RASSEGNA STAMPA WEB del 23 marzo 2013

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

RASSEGNA STAMPA

sabato 23 marzo 2013

In macchina

E FINALMENTE GOVERNO … ?

Avviamo la legislatura nel segno di ciò che chiedono gli italiani (…)

 

GIORGIO NAPOLITANO

“Si apre oggi una fase decisiva per dare all’Italia un nuovo governo sulla base dei risultati elettorali”: così ha esordito il presidente della Repubblica al termine dell’incontro con Bersani. “L’incarico che sto per dare è il primo passo di un cammino per il raggiungimento dell’obiettivo” che deve portare “al più presto” alla nascita di un esecutivo per una “normale e piena attività legislativa”.  

“Ho conferito, in continuità con eloquenti precedenti, all’onorevole Bersani l’incarico di verificare un sostegno parlamentare certo, a un governo che abbia la fiducia delle Camere” ha detto il presidente.

“Reagisco a certe affermazioni infondatamente polemiche” su “presunte lentezze italiane”, ha affermato Napolitano che ha sottolineato come si proceda con “ponderatezza” e con “equilibrio” e nei tempi regolari considerando che per formare il nuovo governo Israele ci ha messo ad esempio 55 giorni.

Con l’occasione il presidente della Repubblica ha ricordato che non è trascorso ancora un mese dal voto e che da una settimana si sono insediate le Camere e si è “complimentato” per l’elezione ieri, degli uffici di presidenza di Camera e Senato

 

PIER LUIGI BERSANI

Le parole di Pier Luigi Bersani dopo aver ricevuto l’incarico esplorativo. “HO RINGRAZIATO E RINGRAZIO QUI’ IL PRESIDENTE NAPOLITANO PER L’INCARICO CHE HA VOLUTO CONFERIRMI. IO SVOLGERO’ QUEST’INCARICO CON LA MASSIMA DETERMINAZIONE E ANCHE RICERCANDO QUELLA PONDERAZIONE E QUELL’EQUILIBRIO A CUI IL PRESIDENTE HA VOLUTO FARE RIFERIMENTO. CERCHERO’ DI CORRISPONDERE A QUEST’INCARICO NEL SOLCO DELLE PAROLE CHE AVETE ASCOLTATO DAL PRESIDENTE NAPOLITANO. E CIOE’ L’AVVIO DI UNA LEGISLATURA CHE ABBIA UN GOVERNO IN CONDIZIONE DI GENERARE IL CAMBIAMENTO NECESSARIO ATTESO DAGLI ITALIANI E UN PERCORSO DI RIFORMA CHE SIA IN GRADO DI REALIZZARE QUEL CHE NON SI E’ VISTO FIN QUI’ E CIOE’ ASPETTI RILEVANTI DI RIFORMA COSTITUZIONALE E POLITICO-ELETTORALE. ECCO DENTRO A QUESTE INTENZIONI, QUESTO SOLCO, IO MI METTERO’ AL LAVORO CERTAMENTE CON UN PRIMO NECESSARIO RIFERIMENTO ALLE FORZE PARLAMENTARI CHE CHIEDERO’ D’INCONTRARE MA SENZA DIMENTICARE ANCHE UN DIALOGO, UN COLLOQUIO CON I PRINCIPALI SOGGETTI SOCIALI. COMINCERO’ DA SUBITO. GRAZIE A TUTTI.

 DOMANDA SUL FINANZIAMENTO : IO NELL’INCONTRARE LE FORZE PARLAMENTARI, LE FORZE POLITICHE, CERCHERO’ DI ANDARCI CON LE IDEE PIUTTOSTO CHIARE, CON POCHE PAROLE MA CON DELLE INTENZIONI PRECISE SUI PERCORSI DI RIFORMA. CERTAMENTE I PERCORSI DI RIFORMA DEVONO RIGUARDARE ANCHE IL SISTEMA POLITICO, NON C’E’ DUBBIO. CI ANDRO’ PERO’ CON DELLE MIE IDEE NATURALMENTE”

 

PASQUA

LA VIA CRUCIS DI BERSANI

 

Napolitano dà l’incarico a Bersani. Il segretario: prendo tempo necessario,  situazione difficile. M5s: nessuna fiducia (…)

 

Governo, incarico a Bersani: tornerà a riferire appena possibile (…)

