RASSEGNA STAMPA WEB del 06 aprile 2013

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

 

RASSEGNA STAMPA

 

sabato 6 aprile 2013

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INTERVISTA A DARIO FRANCESCHINI

«Basta complessi, dialogo con Berlusconi» (…)

 

ROTTAMIAMO RENZI

Quirinale, Silvio Berlusconi fa la colomba e offre a Bersani un patto anti-Renzi: “Non ci conviene votare”. Giovedì il faccia a faccia (…)

 

Pd: se non riuscirà nella scalata al partito, Matteo Renzi ha già pronto il “piano B” (…)

 

SEL

Intervista a Nichi Vendola: E’ ora di costruire la sinistra, rimescoliamoci con il Pd, ma niente fusioni a freddo e tra ceti politici. Renzi? Innovatore, ma rottama la rottamazione… (…)

 

Fabrizio Barca apre a una possibile candidatura alla guida del Pd: “Sono di sinistra quello è il partito a cui guardo” (…)

All’ombra della crisi istituzionale, si definisce la sfida congressuale Pd: Renzi vs Barca. Vendola e Sel nella partita, assemblea nazionale il 13 (…)

 

Pd, il grande ingorgo fra presente e futuro (…)

 

Elezione Presidente della Repubblica, Giuliano Amato fa il no Tav con gli studenti del Tasso. Così strizza l’occhio ai grandi elettori    grillini (…)

 

GRAZIE

Napolitano grazia Joseph Romano (…)

 

ECONOMIA ITALIANA

Sul Sole 24 Ore: pressione fiscale al 52% e su Plus24 sul risparmio da tutelare (…)       

Debiti pubblica amministrazione: oggi il Cdm (…)

 

PASSAGGI DELICATI

DONNE

Il Colle del potere proibito alle donne (…)

RAGAZZI

Cinquanta sfumature per ragazzi (…)

 

Lavoro Usa e aviaria frenano i listini, bene solo Milano (+0,64%). Spread giù a 317 (…)

 

Crisi: S&P conferma ‘AAA’ Gran Bretagna (…)

 

 

CONVITATO DI PIETRA

Rubata la statua ‘parlante’ dell’Abate Luigi (…)

 

TERZO PUNTO

CREARE LAVORO PER FAR CRESCERE L’ITALIA

Creare più lavoro

Per promuovere il lavoro e contrastare la precarietà, la condizione necessaria è la ripresa dell’economia e, quindi, l’inversione della rotta di politica macro-economica nell’euro-zona. Nel quadro di una politica economica orientata allo sviluppo sostenibile e il lavoro, proponiamo l’avvio di alcuni progetti di fondo:

1. un’ora di lavoro stabile deve essere più conveniente di un’ora di lavoro precario. Per contrastare la precarietà e promuovere la stabilità, eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari mediante la strada opposta a quella percorsa dalla Legge Fornero, ossia la riduzione della contribuzione previdenziale prevista per i contratti di lavoro dipendente. In particolare, proponiamo la graduale convergenza degli oneri sociali complessivi sul lavoro intorno ad un livello intermedio tra quanto oggi versato per i contratti di lavoro dipendente e quanto versato per i contratti a progetto e per i rapporti delle partite Iva iscritte alla gestione separata dell’Inps.

2. Salario minimo per chi non ha un contratto. Sulla base di quanto previsto per le collaborazioni a progetto nella legge Fornero, introdurre un salario o compenso minimo, determinato in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori e le lavoratrici escluse dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

3. Superare le rigidità della legge Fornero. L’automatismo previsto nella Legge Fornero per la conversione ex lege dei rapporti di collaborazione a committenza prevalente in contratti di lavoro dipendente e cancellare l’aumento della contribuzione sulle Partita Iva, con allineamento ai livelli medi previsti nel punto 1.

4. Diritti di cittadinanza per tutte le forme di lavoro. Puntare a introdurre nel tempo una base di “diritti di cittadinanza” per tutte le forme di lavoro, comprese le imprese individuali, in materia di garanzia del reddito, malattia, infortuni, riposo psicofisico, maternità. Inoltre, proponiamo di attuare la delega prevista nella legge Fornero per le politiche attive per il lavoro e riformare gli strumenti di “governance” del mercato del lavoro (dalla valorizzazione e potenziamento dei Servizi per l’impiego in ottica di complementarietà tra pubblico e privato in un quadro regolativo di controllo pubblico, all’Agenzia “federale” per il lavoro). Quindi, integrazione delle politiche sociali e del lavoro con le politiche della formazione per favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti in difficoltà.

5. Esodati. Va compiutamente risolto il drammatico problema dei lavoratori e delle lavoratrici esodate, in contribuzione volontaria, in mobilità, ecc..

6. Occupazione femminile. Attuazione di un programma di interventi per incentivare l’occupazione femminile, a cominciare da una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori.

Favorire il credito alle imprese

Dagli ultimi dati della BCE emerge che nell’ultimo anno in Europa circa il 20% delle PMI ha visto peggiorare le proprie condizioni di accesso al credito, mentre solamente il 4% delle grandi imprese sarebbe stato colpito da fenomeni di credit crunch. In Italia, il peggioramento è quasi doppio della media europea.

Le grandi imprese hanno ripreso invece a far ricorso diretto al mercato dei capitali emettendo obbligazioni industriali. Occorre dunque intervenire sia dal lato degli assorbimenti di capitale che dal lato della liquidità.

