischio (ad esempio i derivati ​​complessi e cartolarizzazioni) per separare soggetti giuridici all’interno del Gruppo. L’obiettivo è di evitare il rischio che le banche avrebbero eludere il divieto impegnandosi in commerci segreti – magari perchè fortemente indebitata – potenzialmente danneggiando la stabilità dell’intera banca e, infine, mettendo a repentaglio l’intero sistema finanziario. Le banche avranno l’opportunità di non separare il business se si può dimostrare in modo soddisfacente all’autorità di vigilanza competente che i rischi sono ridotti con altri mezzi.


3. Fornire disposizioni in materia di rapporti economici, giuridici, gestionali e operativi tra il gruppo di negoziazione separata e il resto del gruppo bancario.


Per impedire alle banche di eludere queste norme c’è bisogno di misure che migliorano la trasparenza del sistema bancario. La proposta sulla trasparenza comprenderà pertanto una serie di misure volte a rafforzare le autorità di regolamentazione.


Il gruppo
annunciato dal Commissario Barnier nel novembre 2011, c presieduto da Erkki Liikanen , ha consegnato la sua relazione nel mese di ottobre 2012, raccomandando la separazione obbligatoria del commercio bancario la cui negoziazione ha superato certi livelli (IP/12/1048).
Per quanto riguarda il sistema bancario ombra ha suggerito l’FSB nel 2013 una serie di raccomandazioni per regolamentare il settore. Tali raccomandazioni sono state approvate in occasione del vertice del G20 a San Pietroburgo nel settembre 2013.


Vedi ancheMEMO/14/63 e MEMO/14/64


Per saperne di più


http://ec.europa.eu/internal_market/bank/structural-reform/index_en.htm


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