Nel teatro si vive sul serio quello che gli altri recitano male nella vita. (EdF)

fili-conduttori SdMimgGIORNATA DELLA MEMORIA

Inserito nella Rubrica Fili conduttori del sito I Signori delle Mosche

(..) Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perché voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente, le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare glauco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violetti del tramonto: tutta questa rettorichetta a base di golfo e di colline fiorite, di cui noi abbiamo già fatto e oggi continuiamo a fare ammenda onorevole, inginocchiati umilmente innanzi alla patria che soffre; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata per racconti di miserie. (M.Serao)

vicolo

 

 

Per la Rubrica Fili conduttori del sito I Signori delle Mosche  avrei pensato a due personaggi che potrebbero apparire agli antipodi ma che in realtà si avvicinano molto umanamente. Due forze di donna diverse, due tempi diversi, due famiglie diversissime: Matilde Serao e Anna Frank, due umanità così vicine.

Dice Eduardo de Filippo “I morti non fanno paura”, perché quando il mondo è sul filo della follia ogni atmosfera è da combattere con coraggio.

Matilde con i suoi Mosconi, Anna con il suo diario, raccontano il tempo della follia che inevitabilmente si lega al nostro tempo, come …. un unico filo conduttore.

E ci vuole coraggio, si sa. Ci vuole coraggio a non vivere, e la questione che ci pongono Matilde ed Anna è se v’è più coraggio nella ribellione o nel lasciarsi andare …

Siamo tutti morti, noi fuori dalla sgabuzzino, tetro, buio della pretomba di Anna, fuori dal racconto quotidiano dei mali del tempo di Matilde, chiusi in una scatola non facciamo più paura. Tutti morti, anche i nobili, borghesi della vivacissima Via Roma di Matilde, un po’ tronfi e pieni di futili manie. Tutti relegati in un mondo immaginario, altro dal vivere che faccia dire: vivo e ho vissuto.

E’ sempre l’oriente che ci regala il pensiero pensante. Matilde Serao nasce a Patrasso, in Grecia, da padre napoletano e made Greca. Cresciuta a Napoli pubblicò le prime novelle sulla Gazzetta letteraria Piemontese, poi entrò come redattrice al Corriere del Mattino. Trasferitasi a Roma, il pensiero di Napoli animerà le sue opere migliori: Il Ventre di Napoli è lo svelamento della facciata manieristica e perbenista di fine Ottocento, inizi Novecento, quando il super pensiero era solo un refolo primaverile. Il verismo di Napoli non può che essere la vera Napoli, quella dei misteri, del Cimitero delle Fontanelle dove i morti son vivi ed i vivi stanno a guardare… Lo scandalo che coinvolse il marito Scarfoglio: il caso Bessard, la Commissione d’inchiesta Giuseppe Saredo che cercò di coinvolgere Il Mattino, il sollevamento dell’opinione pubblica, riportarono la Serao lontano da Napoli  dal mondo ovattato e falso dei salotti ciarlieri per spingerla tra Api, mosconi e vespe, dove il pettegolezzo diventò verismo, a  Il Giorno, lasciandola sonnecchiare lievemente su altri racconti. Lei che scelse ancora una volta la vita ben lontana dal mondo delle finitudini e della follia con le sue già morte avventure che avanzava prepotentemente.

E stava a guardare Annelies Frank, di origine ebraica ma cittadina tedesca, dal suo buco della serratura, il mondo dei morti là fuori, che si agitavano tanto … ma non arriverà mai a capire bene per che cosa ….   Che  fosse reale o immaginata la sua vita è vissuta, lontano dalla follia di oggi ….chissà cosa penserebbe

anna frank

 

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