1. Dal lato degli assorbimenti di capitale:

Fondo centrale di garanzia PMI: la copertura del fondo centrale di garanzia riduce l’assorbimento di capitale dei prestiti alle imprese. Il Governo Monti ha rifinanziato il Fondo in misura significativa. Ma va elevato il limite di importo per impresa e vanno semplificate le procedure.

2. Dal lato della liquidità (e del livello dei tassi):

Il ruolo della Cassa Depositi e prestiti può essere potenziato. In prospettiva, si può pensare ad avvicinarci al modello della tedesca KfW o della francese CDC.

Piano per i pagamenti arretrati della Pubblica amministrazione alle imprese

Proponiamo un’emissione di Titoli del Tesoro sul modello del BTP Italia, per 10 miliardi di euro all’anno, per 5 anni, vincolati esclusivamente al pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, in via prioritaria alle micro e piccole imprese. In sede europea, la decisione dovrebbe essere presentata come una operazione verità e trasparenza con la richiesta che venga imitata da tutti e seguita da una coerente decisione di Eurostat.

Sui mercati internazionali, il relativo aumento del debito pubblico si deve ritenere già scontato e compensato dall’immagine di pulizia nei conti pubblici che così verrebbe operata.

Un piano straordinario  per la sicurezza di scuole ospedali, recupero ambientale e mobilità urbana.

Trattare con la Commissione europea un allentamento temporaneo e selettivo del patto di stabilità interno per consentire spese per investimenti produttivi immediatamente cantierabili.

In Italia per il triennio 2013-2015, nel limite di 1,5 miliardi di euro per l’anno in corso e di 3 miliardi di euro per ciascuno dei due anni successivi, le spese per investimenti produttivi di Regioni, Province e Comuni dedicate a finanziare la messa in sicurezza di scuole e ospedali, progetti di recupero ambientale, mobilità urbana, sono escluse dal calcolo del saldo o della spesa rilevante ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.

Gli investimenti finanziabili devono poter essere cantierabili in 6 mesi. Alla copertura delle maggiori spese in conto capitale si provvede nella misura del 60% attraverso riduzione della spesa per investimenti del Ministero della Difesa e per la quota residua attraverso l’utilizzo di fondi strutturali europei. Le risorse individuate concorrono con risorse private al finanziamento della realizzazione di infrastrutture pubbliche. Al contributo delle risorse private a investimenti superiori a 5 milioni di euro, si applicano le agevolazioni fiscali previste, a legislazione vigente, per investimenti superiori a 500 milioni di euro.

Eliminare l’Imu sull’80% delle prime case

No al pagamento dell’Imu per le prime case fino a 400-500 euro di imposta e considerare alla stregua di prime case i capannoni, i negozi, gli immobili strumentali delle piccole e medie imprese.

Lo sgravio verrebbe compensato rivedendo l’Imu in modo gradualmente progressivo, a partire dagli immobili che abbiano un valore superiore al milione e mezzo di euro dal punto di vista catastale, cioè almeno tre milioni di euro di valore commerciale.

Un Fisco più giusto

1. Rivedere le procedure e l’organizzazione di Equitalia per evitare di aggravare la condizione dei contribuenti onesti che si trovino in difficoltà.

2. Per favorire una maggiore fedeltà fiscale promuovere l’utilizzo della moneta elettronica, prevedendo limiti progressivi nel tempo all’uso del contante e incentivi agli esercizi commerciali e professionali di più piccoli per introdurre strumenti elettronici di pagamento. Prevedere un accordo con il sistema bancario per minimizzare il costo delle transazioni.

3. Blocco definitivo di qualsiasi ipotesi di condono.

4. Dare priorità alla riduzione fiscale per i redditi più bassi, il lavoro e gli investimenti produttivi, anche grazie ai proventi della maggiore fedeltà fiscale.

Le proposte per l’Agenda digitale e l’Ict

Banda larga.

Utilizzare le infrastrutture esistenti e implementare la rete, a cominciare dalla mappatura dell’esistente e da una politica per lo sviluppo della fibra ottica.

Promozione della Cultura digitale.

Formazione permanente dei docenti nelle scuole, che devono essere messi nelle condizioni di utilizzare la rete, la multimedialità e le tecnologie per i loro programmi didattici.

Avviare programmi di “alfabetizzazione digitale” per le piccole imprese.

Il digitale per la crescita.

Rafforzamento dell’e-commerce come volano per la crescita e l’export, sostenendo le associazioni di categoria nelle attività di formazione per gli associati e modificando alcuni aspetti normativi per favorirlo.

Promuovere l’utilizzo della moneta elettronica.

Accelerare i decreti attuativi per le agevolazioni fiscali alle start-up già previste per il 2013, 2014 e 2015.

Pubblica Amministrazione e E-gov.

Potenziare l’acquisto di beni e servizi della PA in rete. Favorire l’uso del Cloud computing (insieme di tecnologie per l’archiviazione dei dati in internet) per ridurre i costi e aumentare l’efficacia dei servizi delle amministrazioni. In alcuni Comuni italiani ha portato ad una forte riduzione dei costi.

Permettere ai cittadini di consultare on line i documenti della PA. Su modello del FOIA (Freedom of information act).

Rendere più convenienti e semplici i servizi se usufruiti in rete.

Coordinare le competenze su questi temi per superare la frammentazione di oggi con una politica di coordinamento delle competenze.

3 pensieri su “RASSEGNA STAMPA WEB del 06 aprile 2013

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