Bersani torna da Napolitano a metà settimana. Dopo Pasqua possibile voto di fiducia, prima alla Camera poi al Senato. Il calcolo Pd-Sel: a Palazzo Madama Pdl fuori dall’aula (…)

 

Governo, dalla Gabanelli a Farinetti: il dream team a cui pensa Bersani (…)

 

Consultazioni, Silvio Berlusconi offre le larghe intese a Bersani. Ma il prezzo è alto: Quirinale, niente conflitto di interessi, e salvacondotto (…)

 

Berlusconi insiste sulle larghe intese (…)

 

Renzi: “Da italiano, faccio il tifo per Bersani, risolviamo il nodo lavoro” “Criminalità, non vedo aria di terrore” “Le ruspe? Le useremo ancora” (…)

 

 

LIBERO ?

libero

Bersani domani vede i sindacati, da lunedì i partiti (…)

 

Grillo: “Renzi è come un cartone animato” (…)

 

Giannini: ”Il salto nel buio” (…)

 

Il Punto / Bersani e la montagna da scalare (…di Stefano Folli)

 

Bersani: «Un governo di svolta» di S. Collini (…)

 

FRANCESCO

Papa Francesco: più dialogo con l’Islam, costruiamo ponti (…)

 

TANDEM

OGGI DOPPIA MANIFESTAZIONE A ROMA QUELLA DEL PDL SULLA GIUSTIZIA E POCO PIU’ IN LA’ IN PIAZZA DEL POPOLO QUELLA DI MICROMEGA SUL CONFLITTO D’INTERESSI DI BERLUSCONI

Berluscones e i “francescani” di Micromega. Un sabato di manifestazioni a Roma (…)

 

WEB DEMOCRACY

locandina socialabTTT

Come il Web ha cambiato la politica. Dibattito in sei città in contemporanea (…)

Il papà di Internet è preoccupato: minaccia controllo (…)

 

DA NORD A SUD IL MALE DI VIVERE IN ITALIA

Sanità, Cavallera assessore «Ma il piano non cambia» (…)

Una notte di ordinaria malasanità a Bari (…)

sanità

PUNTO TRE

CREARE LAVORO PER FAR CRESCERE L’ITALIA

SETTORE : piccole opere per i comuni che prevedano la sostenibilità e vivibilità ambientale

Un piano straordinario  per la sicurezza di scuole ospedali, recupero ambientale e mobilità urbana

Trattare con la Commissione europea un allentamento temporaneo e selettivo del patto di stabilità interno per consentire spese per investimenti produttivi immediatamente cantierabili.

In Italia per il triennio 2013-2015, nel limite di 1,5 miliardi di euro per l’anno in corso e di 3 miliardi di euro per ciascuno dei due anni successivi, le spese per investimenti produttivi di Regioni, Province e Comuni dedicate a finanziare la messa in sicurezza di scuole e ospedali, progetti di recupero ambientale, mobilità urbana, sono escluse dal calcolo del saldo o della spesa rilevante ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.

Gli investimenti finanziabili devono poter essere cantierabili in 6 mesi. Alla copertura delle maggiori spese in conto capitale si provvede nella misura del 60% attraverso riduzione della spesa per investimenti del Ministero della Difesa e per la quota residua attraverso l’utilizzo di fondi strutturali europei. Le risorse individuate concorrono con risorse private al finanziamento della realizzazione di infrastrutture pubbliche. Al contributo delle risorse private a investimenti superiori a 5 milioni di euro, si applicano le agevolazioni fiscali previste, a legislazione vigente, per investimenti superiori a 500 milioni di euro.

 

SCENARI

Quelli che al Nord (…)

Bersani Jones

Gli italiani lavorano più dei tedeschi ma producono meno (…)

 

Sperando non siano i padroni delle fabbriche …

Allarme poveri in Italia. “Saranno 4 milioni nel 2013”. Irpef: un contribuente su due dichiara sotto i 15.700 euro (…)

 

IL NUOVO LAVORO (…)

 

IL CAMBIAMENTO IN 8 PUNTI (…)

 

CONFLITTO D’INTERESSI

la prima legge sul conflitto d’interessi: il link qui (…)

incandidabilità e incompatibilità cariche elettive : il link (…)

 

 

ECCO LA LEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSI – il progetto

 

DEMOCRAZIA E MORALITA’: TRASPARENZA E RIFORMA DELLA VITA PUBBLICA

 

MISURE PER LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA E DELLA BUROCRAZIA

I costi eccessivi di politica e burocrazia sono da tempo denunciati, sia nella dimensione del fenomeno che nei suoi dati numerici. La riduzione di tali costi ha un significato non solo economico di riduzione della spesa pubblica, ma anche sociale e morale, di abbattimento di ingiustificati privilegi e di ripristino di una vera parità tra governanti e governati.

