Ancora una cosa sulla PA

Ancora una cosa c’è da aggiungere al processo di innovazione che sta portando avanti il Governo, Forumpa, la Società dell’informazione ed altri organismi ed istituti di pregio che risiedono in Italia : la diffusione della cultura “social” tra i dipendenti della Pa si rende oltremodo necessaria. Molto spesso coloro che sono incardinati nelle strutture pubbliche interpretano male questi processi e li inseriscono al massimo nelle categorie “diletto“, avendo anche un certo chiamiamolo “rigetto per certe forme di politica anche fosse solo social“, ma probabilmente sarebbe più opportuno e preciso definire questa sorta di rifiuto qualunquistico: “disincanto” per la politica tutta, essendo direttamente costretti a subire certe forme di cattiva amministrazione politica giorno per giorno. I dirigenti, quindi, hanno ragione a lamentarsi di certo utilizzo sbagliato degli strumenti informatici in dotazione dei dipendenti. Ma sono casi eclatanti che non investono la maggioranza degli impiegati e che emergono dalle cronache giudiziarie. A riscontro di ciò, e per inverso, la Pubblica Amministrazione ha stretto il giro di vite sui controlli al punto che può risultare pericoloso persino fare uso della posta privata elettronica con account internet, in quanto si corre il rischio di essere “spiati“. Ritengo questo fatto una cosa non solo eccessiva ma vieppiù veramente riprovevole. In tal modo vengono disattese le più elementari regole del codice della privacy, di derivazione diretta dall’art. 15 della Costituzione Titolo I Parte I Diritti e doveri dei cittadini ” La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge [c.p.p.248, 254, 266, 271]. Ciò non sta bene.

Gli sprechi

Ma facciamo qualche esempio concreto di sprechi della Pa anche solo per essere troppo “pignosi” nell’applicare regole che finiscono per aumentare la burocrazia. Alcune strutture della Pa sono dotate di collegamenti on line. I dipendenti che vi lavorano devono per conseguenza lavorare on line ma date le censure che vengono imposte – un pò per “ignoranza” sui mezzi, un pò per facilitare “l’indirizzo politico” – si limitano la portata anche a questi pc che devono essere on line. Cosicchè chi vi lavora è continuamente bloccato dagli script di blocco e non possedendo il profilo administrator non può neanche aggiornare il pc. Dopo un pò di tempo il dipendente che lavora in queste condizioni è costretto a chiamare una società esterna per farsi aggiornare il pc ed i vari software di lavoro. E siccome i giovani che lavorano nella società esterna sono continuamente chiamati anche per cose elementari in quanto non tutti i dipendenti della Pa hanno le conoscenze necessarie per l’utilizzo di uno strumento che ormai è su tutte le scrivanie, colui che lavora on line è costretto ad aspettare la disponibilità o quanto meno a tentare la fortuna di capitare con un giovane “ben disposto”.

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