LA MISURAZIONE DELL’EFFICIENZA IN CAMPO PUBBLICO: DALLA COMPETENZA PER COMPITI AL COORDINAMENTO DEI RISULTATI

Lo stress da lavoro fa davvero male
Lo stress da lavoro fa davvero male

A ben guardare lo stato dell’arte della comunicazione pubblica mostra un quadro molto complesso dove resistono nel tempo le ombre, assai più numerose delle luci.

Le attuali normative in materia non riescono a smantellare il retaggio storico del vetusto sistema burocratico weberiano che si trascina stancamente ancora ai giorni nostri, attraverso consuetudini in parte ed  in maggior misura legate alla mancanza dei fondi necessari per le implementazioni più valide, ed in parte ad una certa “ignoranza” degli organismi dirigenziali sulle opportunità e possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche e comunicative. Il ritardo nel ricambio generazionale è il nodo più stretto che caraterizza il lavoro del nostro tempo e quello che influisce di più su tutta la rete sociale ed economica. Se le competenze tecniche richieste per utilizzare i media, in particolar modo gli attuali media digitali, possono essere di livello molto basso, le competenze culturali per comprendere il funzionamento sociale, politico ed economico sono di tutt’altro spessore.

Eppure il dibattito intorno e su la Pubblica Amministrazione ha avuto molto sviluppo nel secolo del positivismo, poco più di due secoli fa, più o meno in contemporanea con l’affermarsi e lo svilupparsi della sociologia come scienza sociale. I progressi portati dal positivismo e dall’epoca dell’industrializzazione sono approdati ad un ripensamento delle forme di partecipazione sociale che tuttavia  attualmente altro non  è  che un derivato dello scontro generazionale tra antiche teorie dello Stato e le moderne sociologie che si sviluppano attorno agli ulteriori progressi tecnologici intervenuti nel frattempo. Dove c’è sviluppo economico e tecnologico s’impone  ripensare il genere umano in forme sempre più inclusive ribaltando l’angolo di visuale dell’organizzazione dell’amministrazione pubblica in chiave logico-cognitiva e di livello verticale. A partire dal 1990 si è aperto un fronte di pensiero non solo sociologico ma anche economico-organizzativo di ampio respiro internazionale, che guarda alla Pubblica Amministrazione in qualità di “organizzazione trasparente” ossia “accessibile” al cittadino utente, facile da consultare e da “fruire” e soprattutto “orizzontale”.

Purtroppo è ancora un filone di pensiero: in Italia l’accessibilità dei dati pubblici, per esempio,  è un obiettivo difficile da raggiungere. Lo si può evincere dal  portale della Funzione Pubblica (http://www.magellanopa.it/bussola/) dedicato al monitoraggio della normativa sulla trasparenza dei siti web della pubblica amministrazione (attualmente aggiornato al 2011). Le norme ci sono. Ma, come spesso succede in Italia, non sempre sono rispettate o lo sono in modo insufficiente perché non abbastanza conosciute. Un fenomeno che si verifica anche per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche, dove la Legge Brunetta e le successive linee guida avrebbero dovuto rendere i palazzi della burocrazia se non proprio di vetro certo meno opachi. Una trasformazione che, dicono invece i rapporti, non si è ancora verificata in modo uniforme. L’unica (magra) consolazione per i cittadini è che adesso possono scoprire con facilità quanta strada è stata fatta (poca) e quanta ne resta da fare (tanta). Non è molto ma è già qualcosa soprattutto perché, grazie ad alcune recenti innovazioni, la trasparenza della Pa (meglio, la sua mancanza) è, letteralmente, visibile ad occhio nudo. Il portale della presidenza del Consiglio dei Ministri che tiene sotto controllo il livello di adempimento alla normativa ha infatti da poco introdotto un “cruscotto” interattivo (più altri grafici) che permettono di visualizzare lo stato della situazione dei siti delle Pa e individuare eventuali “buoni” e “cattivi”.  Ma non è questione di buoni e cattivi, è questione di competenze.

La mappa dell’opacità è una mappa dell’Italia suddivisa in regioni che secondano una classifica di percentuale di adempimento normativo nelle varie categorie. Essa offre subito un colpo d’occhio delle aree virtuose e meno. Basta un clic, poi, per avere il dettaglio della situazione regionale. Insomma, è facile rendersi conto che, per quanto riguarda la pubblicazione online delle informazioni interne alla pubblica amministrazione e suo funzionamento, il panorama complessivo non è incoraggiante.

Se essere informati è sempre meglio che non esserlo, il “cruscotto” è certamente un passo avanti. Anche se quello che racconta non è proprio piacevole. A quattro anni dall’introduzione di quella che era stata sbandierata come una rivoluzione, la trasparenza della Pa è ancora lontana. Tanto che, come ha sottolineato l’ultimo rapporto della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, il problema è forse nelle norme stesse che avrebbero dovuto introdurla, giudicate “molto generali” e “applicate con difficoltà se non declinate in norme di dettaglio”. La consolazione è che ora abbiamo gli strumenti per misurare facilmente questo fallimento. Questa è la nostra modernità ora.

