FEDERALISMO E REGIONALISMO: Un’analisi disincantata

FEDERALISMO E REGIONALISMO: Un’analisi disincantata (Video)

 

 

COMITATO NAPOLETANO BERSANI

 giovedì 26 dicembre 2013

bersani europa

 

 Federalismo e regionalismo sono i punti cardine attorno cui ruota tutto il sistema sociale italiano e anche la sua tenuta. Il fatto che il Governo Letta abbia ritirato il cosiddetto Decreto Salva Roma, alla vigilia della presidenza italiana del semestre europeo,  la dice lunga sull’accordo nel nostro paese intorno le riforme del Titolo V della Costituzione, da parte dei partiti politici che oggi sono sulla scena , sul loro disegno della forma statale, sui confini che si delineano tra autonomie locali e governo centrale, ed infine sull’inserimento di tutto ciò all’interno della cornice europea

 

BERSANI : intervista al Messaggero del 26 settembe 2012 

«Bisogna ripensare il regionalismo, mettendo fine al moltiplicarsi di centri di spesa incontrollati (…)  questi tre punti – costi, trasparenza, controlli – vanno affrontati subito, anche discutendo con il governo …

Così Pier Luigi Bersani all’indomani dello scandalo che coinvolse la Regione Lazio per le spese folli dei consiglieri regionali ..

(…) la prossima legislatura deve essere costituente, quindi dobbiamo avere un meccanismo che renda esigibile la riforma costituzionale con una legge da approvare subito all’inizio della prossima legislatura. Bisogna riflettere sul regionalismo. Perché negli ultimi dieci anni, e lo dice uno che ha fatto il presidente di Regione ed è sempre stato autonomista convinto, c’è stata una deriva per rispondere al rischio secessione della Lega. Abbiamo imbastito un’organizzazione dello Stato e un livello di autonomia delle Regioni che non ha contrappesi né razionalità».

Sta facendo autocritica per quel Titolo V della Costituzione votato dal centrosinistra in una notte?
«Assolutamente bisogna rivederlo. Le Regioni hanno avuto un ruolo straordinario ma devono riassumere una coerenza in un’organizzazione statale. Dobbiamo mettere un freno alla degenerazione di questo impianto. Per esempio, cosa che già all’epoca non mi piaceva, nell’ambito della Repubblica sono stati messi sullo stesso piano Stato, Regioni e autonomie senza nemmeno collegare questa operazione con un bilanciamento attraverso una Camera delle Regioni».

Sta dicendo, insomma, che è stata sbagliata tutta una politica di decentramento degli ultimi dieci anni?
«Non tutta sbagliata, ha avuto aspetti positivi che non vanno dimenticati. Ma non si può, per fare un esempio, pensare che la sanità a base regionale porti a costi abissalmente diversi tra una Regione e l’altra senza consentire nella dimensione centrale a un equilibrio di costi standard. Diamo un solco di coerenza e di razionalità. Io dico riflettiamoci».

L’intervista completa qui (…)

 

 

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