RASSEGNA STAMPA WEB del 16 dicembre 2012

COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO

RASSEGNA STAMPA

domenica 16 dicembre 2012

pierluigi-bersani-

IN RISALTO

ALLIANCE PROGRESSISTI INTERNATIONAL DEMOCRACY

http://t.real.com/EYNaZf

Le nuove sfide dell’economia globale: le strategie dei progressisti

http://www.youtube.com/watch?v=hVWnAvf5Kd4

Désir: speriamo nella vittoria di Bersani alle prossime elezioni

‘Le primarie sono state un grande successo per Bersani e oggi queswta riunione dei progressisti è un messaggio di sostegno che piace a tutti i socialisti francesi. E’ necessario un cambiamento della politica in Italia ed in Europa’

http://www.youtube.com/watch?v=bYR1GDPGFRg

IL COMITATO NAPOLETANO BERSANI PRIMO MINISTRO E’ ASSOLUTAMENTE ENTUSIASTA DELL’IDEA

CHE RITIENE SALVIFICA E GENIALE !

http://r-innovamenti.com.unita.it/economia/2012/12/15/bersani-capolista-in-campania/

Monti non vuole strappi e cerca un’intesa con il Pd

Il Professore affronta il nodo del suo futuro e pensa a un accordo con il Partito Democratico: “Ma il primo passo tocca a loro”. Anche il segretario del Pd vuole un chiarimento prima che il premier decida cosa fare. Torna l’ipotesi di un tandem tra Bersani e Monti, con tanto di staffetta

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/16/news/monti_non_vuole_strappi_e_cerca_un_intesa_con_il_pd-48850720/?ref=HREA-1

IL GIRO DI VITE SUI PRIVILEGI ANTIDEMOCRATICI ED ANTICULTURALI SI FA SEMPRE PIU’ STRETTO !

http://www.publicpolicy.it/camera-moles-pdl-scrive-a-fini-intervenga-sul-caso-della-rassegna-stampa-3810.html

UN’IDEA DELL’EUROPA

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/139114/no_quella_di_merkel_non_e_una_ingerenza

Ddl Stabilità, ai precari della Pa sarà riservato
il 40% dei posti nei
concorsi. Expo sfugge ai tagli

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-15/stabilita-fattura-elettronica-congedi-155042.shtml?uuid=AbzylQCH

ACCIAIO? CHE D’è?

Acciaio di Stato, Piombino non vuole morire

http://www.unita.it/italia/acciaio-di-stato-piombino-non-vuole-morire-1.474744

ECONOMIA  E CULTURAL DIVIDE

Un pò di spazio anche a me !😀

– di Bianca Clemente

E niente. Nonostante tutto il web non convince. Non convince i cittadini ma ancor più non convince la governance. Rimane quell’oscuro oggetto del desiderio .. altro. Altro da tutto. Il nodo del nostro tempo è la compresenza – e compartecipazione – tra “vecchio” e “nuovo”, tra lo ieri e l’oggi, tra un passato ancora troppo vicino, prossimo, ed un futuro ancora in fieri, da venire … Il risultato è uno scarto di civiltà che rischia di fermare la “macchina sviluppo” perché le due compresenze si alternano, si sovrappongono l’una all’altra senza sintesi, senza capacità di integrazione, senza neanche un turnover dell’alternanza perché senza politica, senza convincimento di governance, appunto. E il passaggio alla globalizzazione si trasforma in un punto critico ancor più della globalizzazione stessa. I dati parlano chiaro, facendo un’analisi empirica e di nicchia, basta dare uno sguardo alla propensione all’utilizzo dei siti web sviluppata dall’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano: Osservatori.net. A fronte di una frequentazione dei siti territoriali della Posta da parte del 50% dell’utenza per pagamenti, con un utilizzo del 41% c.a. per certificati, attraverso i canali tradizionali, i siti web dedicati, invece, vedono una propensione all’utilizzo dell’11.5% per pagamenti e del 12% c.a. per certificati. Così come i siti web della totalità della Pubblica Amministrazione sono solo il 20% per pagamenti ed il 19% per certificati.  Pochi dati per capire che il web è ancora molto lontano dal risolvere concretamente i nostri problemi, eppure, allo stato sembra essere la sola soluzione possibile.

