Bersani e la botte da vino di Crozza

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

bersani cesena

Bersani nell’intervista a Minoli per radio 24, ieri, è tornato a ribadire tutte le ragioni e la giustezza del suo pensiero politico: il paese necessita di un governo di cambiamento, che non si è realizzato per l’intervento della forza del M5s, che ha catalizzato il voto di una gran parte di cittadini italiani scontenti, ma il cui contenuto politico non ha forza propulsiva e propositiva. A quel punto è nato il governo delle larghe intese, utile al paese per reggere gli impatti della finanza con maggiore solidità politica e di governo, ma che non riuscirà a fare le riforme necessarie al paese. La presentazione dei 600 emendamenti da parte del Pd al decreto stabilità, e le ultime dichiarazioni del Viceministro Fassina, confermano questa analisi. L’Europa ci guarda, tutto il mondo ci guarda, noi come forza economica di peso internazionale, crollata ultimamente nella graduatoria dei paesi più industrializzati, abbiamo il dovere di reggere gli equilibri necessari ma anche allo stesso tempo di guardare ad una prospettiva di modernizzazione e rilancio, economico, sociale e culturale. Molte persone sono in grande difficoltà  ed il nostro paese deve velocizzare la fase di transizione e guardare alle elezioni per votare il migliore governo per l’Italia dello sviluppo. Bisogna abbattere le politiche di rigore, Bersani ha sempre detto che bisogna intervenire in Europa per modificare l’impostazione economica e attuare nel contempo in Italia politiche di incentivi ai contributi di finanziamento ed investimento. Sarebbe necessario anche, probabilmente, cancellare l’obbligo del pareggio di bilancio, inserito in Costituzione. E sarebbe necessario anche tornare a votare, appena possibile,  facendo gran scrematura dai populismi tanto radicati, ormai, in Italia. (bc)

Bersani  a Mix 24 del 8 novembre 2013

Minoli: Pier Luigi Bersani, 62 anni emiliano, sposato, due figlie. Da piccolo ha contestato il parroco della sua parrocchia per la scelta che faceva nell’uso delle offerte dei fedeli, poi è stato uno degli angeli del fango  che ha salvato a Firenze le opere d’arte dall’alluvione. Presidente della Regione Emilia dal 93 al 96, è stato Segretario del Pd dal 2009 al 2013. Adesso i suoi collaboratori Stefano Di Traglia e Chiara Geloni  hanno scritto un libro “Giorni bugiardi” sulle primarie, le elezioni e il quirinale. Un libro appassionato che ruota intorno a lui.

M. On.le Bersani tutto vero quello che è stato scritto?

Bersani:  I fatti sono tutti veri, poi forse io non sono così perfetto come mi hanno descritto loro, ma non posso rimproverare l’affetto.

M. Cosa avrebbe fatto come Segretario difronte allo scandalo come quello delle tessere. Epifani ha sbagliato?

B. Lì hanno sbagliato un po’ tutti, l’altra volta, l’altro giro, non si fece così, si chiuse il tesseramento un mese, due mesi prima

M. Sulla Cancellieri avrebbe votato come Renzi ?

B. Mi pare quella di Renzi un’affermazione un po’ troppo facile che peraltro non gli ho sentito fare così nettamente nei giorni scorsi. Davanti a scelte di queste genere bisogna prendersi anche le responsabilità. E io me la sarei presa. Nonostante, intendiamoci, lei stessa abbia riconosciuto ci sia stata un’ inappropriatezza in quella vicenda. Ma credo che la spiegazione dei fatti ci mette nelle condizioni di dire che può continuare il suo lavoro.

M. Il suo slogan elettorale “dobbiamo smacchiare il giaguaro” è una battuta di Crozza?

B. No, no, non era il mio slogan elettorale. Il mio slogan elettorale era “Legalità e Lavoro” e “Governo di cambiamento”. Quella era una bella battuta.

M. Non è che siamo di nuovo alla meravigliosa macchina da guerra di Occhetto?

B. No, perché alla fine qualcosa si è fatto. Una smacchiatina gliel’abbiamo data.

M. Però la smacchiatona il giaguaro gliel’ha data a lei

B. Caso mai me l’ha data Grillo. E’ un effetto ottico, anzi io dico, non avremmo avuto una Giunta per il Regolamento al Senato in grado di far rispettare la legalità e non fare “norme ad personam” se avessi perso le elezioni. Non penso di avere vinto ma non penso di avere perso come dicono.

M. Tutti però pensavano ad una vittoria facile. Dov’è stato l’errore.

B. Un errore è stato non staccare la spina a Monti quando l’ha fatto Berlusconi. Nel Pd c’erano i montiani spinti

M. E dove sono finiti i montiani spinti?

B. A fare le pulci a me

M. Crozza, l’ha imitata all’infinito, alla fine è stato un amico o un nemico?

B. Ma, non lo so ditelo voi …

M. E’ più bersani di lei Crozza..

B. Io concepisco una politica che si lasci prendere in giro perché questo alla fine non impedisce che la politica possa essere rispettata

M. Adesso sembra che lei voglia smacchiare il governo Letta. Ha detto “Non fa come dovrebbe”

B. Credo che Letta non abbia più leali sostenitori di me, in giro. Sto dicendo quel che ho sempre detto, un governo di larghe intese può servire a combattere l’inflazione, il terrorismo, lo spred…  ma se c’è da dare una riscossa al paese non è quella la formula. Ora c’è un governo di transizione, di necessità, che è a scadenza, come ha detto lo stesso Letta, bisogna sostenerlo lealmente però bisogna tenere aperta una prospettiva di cambiamento.

M. Queste larghe intese non fanno quello dovrebbero alla fine sarebbe meglio la crisi

B. Adesso Crozza mi beccherà con la botte da vino che ha, come si dice. Un governo di larghe intese risponde anche a degli equilibri: può mettere in sicurezza la finanza, può cominciare a fare qualche politica per avviare un po’ la ripresa, dopo di chè riforme che abbiano un senso compiuto è difficile che si possano fare.

(fine prima parte)

3 pensieri su “Bersani e la botte da vino di Crozza

  1. Finalmente Berrsani incomincia a riconoscere i suoi errori.E incomincia a farne ancora sostenendo la Cancellieri.L’anno prossimo lo sentiremo fare la mea colpa.

    1. Bersani riconosce i suoi errori, è giusto così. Sarebbe interessante, però, ascoltare anche gli errori di altri, in generale … un po’ più di #occupyouting😀
      Continuerò la trascrizione (y) ..

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