 Occorre intervenire in parte con legge costituzionale e in parte con legge ordinaria (o decreto legge).

A) LA NOSTRA PROPOSTA SUL FINANZIAMENTO E LA DEMOCRAZIA DEI PARTITI E DEI MOVIMENTI POLITICI La politica è un bene comune che non può essere lasciato solo nelle mani dei miliardari o dei padroni dei mezzi di comunicazione di massa. Per questa ragione in Europa esistono forme di finanziamento pubblico attraverso le quali i cittadini, anche meno abbienti, possono partecipare alla vita politica del Paese. L’attuale sistema di finanziamento della vita politica nazionale è però caratterizzato da incongruenze e opacità tali da giustificare le critiche che l’opinione pubblica rivolge in modo sempre più acuto e crescente. Dunque è opportuno intervenire, tenendo insieme il tema del finanziamento della vita politica e quello di una legge che regoli la vita interna dei partiti e dei movimenti politici. Più in particolare, noi proponiamo di lasciare ai cittadini la scelta se finanziare o no i partiti e i movimenti politici. Siamo cioè pronti a superare il finanziamento pubblico e a prevedere un sistema di piccole contribuzioni private di carattere liberale e volontario assistite da parziali detrazioni fiscali. Nello stesso tempo, siamo pronti a votare un provvedimento che sospenda da subito il flusso dei finanziamenti per il tempo necessario, secondo scadenze da concordare, ad approvare una legge sui partiti e sui movimenti politici che dia piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione. Cioè una legge che fissi le regole per la formazione degli organismi dirigenti, i codici etici, la trasparenza per l’accesso alle candidature e le regole per il finanziamento. Per rendere effettiva questa nuova disciplina sarà necessario anche rafforzare il regime dei controlli sui bilanci e il grado di trasparenza della gestione finanziaria dei partiti, prevedendo la pubblicazione online dei documenti contabili e dei redditi e della situazione patrimoniale dei leader dei partiti e dei movimenti politici, in base al principio che la vita pubblica e la responsabilità che ne consegue devono essere assolutamente visibili per ogni cittadino.

B) LEGGE SUI PARTITI: DEMOCRAZIA INTERNA, CODICE ETICO, ORGANISMI E PARTECIPAZIONE In materia di partiti politici sono urgenti due interventi, attuabili con legge ordinaria o decreto legge. 1. Occorre anzitutto disciplinare, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, i principi di democrazia interna di partiti e movimenti politici, prevedendo un onere di adozione di atti costitutivi e statuti rispettosi di tali principi, quale condizione per l’accesso alle competizioni elettorali, alle campagne referendarie, ai finanziamenti pubblici e privati e agli altri benefici pubblici previsti dalle leggi vigenti. Occorre coerentemente prevedere un organo neutrale e super partes preposto al controllo di atti costitutivi e statuti. Si può ipotizzare, sulla falsariga del modello Commissione per la trasparenza dei rendiconti dei partiti politici, introdotta dall’art. 9, l. n. 96 del 2012, una Commissione composta di cinque magistrati delle giurisdizioni superiori (tre della Corte di cassazione, un consigliere di Stato e un consigliere della Corte dei conti), con sede presso la Corte di cassazione, che effettui il controllo con un procedimento accelerato. La Commissione non percepirebbe alcun compenso o indennità. Andrebbe anche previsto il regime di tutela giurisdizionale contro gli atti di controllo di tale Commissione.

C) RIFORMA ISTITUZIONALE

1) Riduzione numero parlamentari: sono 945, troppi per poter garantire la qualità del dibattito e delle decisioni: ci impegniamo a ridurli: da 630 a 300 deputati e da 315 a 150 senatori elettivi, da 5 a 2 i senatori a vita nominabili da ciascun Presidente della Repubblica

2) Manca un Senato delle Regioni e delle autonomie, riforma necessaria per far funzionare il federalismo: il Senato della Repubblica diventa il Senato delle Regioni e delle Autonomie. I senatori sono eletti contestualmente alla elezione dei Consigli regionali e decadono in caso di scioglimento anticipato del C.R. della loro regione. Per la prima elezione sono eletti insieme alla Camera e decadono al momento delle prime elezioni regionali generali. Il Senato ha il compito di tenere il raccordo tra Stato, Regioni e Autonomie Locali.

