UN MONDO ECOSOSTENIBILE – La solita minestra ?

mondo migliore

Ormai siamo tutti sconvolti dagli accadimenti degli ultimi tempi, parlo di clima, ambiente, disastri e tragedie. Non credo che il fato o la “jattura” in senso lato o centrale siano molto responsabili. Ritengo che purtroppo il nostro tempo storico stia soffrendo di un grave, gravissimo malessere: l’impossibilità strutturale ed economica di mettere a frutto le conoscenze sin qui raggiunte per offrire un’organizzazione ottimale della società attuale. Si finisce così per demonizzare ogni cosa, regredendo ad uno stato primitivo che compara le soglie del 3000 all’origine dell’avventura umana, compara l’homo sapiens sapiens all’ominide di 5 miliardi di anni fa. E non è tanto un problema socio-filosofico-politico di liquidità o meno della società, è piuttosto un problema congiunturale- storico-finanziario.

Dunque cosa ce ne facciamo di tutte le conoscenze fin qui raggiunte se non possiamo spenderle nel mondo? Se non possiamo metterle appunto, modularle, renderle fattive ed efficaci per una migliore qualità della vita? Se, anzi, la guerra globale è proprio nel poter entrare in possesso di tutte le conoscenze e tecnologie in nostro possesso per aumentare la soglia di vivibilità e sopravvivenza del genere umano, spingendo in avanti la barriera del progresso e dell’uguaglianza tra i popoli e della relativa specializzazione e produzione locale?

Sembrano domande destinate a diventare esistenziali dato il permanere del declassamento produttivo e dell’arretramento planetario. Siamo diventati più feroci, selettivi ed eticamente insostenibili!

Il nostro dio minore si è spostato dal focus “denaro” a quello “affarismo”, sfrenato e senza senso se non un tornaconto un po’ cieco e assai abbietto per la verità.

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Ma andiamo per ordine. Purtroppo la manipolazione dell’opinione pubblica ci ha insegnato a pensare alle tecnologie in termini di nicchia e settoriali. Qualcosa, anzi di negativo,che potrebbe addirittura togliere posti di lavoro ed incidere sull’economia planetaria in modo disastroso. Invece le tecnologie possono essere il vero motore del terzo millennio solo se pensate in termini globali, in grande insomma, per grossi settori merceologici e di servizi sociali. A quel punto diventano vero punto di svolta della sostenibilità ambientale e vero perno dell’aumento di lavoro e creatività. Un cambio di prospettiva dell’industrializzazione inquinante e semi fallimentare fin qui sperimentata, che passa ad essere ecosostenibile, consentendo una salutare sopravvivenza al genere umano, pericolosamente avviato verso la deriva umana e ambientale. Un cambio verso quello che si auspicherebbe essere il terzo millennio, insomma.

Il nostro territorio, parlo del pianeta terra nel suo complesso, è stato devastato, umiliato e vilipeso dall’irragionevolezza e dalla rincorsa al profitto di pochi a danno dei tanti, il cambiamento tecnologico potrebbe portare ad un’alterazione di questo equilibrio generando profitto dei tanti a favore dei pochi, per quest’ultimi il cambiamento sarebbe solo nell’impostazione dell’habitus mentale e culturale. Ecco perchè le cose si complicano, e non poco. L’inversione culturale è sempre un passaggio doloroso per alcuni, che poi sono quelli che “contano” di più. Soprattutto sono quelli che contano i soldi dei loro affari, ormai divenuti insostenibili. Meglio essere lungimiranti ed avveduti, che non vuol dire bacchettoni, al contrario vuol dire furbi e intelligenti. Comprensibile che nella green economy ipotizzata fin qui ci sia poco fascino per il carattere molto aleatorio e poco concretamente fattibile ed economicamente realizzabile, incomprensibile è, invece, la non volontà ad approfondirne temi e contesti.