La tecnologia è il nodo, dunque, e la tecnologia sarà la risposta al nodo, come applicazione per eliminare il cultural divide. Come? Innanzitutto cominciando dalla scuola, che dovrebbe essere il luogo deputato per eccellenza a colmare i divari della conoscenza e della fruibilità e sostenibilità del nostro mondo. Via libera, allora alla tecnologia nella scuola per la diffusione sempre maggiore di una globalizzazione interattiva e per questo più civile e regolabile. Nella scuola vive il futuro, abbiamo l’obbligo morale di insegnare a quel futuro cos’è la consapevolezza fornendogli la “cassetta degli attrezzi” utile a sopravvivere nel bosco dell’indeterminatezza e dell’incerto. Concretezza e passione, realismo e capacità di sognare, anche in grande, questo è il significato del progresso tecnologico che nella scuola necessariamente si traduce in  opportunità equidistante ed eque opportunità, il mondo del possibile. Almeno lasciateci sperare. Ecco anche l’importanza – direi fondamentale – dell’Agenda digitale che il Governo italiano ha inserito nel decreto “Semplifica Italia”, sulla base della strategia definita nel 2010 dalla Commissione europea “Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.  Crescita economica e reti d’imprese necessariamente coinvolgono la scuola, come la pubblica amministrazione, strettamente interconnesse con la crescita di un paese. Banda larga e ultra larga, smart cities, open data, cloud computing ma anche wifi di copertura per tutto il territorio italiano, sono forse solo alcuni esempi di sicurezza, sviluppo e modernizzazione. A livello globale la “internet economy” supera i 10.000 miliardi di dollari ed è impensabile che in Italia solo la metà dei cittadini usa internet. E comunque questa metà va istruita sulle potenzialità della connessione di rete e sue eventuali ricadute economiche e culturali, e anche sugli eventuali – sempre presenti – pericoli che possono nascondersi dietro la rete, dall’altra parte dello schermo pc. La scuola oggi necessita sempre più di insegnati adeguati a nuovi compiti e ruoli, consapevoli delle nuove “missions” e delle nuove difficoltà, della nuova delicatissima fase di passaggio, in un ambiente già tanto in crisi per ritardi economico-sociali. Ma è quello di cui necessita sempre più anche la pubblica amministrazione : funzionari capaci, competenti e flessibili difronte alle innovazioni ed alle richieste che esse portano con sé.

Recentemente l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), e numerosi studi scientifici, hanno riconosciuto che gli investimenti in banda larga hanno effetti considerevoli sulla crescita del reddito nazionale delle società avanzate, sia direttamente per l’attività di progettazione e impianto delle reti, che indirettamente, in virtù dell’aumento complessivo di produttività, del livello di innovazione e di base occupazionale, delle attività economiche che utilizzano e beneficiano delle reti di nuova generazione per i loro processi produttivi. E aumentare il Pil di alcuni punti percentuali rientra certamente tra le strategie prioritarie dell’Italia.

Siamo ad una conversione elettronica delle attività fin ora intraprese. Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale. Bisogna saper guidare questo processo. Utile qui ricordare che mentre in Europa la percentuale di famiglie che ha accesso a internet è del 73,2%, in Italia si ferma al 61,6%; la popolazione che usa regolarmente internet è pari al 67,5% in Europa e al 50,7% in Italia. Ha detto recentemente Roberto Azzano, practice leader di NetConsulting (azienda di consulenza e di analisi sul mercato dell’Informatica, delle Telecomunicazioni e dei Media) “In Italia – nell’ultimo periodo –  una serie di interventi legislativi e innovativi hanno prodotto effetti positivi per le tecnologie dell’innovazione: sono ad esempio la lotta al contante, le liberalizzazioni, il decreto semplificazione, la certificazione di sostenibilità energetica. Queste però vanno poi declinate in una realtà dove  – seguendo l’esempio fatto dal rappresentante di NetConsulting – è vero che bisogna mettere i pannelli solari sui tetti delle scuole, ma è altrettanto vero che il 25% delle scuole ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria e urgente, altrimenti i pannelli rischiano di venire giù”. Quindi il problema è dei costi ed anche dell’alfabetizzazione, che ha i suoi costi! L’uno non può prescindere dall’altro.  Ed è un cane che si morde la coda. Un circolo assai poco virtuoso perché – come emerso da una recente indagine – nel nostro paese i salari sono i più bassi d’Europa: a fronte dei redditi annui da impiego che vanno dai 30.000 euro in su in tutta Europa, in Italia non si riesce a superare il tetto dei 23.406 euro annui – a parità di livello lavorativo.

