RASSEGNA STAMPA WEB del 01 aprile 2013 – ma non è un pesce d’aprile

 

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

 

RASSEGNA STAMPA

 

lunedì 1 aprile 2013

pierluigi-bersani-

 Bersani: resto in campo (…)

CIVATI : Napolitano mette alle strette Grillo con le sue stesse armi (…)

Il modello olandese: saggi al lavoro per 44 giorni, poi l’accordo (…)

 

Saggi in campo, crescono i dubbi Pdl. Il Pd critico: “Non sono la soluzione”. Grillo: no ai badanti della democrazia (…)

 

Boldrini: la povertà è un’emergenza nazionale (…)

 

Grillo, il piano del Movimento 5 stelle: tagli alla Camera per 42 milioni all’anno (…)

 

SCENARI INDEFINIBILI

Bersani non molla, ma il Pd si prepara al duello Renzi-Barca (…)

 

SINDACI

I sindaci più apprezzati? Sono quelli di Lecce, Como e Salerno (…)

 

CAMPANIA .. sotto scacco

Pasqua tragica in Campania. 18enne precipita con l’auto nel fiume  (…)

Napoli, il Forum delle Culture è una beffa.  Tante promesse, veleni e fondi bloccati.  Sono stati sprecati cinque milioni di euro (…)

 

Pasqua, Sepe: «La Risurrezione  di Cristo cambia la nostra storia» (…)

 

SCENARI MONDIALI

Il governo delle banche (…)

 

CANTAUTORI

Jannacci: aperta la camera ardente (…)

Franco Califano, amici e vip,  il saluto alla camera ardente (…)

 

ESTERI IN ALLERTA. SICUREZZA IN BILICO

Corea Nord minaccia Usa e Giappone.  Caccia americani pronti al decollo. Seul in allerta: daremo risposta militare (…)

 

In due foto pubbliche rivelati i piani segreti di Kim Jong-un per attaccare gli Stati Uniti (…)

 

DIRITTI

Il PD denuncia all’IAP una pubblicità che richiama al femminicidio (…)

GUERRE DI GENERE

– di Bianca Clemente – Sono passati molti secoli da quando le donne hanno avuto il diritto a studiare, ad imparare a scrivere e leggere. solo 50 anni circa da quando hanno avuto il diritto di elettorato attivo, ancor meno da quando hanno avuto la possibilità di essere elettorato passivo.

Le donne non conquistano e non convincono, i vertici del comando più di tutti, perché risultano ancora molto fragili. Non è questione di diversità sessuale, di genere. La fragilità, se vogliamo, è asessuata, non ha tempo e non ha età. Il problema delle donne è che non riescono ancora ad essere autorevoli. Sono ancora veramente pochi i soggetti che arrivano ad assumere immagine di autorevolezza al di là degli eventi della vita. Oltre i casi di eccellenza, ricordiamo ancora Rita Levi Montalcini, molte faticose aggressività per “forza di cose”. Il lavoro, quale che esso sia, è ancora un ambiente estraneo al femminile ed il suo costo è ancora molto alto. Il Pd è molto attivo su questo fronte .  Ma guai a trasformare una battaglia per l’umanità in una guerra in nome del carrierismo.

 

 

TERZO PUNTO

CREARE LAVORO PER FAR CRESCERE L’ITALIA

paragrafo 6

6. Occupazione femminile. Attuazione di un programma di interventi per incentivare l’occupazione femminile, a cominciare da una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori.

OTTAVO  PUNTO

I DIRITTI PER UN’ITALIA PIÙ CIVILE

settore

MISURE URGENTI CONTRO IL FEMMINICIDIO E LA VIOLENZA SULLE DONNE

La violenza contro le donne è una drammatica violazione dei diritti umani fondamentali che nel nostro paese ha assunto un carattere pervasivo e strutturale. Nel 2011 sono state 137 le donne uccise, nel 2012 sono state 124, spesso per mano di mariti, compagni o ex-partner. E’ il conto tragico di un fenomeno che deve essere contrastato con un’efficace ed urgente strategia politica: vogliamo approvare subito la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul e presenteremo, come già nella passata legislatura, una legge organica contro il femminicidio formulata secondo le più recenti Convenzioni internazionali, che costituisca il vincolo per serie azioni di governo.

Il 25 giugno 2012 è stato presentato all’ONU il primo Rapporto tematico sul femminicidio, frutto del lavoro realizzato in Italia da Rashida Manjoo. Prevenzione, punizione dei colpevoli, protezione delle vittime sono i ritardi dell’Italia. Secondo il rapporto la maggior parte delle violenze non sono denunciate perché perpetrate in un contesto culturale sessista, dove la violenza domestica non è sempre percepita come un crimine, dove le vittime sono economicamente dipendenti dai responsabili della violenza e persiste la percezione che le risposte fornite dallo Stato non sono adeguate per riconoscere il fenomeno, perseguire per via legale gli autori di tali crimini e garantire assistenza e protezione alle vittime. Il Rapporto rileva che in Italia gli stereotipi di genere sono profondamente radicati e predeterminano i ruoli di uomini e donne nella società. La violenza non è un fatto residuale, ma attiene a profonde motivazioni culturali ed ai cambiamenti introdotti dalle donne, ai rapporti, ancora caratterizzati da modelli fondati su dominio e prevaricazione, tra i generi e le persone.