La green economy fa capolino in Italia con l’intreccio del caso Mattei, i suoi scandali, i suoi orrori ed i suoi vantaggi e meriti. Il caso Eni, fece emergere, già allora, tra le righe della storia del momento, la necessità di uno sviluppo italiano pulito, non solo sul piano ambientale ma molto di più sul piano culturale e sociologico. Oggi come oggi non è il caso di andare ad approfondire i misteri, le corruttele e le asprezze che si nascosero dietro una delle migliori eccellenze italiane in campo idrocarburi; è invece il caso di prendere ad esempio lo slancio vitale con cui si avviò l’avventura del progresso tecnologico, industriale, italiano, per non doverne ripetere gli errori ma per prenderne esempio di coraggio, affermazione e spirito pioneristico sulla scena internazionale. Dal caso Mattei ad oggi emerge la sempre più avvertita necessità di un progresso tecnologico che porti l’Italia su un piano non solo competitivo economicamente ma di più, esemplare sullo scacchiere, oserei dire, mondiale.

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Green economy e sviluppo tecnologico, non sono brutte parole, parolacce. Sono, forse, le parole di un mondo più giusto e meglio organizzato.

Il caso, così detto, della Terra dei fuochi, il cui decreto è in discussione alla Camera dei Deputati proprio per la sua criticità nazionale ormai fin troppo evidente, è un esempio di vuoto organizzativo ai vari livelli: statale, locale e sociale, per mancanza di ottica e visione lungimirante sulla green economy, sulla mancanza di approfonditi studi di settore, mancanza di applicazione di tecnologie non eccessivamente invasive e più evolute che possano consentire risparmio economico e addirittura distribuzione di ricchezza.

Non si butti la croce addosso alle “moderne tecnologie”, esse non consistono solo nell’acquisto di computer per velocizzare (ma si potrebbe dire senza tema di smentita, dati gli attuali parametri di accesso alle piattaforme, diritti, nonché normative politiche, sulle reti: rallentare!) i processi (e qui entriamo sempre nel campo dell’habitus culturale!). Le moderne tecnologie non sostituiscono solo il lavoro manuale ma lo affiancano, lo supportano e a volte lo sviluppano. E’ questione di centrare gli obiettivi, modularli con l’ambiente su cui incidono, registrarli, metterli a regime, farli diventare buona abitudine, buona politica, in una parola sostenibilità. Significa avere a cuore il territorio che già calpestiamo ogni giorno e che sostiene il nostro esserci.

Ne dico una: l’utilizzo di pannelli solari per riscaldare le serre, le case rurali, per portare acqua ed energia elettrica nelle campagne. Oppure un accumulatore di energia solare – era un progetto di Rubbia – se non vado errata, che consenta una riserva per ovviare all’intermittenza dell’energia prodotta da fonti alternative. Oppure, nel caso dei rifiuti, sistemi di selezione dell’organico per trasformarlo in biomasse per la produzione del metano destinato ad usi in un primo momento sperimentali, rurali, ovviando in tal modo all’eccessiva produzione di rifiuti ed alla necessità di energia da spendere. Un altro esempio, se ne parlava tempo fa, è la creazione di strutture idonee a censire i rifiuti per destinarli o alla produzione di energia o alla produzione di concimi, molto più salutari per l’alimentazione umana.

rifiuti

Oppure l’utilizzo del calore sotterraneo per riscaldare l’acqua: si è detto costoso ma non si è mai studiato a fondo possibili soluzioni. Ma sono solo alcuni esempi. Oggi noi non abbiamo più bisogno di costruire belle statue o palazzi rinascimentali che resistono ai secoli. L’hanno già fatto i nostri padri ed in questo hanno dimostrato grande perizia ed ingegno. L’ingegno che si richiede a noi è ipotizzare un sistema di vivibilità e sostenibilità ambientale che lasci il segno ai secoli futuri, se vogliamo che ce ne siano ancora tanti altri. Se vogliamo essere ricordati dalla storia, se vogliamo che si dica di noi come degli architetti dell’antico Egitto: hanno costruito piramidi che hanno resistito ai millenni e lo hanno fatto con sistemi rudimentali, mentre le nostre case crollano al primo soffio di vento… Se vogliamo che ci sia ancora un futuro, qualcuno che ci ricordi e ci benedica ..