Con salari rigidi verso il basso e flessibilità minima dei prezzi dei prodotti finiti, quando si verifica una crisi o una depressione, la ripresa, che nel passato era più o meno  automatica, oggi incontra difficoltà molto maggiori. Infatti, l’aumento della domanda reale non è più stimolato dal meccanismo concorrenziale di diffusione a catena di riduzioni dei costi, extra-profitti, aumenti di produzione e riduzione dei prezzi. Nelle nuove condizioni – amplificate dall’affermazione delle nuove tecnologie, la ripresa può avere luogo o per effetto i investimenti stimolati da innovazioni, o per un aumento della domanda estera o per un’azione del governo. Nel caso che le due prime spinte siano insufficienti, deve intervenire il governo, la sua azione non solo deve mirare ad un aumento della spesa pubblica, ma anche ad una politica creditizia attiva. Gli stessi sindacati spingendo in alto i salari, possono contribuire all’aumento della domanda. Questa teoria non è generalmente accolta in quanto non piace molto alle banche ed ancora di meno ad un governo preso alle strette da risorse economiche affievolite. Fanno parte della storia economica più che delle teorie in quanto agli economisti piace costruire modelli di sviluppo fondati sulle ipotesi più che sulle azioni concrete del passato. Lo stesso Keynes ha sempre raccomandato gli investimenti pubblici, anche e soprattutto verso le famiglie, anche in presenza di deficit, per promuovere la ripresa economica. Questa è la filosofia di fondo del walfare. Ma se non si vuole inseguire più questo modello perché costretti da politiche di stampo europeista, l’unica è mettere in campo il  modello delle innovazioni e dei servizi avanzati. Basti leggere Pieno impiego in una società libera del 1946 di lord Beveridge in collaborazione con Kaldor che influenzò molto i paesi capitalistci. L’attuale debito continentale, non è dovuto all’applicazione di queste teorie del walfare, quanto allo spreco che se ne è fatto senza aver rinforzato il tessuto sociale  medio-piccolo. L’abuso che spesso si è imputato alla Banca Centrale – tuttavia istituzione di rilievo fondamentale – deve far ben riflettere sull’aumento del debito a dispetto di azioni verso lo sviluppo locale. Il peso dei cambi in Euro è un altro campanello d’allarme che ha portato i debiti europei verso l’inflazione. La nostra lira era una risorsa indispensabile in condizioni di deflazione, cosa che ben sapeva l’Inghilterra più economicamente smaliziata,  ma certamente è da riflettere su un ritorno indietro. E’ l’abuso sicuramente da combattere e regolamentare. E non si può far affidamento tout court sulla privatizzazione generalizzata per tamponare nel presente ciò che un domani potrebbe divenire un “gravissimo errore”. L’innovazione sta diventando sempre più la “terza via”

”Siamo liberi e senza paura”, il discorso di

Ambrosoli

“Siamo forti perché abbiamo idee adeguate ai nostri tempi”. Così il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli, dopo avere ottenuto il 58 per cento dei voti alle primarie del centrosinistra. “Da domani,” – prosegue – “insieme per quel cambiamento che tutti aspettiamo”

http://video.repubblica.it/dossier/lombardia-primarie-pirellone-2012/siamo-liberi-e-senza-paura-il-discorso-di-ambrosoli/113831/112231?ref=HRBV-1

Primarie Pd, Matteo Orfini: “Tutti i parlamentari e dirigenti si misurino con gli elettori. Lista bloccata solo per la società civile”

http://www.huffingtonpost.it/2012/12/15/primarie-pd-matteo-orfini_n_2307175.html?utm_hp_ref=italy

Carceri, sciopero della fame di Pannella. “Condizioni critiche”. E accetta il ricovero

Quinto giorno di protesta per il leader dei radicali. La protesta per ottenere l’amnistia

e il diritto di voto per i detenuti. I medici: “Rischi di complicanze ulteriori, anche irrimediabili”.

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/15/news/carceri_sciopero_della_fame_di_pannella_accetta_il_ricovero_e_lancia_appello-48835970/

Idv, Di Pietro: via mio nome da simbolo.
E poi lancia le primarie on line

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/15/news/idv_di_pietro_via_mio_nome_da_simbolo_a_settembre_rimetter_il_mio_mandato-48811485/

Grillo, Firma-day per i candidati M5S:
“Senza di noi i nazisti in Parlamento”

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/15/news/firma_day_grillo-48808746/?ref=HREC1-2

È morta l’attrice Alida Chelli. Ex moglie di Walter Chiari, madre di Simone.
Pippo Baudo: l’ho amata tanto

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-15/morta-attrice-alida-chelli-145937.shtml?uuid=AbhgNOCH

ORRORI DEL MONDO

In
the Shadow of Sandy Hook, a Pro-Gun Organization Keeps Silent

http://www.time.com/time/

FINANCIAL TIMES : CHI E’ BERSANI ?

Italy: Monti’s moment

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/2c1f85a2-45e0-11e2-b780-00144feabdc0.html#axzz2FCkygzXR

smile pensante

5 pensieri su “RASSEGNA STAMPA WEB del 16 dicembre 2012

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