Quindi, ancora oggi, il punto focale resta l’inefficienza. Non c’è piena interattività e la pubblica amministrazione resta inadempiente su molti punti. Non solo l’accessibilità ma il collegamento tra le amministrazioni, un piano operativo comparato ed un inserimento nel più ampio dibattito europeo, sono prospettive lontanissime. Si è stimato che il danno che riceve il nostro paese a causa dell’inefficienza e la poca modernizzazione della pubblica amministrazione si aggira attorno ai 40 miliardi. Ormai i paesi del mondo hanno bisogno di nuove prospettive, la crisi economica che ci investe crea aspettative sempre maggiori ed un cambio di passo s’impone come necessario, ciò vuol semplicemente significare che i paesi avanzati devono offrire servizi moderni ed essere in grado di fare da traino ai ritardi ed inefficienze.

Diventa strategico attuare, a questo punto,  la rivoluzione digitale attraverso proposte e programmi di immediata realizzazione. Tre sono le principali proposte operative da mettere in campo per realizzare e guidare i processi amministrativi verso una piena sostenibilità civile:

1) affidare la gestione ed esecutività degli indirizzi statali in materia di digitalizzazione alle aziende più efficienti in campo tecnologico-informatico;

2) realizzare il portale unico nazionale dei servizi di e-governement, con indicazione verso il cittadino di tutte le offerte di sostegno alla cittadinanza ed alle imprese, da tenere continuamente aggiornato;

3) gestire la transizione con interventi fondamentali come l’affido ad uffici esperti di un piano di priorità strategiche.

La compensazione dei costi si tradurrà in grossi risparmi di tempo ed efficienza, con relativa riduzione dei prezzi al mercato e quindi una maggiore competitività. Il prodotto finale subirà una specializzazione che ci ricollocherà nell’alveo dei paesi più industrializzati.

Ereditiamo un passato poco edificante di inflazione, agflazione e iperinflazione che hanno determinato in modo rilevante le cause della radicale arretratezza economica e civile dell’Italia. E’ proprio con l’affermarsi delle moderne tecnologie che il nostro paese ha mostrato segni di risveglio dal torpore culturale nel quale è stato gettato per molti decenni, è importantissimo che questo torpore diventi totale e non sporadico o ciclico, risveglio delle coscienze.

Se guardiamo attentamente il dettato del D. Lgs. 150/2009 non possiamo non notare che siamo passati oggi ad un’ottica di modernizzazione della Pa attraverso la valutazione e misurazione della sua attività. In quest’ottica si sono sviluppati i portali come quello citato innanzi della Funzione Pubblica. Ma se il portale ci fornisce un quadro asettico dello sviluppo della Pubblica amministrazione italiana, diversamente il discorso vale per la valutazione interna dell’attività nella Pubblica amministrazione, il solo strumento da cui discendono le analisi su tutte le criticità di efficienza da studiare e dirimere. Scrive Luciano Hinna : Studiosi, istituzioni internazionali e molti programmi governativi hanno cercato di promuovere un passaggio culturale e tecnico dal c.d. “orientamento ai compiti” ad un “orientamento ai risultati” che ha costituito uno degli assi portanti del D. Lgs.29/93. L’amministrazione in cui prevale l’orientamento ai compiti è quella che ha caratterizzato il contesto italiano ai tempi di Cavour e purtroppo sopravvive ancora oggi nella prassi di molte amministrazioni pubbliche. Si tratta una patologica interpretazione del modello burocratico, in cui la misurazione e valutazione è orientata a verificare la correttezza e la conformità formale degli atti amministrativi (e a volte neanche si riesce a raggiungere questo primitivo risultato), e quindi l’adempimento corretto invece che il risultato, puntando per tale via a garantire l’equità dell’agire pubblico e a sanzionare i comportamenti individuali scorretti (la cui origine, tra l’altro, resta fumosa, ossia non si riesce a venire a capo del reale intestatario del comportamento scorretto… ). Ne consegue che i principali utilizzatori dell’agire amministrativo sono i controllori esterni o interni alla Pa e le informazioni diventano patrimonio di pochi attori. In pratica per Hinna, al di là del dato discutibile di una valutazione dirigistica di tipo privatistico, dove l’inefficienza viene punita con la deprivazione del lavoro, il compito principale di una Pa è orientarsi con tutte le forze all’ottenimento del risultato, il solo valore per la misurazione dell’efficienza, concentrandosi sulla comprensione delle tecniche e metodologie migliori per raggiungere la finalità del risultato effettivo.

Un’ottica, un cambio d’impostazione, che ancora oggi è molto lontano dalla impostazione programmatica della maggior parte delle Pa presenti sul nostro territorio italiano, fatti salvi alcuni casi sporadici di eccellenza, come sempre detto.

Un pensiero su “LA MISURAZIONE DELL’EFFICIENZA IN CAMPO PUBBLICO: DALLA COMPETENZA PER COMPITI AL COORDINAMENTO DEI RISULTATI

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...