D) COSTI DELLA POLITICA E DELLA BUROCRAZIA: STIPENDIO PARLAMENTAREE DEGLI AMMINISTRATORI REGIONALI PARI AL SINDACO CAPOLUOGO. DISBOSCAMENTO SOCIETÀ ED ENTI PARTECIPATE. RIVISTAZIONE DEI BENEFIT DELLE CARICHE ISTITUZIONALI A OGNI LIVELLO. Occorre intervenire in parte con legge costituzionale e in parte con legge ordinaria (decreto legge).

 Alcuni interventi con legge costituzionale sono semplici e rapidamente attuabili se si raggiunge il necessario consenso politico e dunque la maggioranza qualificata richiesta per le leggi costituzionali.

In particolare è possibile:

1) abolire le Province dalla Costituzione.

2) ridurre il numero dei Comuni; i Comuni italiani sono attualmente 8.092, di cui oltre 3.000 con meno di cinquemila abitanti; ogni tentativo fatto con legge ordinaria per incentivare la fusione di Comuni è sinora fallito; si può fissare in Costituzione un numero massimo di Comuni fissando un procedimento imperativo per la fusione o incorporazione dei Comuni minori.

3) Quanto agli interventi con legge ordinaria essi attengono alla riduzione del trattamento economico dei parlamentari e dei consiglieri regionali, dei titolari di cariche di governo, dei membri delle Autorità indipendenti, dei Presidenti degli enti pubblici, della dirigenza pubblica, del personale delle Camere, degli amministratori e dirigenti delle società pubbliche, ivi comprese le quotate, nonché sul trattamento economico dei consulenti degli organi costituzionali. Si può razionalizzare e portare a ulteriore sviluppo il percorso già avviato durante la pregressa legislatura, che ha fissato un tetto massimo dei trattamenti economici erogati da pubbliche amministrazioni, con il parametro dello stipendio annuo lordo onnicomprensivo del primo presidente della Corte di cassazione (attualmente circa 302.000 euro), escludendone però le società pubbliche quotate in borsa. Esemplificando in generale, la legge potrebbe stabilire che il trattamento annuo lordo onnicomprensivo del parlamentare non sia superiore al 50%-60% del trattamento complessivo annuo lordo del primo presidente della Corte di cassazione, fissando un importo netto comparabile con quello di un sindaco di un comune capoluogo.

4) Per quanto riguarda i compensi per incarichi professionali (conferiti in ambito ministeriale, etc.), va razionalizzato il sistema introdotto dal Governo Monti, vale a dire il tetto del 25% rispetto allo stipendio base del percettore. Infatti a legislazione vigente tale tetto riguarda solo gli incarichi direttivi, e solo presso amministrazioni statali (dunque non tocca gli incarichi di consigliere giuridico presso ministeri, o gli incarichi di capo di gabinetto o consigliere giuridico presso enti non statali); il sistema va generalizzato. Tutte le misure dei trattamenti economici sono da intendere come tetti massimi e dunque non comportano incrementi dei trattamenti in godimento. Altre misure per la riduzione dei costi della burocrazia non afferiscono ai trattamenti economici e sono le seguenti:

a) possibile riduzione del numero massimo vigente dei componenti del governo (oggi 65);

 

b) interventi sulle società pubbliche, quanto :

(i) al controllo interno di gestione;

(ii) all’assoggettamento dei dipendenti allo statuto del pubblico impiego (t.u. n. 165/2001), ivi compreso il reclutamento mediante concorso pubblico;

(iii) alla previsione di criteri concorsuali, trasparenti, e secondo requisiti di professionalità, per la nomina degli amministratori;

(iv) all’impulso per l’attuazione delle riforme già approvate, per la liquidazione delle società pubbliche inutili;

(v) se del caso, ma il tema richiede approfondimento, rigorosa delimitazione conlegge della possibilità di utilizzo del modello società mista pubblico-privato, che èspesso fonte di inefficienze e fenomeni corruttivi, e di sottrazione di quote di mercato alla concorrenza.

c) intervento soppressivo di enti locali diversi dai Comuni, quali le comunità montane.

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