QUANTA DISINFORMAZIONE SUI DECRETI BERSANI

 

 

 

 

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

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20 settembre 2013

Con decreto Bersani si identificano in realtà due dispositivi legislativi, emanati nel 2006 e nel 2007, promossi dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, durante il Governo Prodi II:

  • il decreto-legge 31 gennaio 2007 n. 7, convertito in legge 2 aprile 2007 n. 40, noto anche come “decreto Bersani bis“, avente l’intento, tra gli altri meritori, di snellire la burocrazia.

La letteratura su questi decreti è abbondante. Il dato più certo è che la Legge n.40/2007,  è stata la più stravolta dai Governi successivi all’emamazione della suddetta legge : i governi Berlusconi e Monti.

La legge 248/2006 è la più menzionata e conosciuta, perchè esemplare nel suo campo – per l’orientamento alla riemersione del lavoro nero e normalizzazione dei tariffari, nonchè contrasto ai monopoli.

Si tratta comunque di provvedimenti a tutela dei consumatori

 

Queste le principali misure dei provvedimenti:

Per il settore alimentari : liberalizzazione della produzione del pane. E’ ormai sufficiente una dichiarazione di inizio attività al Comune, aboliti i limiti quantitativi alla produzione ed il numero dei panifici in ciascun comune.

Per le assicurazioni: abolita la vendita in esclusiva delle polizze assicurative, con possibilità di agenti plurimandatari. I risarcimenti arriveranno inoltre dalla propria compagnia, riducendo i tempi di attesa.

Per le Authority è stata prevista un aumento di multa in caso di aggregazioni cartellonistiche: multe tra il 3% e il 10% del fatturato per violazione delle norme sulla concorrenza.

Pe le Banche: obbligo per la banca di comunicare al cliente per iscritto le variazioni al contratto del conto corrente con possibiltà per il correntista di recedere dal contratto senza costi ulteriori. Ogni banca che modificherà inoltre i propri tassi di interesse a seguito delle variazioni stabilite dalla Banca Centrale Europea dovrà adeguare contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori.

Per il settore immobiliare è stata prevista l’abolizione dell’obbligo della dichiarazione Ici, ora in via di ridefinizione, con la possibilità per i proprietari di case di liquidare l’imposta sulla dichiarazione dei redditi (Unico o 730).

Farmaci: via libera alla loro vendita – se non soggetti a prescrizione medica – nei supermercati e in tutti gli esercizi commerciali (esclusi gli alimentari). Unico vincolo: la presenza di un laureato in farmacia.

Notai: abolito l’obbligo dell’atto notarile nel caso di passaggio di proprietà di automobili, moto e barche. Da oggi sarà necessario solo un atto, gratuito, da effettuare in Comune.

Professionisti: abolita la tariffa minima per i professionisti, con possibilità del cliente di negoziare la parcella. Da oggi i liberi professionisti – ad eccezione dei medici nell’esercizio della professione reso nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso – potranno pubblicizzare la propria attività.

Pubblici esercizi: prevista l’abolizione delle commissioni comunali e provinciali per il rilascio della licenza necessaria all’apertura di un esercizio pubblico.

Taxi: nuova disciplina del servizio ed aumento dei mezzi in circolazione attraverso la programmazione a livello locale. Possibilità per i tassisti di ampliare i turni di lavoro, avvalendosi di dipendenti o familiari, e per i consorzi di utilizzare veicoli aggiuntivi.

Il Decreto Bersani bis, Decreto Legge n.7 del 31 gennaio 2007, convertito dalla legge n. 40 del 2 aprile 2007, ha centrato ancora più nel segno la necessità dell’emersione dei mercati blindati dai cartellonisti e/o affaristi, che pesano in modo determinate sull’economia italiana e mondo del lavoro e quindi sua sostenibilità civile e sociale. Infatti il nuovo tassello del “pacchetto liberalizzazioni” proposto dall’allora Ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, si inserisce in un lungo percorso ai fini dell’apertura dei mercati a beneficio e tutela del consumatore. Tra l’altro ha inciso in modo significativo nel mondo dei rapporti con le compagnie telefoniche e gli operatori di pay TV, salta l’obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata garantendo la possibilità di effettuare la disdetta dei contratti senza dover pagare nulla. Come si vede si tratta di modifiche significative e rilevanti sia dal punto di vista economico e sociale, sia dal punto di vista tecnico e politico.

Queste in particolare le novità : Assicurazioni Ramo Danni – abolizione dei contratti monomandatari tra compagnie assicurative ed agenti di vendita. In caso di durata pluriennale l’assicurato potrà recedere annualmente dal contratto senza oneri e con preavviso di sessanta giorni. Assicurazioni Rc auto – trasparenza sulle tariffe disponibili sul mercato ed obbligo per l’assicurazione di mantenere al cliente che stipula un contratto nuovo per la seconda auto o a seguito di un’interruzione della copertura assicurativa la classe di merito indicata dall’ultimo attestato di rischio. Cellulari – abolizione del costo della ricarica e della scadenza del credito telefonico delle carte prepagate. Maggior trasparenza delle tariffe con l’obbligo di indicare l’effettivo costo del traffico telefonico comprensivo di tutte le voci che lo compongono. Imprese – semplificazione dell’iter di apertura di una nuova azienda grazie alla previsione di un unico adempimento per l’avvio dell’attività: la comunicazione al registro delle imprese. Mutui immobiliari – divieto di clausole penali in caso di estinzione anticipata dei mutui immobiliari e libertà di portabilità del mutuo. Professioni – libero accesso all’attività di parrucchiere, estetista, pulizia, disinfezione, facchinaggio, autoscuola, per le quali sarà sufficiente la dichiarazione di inizio attività. Telefonia – libertà totale del consumatore nella scelta dell’operatore, che potrà essere cambiato in qualsiasi momento e senza vincoli temporali. Trasporto Aereo – trasparenza della pubblicità con indicazione del costo effettivo totale dell’offerta (tasse e supplementi aggiuntivi compresi) e del numero di posti disponibili.

Quindi, quest’ultima legge, di carattere marcatamente politico, persegue l’obiettivo del governo Prodi impegnato nel tentativo di sbloccare i mercati partendo da incentivi per le classi medio basse, favorendone la spesa e liberando la contrattualistica da ingessature e pastoie vincolanti.

Nel tempo ha subito, per alcuni suoi punti, alcune critiche ma allo stesso tempo accese e argomentatissime difese.

Infine ancora una menzione va fatta al Decreto Legge, testo coordinato n° 1 del 24.01.2012, non ancora trasformato in Legge, del Governo Monti, che ha apportato ulteriori modifiche alle leggi Bersani, principalmente negli istituti di carattere privatistico , come la rimodulazione dell’IMU (ex ICI), la cui discussione è ancora in corso ed oggetto di analisi da parte dell’attuale governo Letta. E sappiamo bene quanta polemica, tendenziosità e “populismo” ruta intorno all’argomento.

O ancora, ed invece, i provvedimenti sono stati supportati dall’inserimento di una nuova casistica normativa, voluta sempre dal Governo Monti, che esplicità l’orientamento del governo stesso:  la s.r.l. semplificata per gli under 35 che potranno aprire una società a responsabilità limitata con atto notarile gratuito ed un capitale di massimo 10mila euro;

Oppure le licenze taxi il cui aumento è soggetto alle liberatorie dei Comuni e Regioni, con le conseguenze che si possono immaginare di zona in zona.

Ancora molto resta da aggiungere e specificare. Mi riservo di continuare in un prossimo post

 

 Bianca Clemente (@copyright)

 

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