Siamo dunque consapevoli che per combatterla c’è bisogno di un cambiamento culturale e nessuna legge, anche la più rigorosa, può contrastarla se non è accompagnata da una volontà di cambiamento nel rapporto tra i sessi e le persone. Occorre una nuova stagione delle relazioni, la presenza appropriata delle donne in tutti gli ambiti della società, la valorizzazione del ruolo e della soggettività femminile. Per questo non ci convincono le risposte che la riducono a questione meramente penale, ma crediamo sia necessario adottare un approccio multidisciplinare che coniughi misure volte a prevenire le cause stesse della violenza – anche contrastando quegli stereotipi che ne sono alla base – e a promuovere una visione paritaria dei rapporti tra generi.

Ci impegniamo ad approvare immediatamente la legge di ratifica della convenzione di Istanbul e a sostenere ogni iniziativa legislativa per adeguare l’ordinamento interno alle prescrizioni contenute nella Convenzione, a presentare una proposta di legge contro il femminicidio e, più in generale, ad adottare le norme regolamentari e i provvedimenti amministrativi che promuovano realmente una cultura segnata da un diverso rapporto tra i generi contrastando il femminicidio quale negazione della soggettività, dei diritti fondamentali, della dignità delle donne, agendo sul piano della prevenzione e del contrasto della violenza, e della tutela delle vittime.

Dieci misure urgenti:

1- istituzione di un apposito “Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne”, con il compito di assicurare lo svolgimento di una rilevazione statistica sulla discriminazione e la violenza di genere e sui maltrattamenti in famiglia, attraverso un sistema integrato ed omogeneo.

2- Rafforzamento del sistema dei servizi, pubblici e convenzionati, organizzati in rete su tutto il territorio nazionale. Riconoscimento del ruolo delle case e centri antiviolenza, quali luoghi nei quali non solo possa trovare tutela la vittima di violenza o di discriminazioni di genere, ma nei quali possa pure darsi libero corso a iniziative volte alla promozione della soggettività femminile, anche mediante azioni di solidarietà e accoglienza rivolte ai figli minori delle stesse donne, a prescindere dalla loro cittadinanza. Promozione in conformità agli standard internazionali dei programmi di trattamento degli uomini autori di violenza.

3- Misure volte a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al fenomeno della violenza di genere e a promuovere una rappresentazione rispettosa della dignità femminile.

4- Campagne di prevenzione e sensibilizzazione a partire dalle scuole volte a formare gli studenti attraverso un’educazione alla relazione e alla promozione di un rapporto rispettoso tra i sessi.

5- Formazione specifica di tutti gli operatori che accolgono, sostengono e soccorrono le donne vittime di abusi, operatori sanitari, legali, psicologi, forze di polizia.

6- Rafforzamento della rete territoriale di contrasto, attraverso protocolli d’intesa tra soggetti istituzionali, quali province, comuni, aziende sanitarie, consigliere di parità, uffici scolastici provinciali, forze dell’ordine e del volontariato che operano sul territorio. Creazione di banche dati condivise tra forze di polizia e tribunali volte a fornire i dati giudiziari all’osservatorio.

7- Tutela peculiare anche sul piano previdenziale e lavorativo, inserendo tra i livelli essenziali delle prestazioni di accoglienza e socio-assistenziali le attività volte a fornire misure di sostegno alle donne vittime di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti.

8-Qualora ad essere vittime di violenza o abusi sessuali, maltrattamenti o stalking siano donne migranti, si estende a loro la sfera di applicazione del permesso di soggiorno ex articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

9- Aggravante comune per tutti i delitti contro la persona commessi mediante violenza, realizzati alla presenza di minori; maggiori diritti alla vittima nella fase più delicata del procedimento penale, ovvero quella delle indagini, prevedendo in particolare l’obbligo di comunicazione alla persona offesa della cessazione di misure cautelari, della chiusura delle indagini preliminari o della richiesta di archiviazione ; carattere prioritario ai procedimenti penali per i reati sessuali o contro la personalità individuale, attraverso la creazione di corsie preferenziali. Riconoscimento della violenza assistita come grave pregiudizio per i figli minori e causa di decadenza o limitazione della potestà genitoriale si sensi degli artt. 330 e 333 c.c.

10- Istituzione del Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne, destinato a finanziare le iniziative.

 

PIRATI

Cercasi regista per Jack Sparrow (…)

 

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