SUI RIFIUTI TOSSICI CI SAREBBE DA APRIRE UN ENCICLOPEDIA INTERA …

FINO A QUANDO

logo_cameraLE INIZIATIVE DEL GOVERNO: IL DECRETO “TERRA DEI FUOCHI”

Iniziativa del Governo: LETTA Enrico Presidente del Consiglio dei Ministri, ALFANO Angelino Ministro dell’Interno, DE GIROLAMO Nunzia Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ORLANDO Andrea Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, TRIGILIA Carlo Ministro senza portafoglio per la Coesione Territoriale, ZANONATO Flavio Ministro dello Sviluppo Economico

Natura: Disegno di legge ordinario

Presentazione: Presentato il 10 dicembre 2013

Relatori: in Commissione; BRATTI Alessandroin Assemblea; BRATTI Alessandro.

Assegnazione: Assegnato alla VIII Commissione Ambiente in sede Referente il 10 dicembre 2013

Parere delle Commissioni: I Affari Costituzionali, II Giustizia (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), IV Difesa, V Bilancio, VII Cultura, X Attività Produttive (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento), XI Lavoro (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale), XII Affari Sociali, XIII Agricoltura (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento), XIV Politiche dell’Unione Europea e della Commissione parlamentare per le questioni regionali

Disegno di legge C. 1885 “Conversione in legge del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate” Detto Decreto Terra dei Fuochi” Presentato il 10 dicembre 2013

Iter in Commissione

  • Esame in Commissione (iniziato il 17 dicembre 2013 e concluso il 14 gennaio 2014)

Iter in Assemblea

  • Discussione in Assemblea (iniziata il 14 gennaio 2014. )

Studi epidemiologici

Le modifiche apportate dispongono che l’Istituto superiore di sanità analizzi e pubblichi i dati dello studio epidemiologico “Sentieri”, con particolare riferimento alle malformazioni congenite e ai registri dei tumori, con il supporto dell’Agenzia regionale  per la protezione ambientale della Campania.

Al riguardo, appare opportuno acquisire conferma dal Governo che gli adempimenti in esame, in capo a soggetti appartenenti al perimetro delle pubbliche amministrazioni, saranno svolti nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

ARTICOLO 1, commi 5, 6 e 6-bis

Svolgimento di ulteriori indagini tecniche

Le modifiche prevedono che con direttiva dei Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell’ambiente, d’intesa con il Presidente della regione Campania, possano essere indicati altri terreni, destinati all’agricoltura, da sottoporre a indagini tecniche. Ove sulla base delle indagini non sia possibile procedere all’indicazione della destinazione dei terreni, possono essere indicati quali di essi siano da sottoporre ad indagini dirette. I terreni interessati sono circoscritti e delimitati da una chiara segnaletica e sono periodicamente e sistematicamente controllati dal Corpo forestale dello Stato.

Al riguardo, appare necessario acquisire chiarimenti dal Governo circa la quantificazione e la copertura degli oneri connessi agli adempimenti disposti dalle norme in esame, che appaiono aggiuntivi rispetto a quelli previsti in relazione al testo originario del provvedimento. Si ricorda infatti che gli oneri relativi alle indagini tecniche previste dal testo originario, quantificati in 100.000 euro nell’anno 2013 e in circa 3 milioni di euro nell’anno 2014, secondo un dettagliato elenco riportato nella relazione tecnica con un’apposita tabella, erano coperti a valere sulle risorse europee disponibili nell’ambito del programma operativo regionale per la Campania 2007-2013.

CHE NON SIA SEMPRE LA SOLITA MINESTRA !

zuppa-di-niente

In merito ai profili di copertura finanziaria, si segnala che, in considerazione delle amministrazioni coinvolte di cui all’articolo 1, comma 1, quali il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’Istituto superiore di sanità, e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania, la clausola di neutralità finanziaria di cui al comma 6-bis andrebbe più correttamente riferita al più ampio aggregato della finanza pubblica, anziché al bilancio dello Stato.

Inoltre, tale clausola dovrebbe essere opportunamente riformulata, conformemente alla prassi vigente, sostituendo le parole “ulteriori oneri con le seguenti”: “o maggiori oneri”.

PER RISPARMIARE DOBBIAMO ANCORA IMPARARE A COMBATTERE L’ECCESSO DI RIFIUTI NON PRODUCENDO ALTRI RIFIUTI MA DISTRUGGENDO I RIFIUTI ….

Ghana

(Ghana)

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